ARCHIVIO — il primo magazine che vi farà innamorare degli archivi

Gio­ve­dì 22 feb­bra­io sia­mo sta­ti al launch par­ty orga­niz­za­to pres­so San­te­ria Pala­di­ni per la pre­sen­ta­zio­ne di ARCHIVIO, il nuo­vo pro­get­to edi­to­ria­le di Pro­me­mo­ria: un maga­zi­ne a caden­za seme­stra­le che, per la pri­ma vol­ta, affron­ta temi di con­tem­po­ra­nei­tà dall’inedito pun­to di vista degli archivi.
In ogni nume­ro saran­no inclu­si una serie di imma­gi­ni, mate­ria­li sele­zio­na­ti e testi rac­col­ti dagli archi­vi sto­ri­ci di tut­to il mon­do, accom­pa­gna­ti da descri­zio­ni di pro­fes­sio­ni­sti ed esper­ti del mestiere.

Duran­te la sera­ta di pre­sen­ta­zio­ne abbia­mo avu­to occa­sio­ne di par­la­re con Mat­teo Mila­ne­schi, uno dei due co-direttori.

L’intervista è sta­ta edi­ta­ta per que­stio­ni di bre­vi­tà e chiarezza.

Ci puoi rac­con­ta­re come nasce que­sto progetto? 

Die­tro que­sto pro­get­to c’è un edi­to­re che si chia­ma Pro­me­mo­ria, una socie­tà che ha base a Tori­no e in cir­ca 6 anni è diven­ta­ta lea­der nel­la valo­riz­za­zio­ne degli archi­vi. Per i loro clien­ti, sia pri­va­ti che pub­bli­ci (isti­tu­zio­ni e musei), digi­ta­liz­za­no archi­vi di qual­sia­si ambi­to e di livel­lo inter­na­zio­na­le, com­pien­do una serie di ser­vi­zi di incre­di­bi­le valo­riz­za­zio­ne .
Noi ci sia­mo incon­tra­ti con loro per­ché era­no desi­de­ro­si di crea­re un pro­dot­to in cui potes­se iden­ti­fi­car­si il mon­do degli archi­vi­sti ma che, allo stes­so tem­po, intro­du­ces­se al set­to­re anche chi non ne sa nulla. 

In sostanza, volevano svecchiare gli archivi e fare in modo che molta più gente ci entrasse in contatto.


Quan­do sia­mo par­ti­ti ci sia­mo stu­pi­ti che non esi­stes­se anco­ra alcun pro­get­to edi­to­ria­le di que­sto tipo.

Ecco: per­ché pro­prio oggi è impor­tan­te una pub­bli­ca­zio­ne del genere?

Para­dos­sal­men­te un archi­vio non atti­ra mol­ta atten­zio­ne, men­tre inve­ce un museo sì. Eppu­re in Ita­lia ci sono miglia­ia di chi­lo­me­tri di archi­vi incre­di­bi­li che con­ten­go­no abbon­dan­te e pre­zio­so mate­ria­le, ma che, pro­prio per il loro alto nume­ro, risul­ta­no mol­to dif­fi­ci­li da valo­riz­za­re. In pochi se ne occu­pa­no e non si è anco­ra svi­lup­pa­ta una vera e pro­pria cul­tu­ra dell’archivio. Inve­ce, comin­cian­do a lavo­ra­re a que­sto pro­get­to, ci sia­mo resi con­to sem­pre di più del fat­to che per noi ita­lia­ni gli uni­ci beni dav­ve­ro ven­di­bi­li sono pro­prio la memo­ria e la cultura.

Come sce­glie­te il mate­ria­le da inse­ri­re nel magazine?

