Altered Carbon: la nuova serie di Netflix sulla coscienza, la tecnologia e la morte

Sep­pur con un mese di ritar­do cir­ca, i Mania­ci Seria­li final­men­te avran­no il loro rega­lo di Nata­le, dopo la delu­sio­ne e la tri­ste sco­per­ta di ini­zio anno: lo sape­te già di cosa stia­mo par­lan­do. Sì, il Tro­no di Spa­de. Sì, 2019.
For­tu­na­ta­men­te Net­flix, come spes­so capi­ta ormai, ci ha dato una gio­ia. Alte­red Car­bon è la nuo­va serie tv che debut­te­rà in tut­to il mon­do il pros­si­mo 2 feb­bra­io.

Dieci episodi che ci catapulteranno a Bay City, in un futuro in cui sarà possibile sconfiggere la morte attraverso la tecnologia.

Idea­to da Lae­ta Kalo­gri­dis (già sce­neg­gia­tri­ce di nume­ro­si colos­sal tra cui Shut­ter Island, di Mar­tin Scor­se­se), è basa­to sul roman­zo cyber­punk di Richard K. Mor­gan, edi­to in Ita­lia da Edi­tri­ce Nord con il tito­lo di “Bay City” nel 2002. I rumors su una pos­si­bi­le pro­du­zio­ne del­la serie tv da par­te di Net­flix gira­va­no già da gen­na­io 2016, e lo scor­so dicem­bre ne abbia­mo avu­to la con­fer­ma quan­do sono appar­si i pri­mi tea­ser del­la serie. Qual­che gior­no fa, inve­ce, è sta­to rila­scia­to il pri­mo trai­ler uffi­cia­le, da cui chi non ha let­to il libro di Mor­gan può comin­cia­re a dedur­re che non saran­no solo la tec­no­lo­gia e il suo svi­lup­po ad esse­re al cen­tro del­la serie.

Quello che ci viene descritto è un mondo in cui vi è la possibilità di copiare digitalmente la coscienza, la memoria e la personalità umana ed impiantarla in un altro corpo: un processo che permette di evitare la morte “saltando” da un corpo all’altro.

Take­shi Kovacs (Joel Kin­na­man) è un sol­da­to che vie­ne ripor­ta­to in vita per svol­ge­re un inso­li­to com­pi­to, dopo che per seco­li la sua coscien­za è rima­sta “impri­gio­na­ta”. Egli deve risol­ve­re il miste­ro lega­to all’omicidio di Lau­rens Ban­croft (James Pure­foy), ovve­ro colui che lo ha ripor­ta­to in vita.

Curio­si­tà: si dice che Net­flix per que­sta pri­ma sta­gio­ne di Alte­red Car­bon abbia spe­so quan­to HBO ha spe­so in tota­le per le pri­me tre sta­gio­ni di Game of Thro­nes. Ad affer­ma­re ciò è sta­to lo stes­so Kin­na­man in un’intervista per Yahoo News:

They’re real­ly going to be able to crea­te a world that’s got a big­ger bud­get than the fir­st three sea­sons of Game of Thro­nes. It’s going to be some­thing spe­cial. It’s some­thing that’s never been done befo­re, and I’m a big fan of intel­li­gent sci-fi. To see a sci-fi show that’s a hard R‑rated sci-fi show with a big bud­get, so they’re real­ly going to be able to crea­te this enti­re world. I just star­ted droo­ling at that possibility.

Inu­ti­le dire che l’hype è alle stel­le e for­tu­na­ta­men­te i Mania­ci Seria­li “Sci-fi-Lovers” non dovran­no atten­de­re anco­ra mol­to: feb­bra­io è alle porte.
E nem­me­no la ses­sio­ne inver­na­le e lo stu­dio mat­to e dispe­ra­tis­si­mo riu­sci­ran­no a fer­mar­li dall’ormai nota pra­ti­ca di visua­liz­za­zio­ne che carat­te­riz­za il loro gene­re: il bin­ge-wat­ching sfre­na­to.
We’re sure.

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Francesca Rubini
Vado in cri­si quan­do mi si chie­de di scri­ve­re una bio, in par­ti­co­la­re la mia, per­ché ho una lista infi­ni­ta di cose che mi piac­cio­no e una lista infi­ni­ta di cose che odio. Basti sape­re che mi pia­ce scri­ve­re attin­gen­do da entrambe.

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