Noi par­tia­mo let­te­ral­men­te per rag­giun­ge­re gli archi­vi, ci entria­mo, ci met­tia­mo i guan­ti, vedia­mo, toc­chia­mo e sele­zio­nia­mo il mate­ria­le in base alla sua for­za visi­va. Par­lia­mo ovvia­men­te mol­to con gli archi­vi­sti: a vol­te li inter­vi­stia­mo, a vol­te cer­chia­mo di entra­re nel­la loro testa e, usan­do il nostro intui­to, cer­chia­mo di capi­re che cosa può esse­re inte­res­san­te. Poi, per ogni docu­men­to tro­via­mo una pen­na che pos­sa scri­ve­re dei con­te­nu­ti per quell’archivio e valo­riz­zar­lo. Que­sto lavo­ro è la cosa più dif­fi­ci­le e, in gene­ra­le, stra­na per un maga­zi­ne, visto che di soli­to i con­te­nu­ti sono repe­ri­bi­li online.
Il pri­mo nume­ro ha richie­sto un anno di lavo­ro, pro­prio per­ché vole­va cor­ri­spon­de­re alla nostra identità. 

Ogni uscita contiene materiali di arte, cinema, moda, letteratura, architettura, fotografia e molto altro, che vengono tenuti insieme da un tema comune. 

Que­sto pri­mo issue ruo­ta­va intor­no al con­cet­to di sfi­da. A giu­gno usci­rà il pros­si­mo nume­ro, lan­cia­to in con­co­mi­tan­za con Archi­vis­si­ma, il pri­mo festi­val degli archi­vi a Tori­no, e poi le pub­bli­ca­zio­ni si man­ter­ran­no semestrali.

Quan­to è gran­de la reda­zio­ne e da che tipo di for­ma­zio­ne arrivate? 

In reda­zio­ne sia­mo cir­ca 6 per­so­ne: fra cui Achil­le Filip­po­ni ed io che sia­mo i due co-diret­to­ri (ma anche i più mala­ti per­ché sia­mo quel­li che scen­do­no fisi­ca­men­te negli archi­vi); poi abbia­mo una capo­re­dat­tri­ce che cura la par­te testua­le e tro­va le per­so­ne per scri­ve­re sui docu­men­ti che pub­bli­chia­mo; ma anche una copy edi­tor e varie altre figure.
Sia­mo tut­ti gran­di ami­ci e mol­to appas­sio­na­ti di un po’ di tut­to. Io ho stu­dia­to sce­no­gra­fia, archi­tet­tu­ra, desi­gn e adver­ti­sing, ora inse­gno anche. Sicu­ra­men­te non fac­cia­mo solo desi­gn, cioè non ci occu­pia­mo uni­ca­men­te del­la super­fi­cie ester­na ma fac­cia­mo cura­te­la, cer­can­do il lin­guag­gio miglio­re per rac­con­ta­re quel­lo che pubblichiamo.

Per­ché sce­glie­re il car­ta­ceo inve­ce del digitale?

Per­ché la con­cre­tez­za dei mate­ria­li d’archivio si spo­sa bene con la con­cre­tez­za di crea­re un maga­zi­ne di car­ta. Tut­ti i con­te­nu­ti sono sta­ti scan­sio­na­ti e non ripro­po­sti sul web. Se qual­cu­no ne resta incu­rio­si­to, all’interno del nume­ro può tro­va­re tut­te le infor­ma­zio­ni degli archi­vi coin­vol­ti per anda­re a veder­li diret­ta­men­te di persona.
La cover che abbia­mo crea­to, inol­tre, non si spo­sa con nes­su­na scuo­la di edi­to­ria con­tem­po­ra­nea che va di moda ora, ci sia­mo inve­ce ispi­ra­ti all’editoria ita­lia­na degli anni ‘60 come Casa­bel­la, Epo­ca, l’Europeo e così via. 

Vogliamo infatti che si comprenda subito, dalla copertina ma anche dal nome, che si tratta di un progetto italiano.

Pro­get­to ita­lia­no ma i con­te­nu­ti sono scrit­ti in inglese…

In real­tà anche i con­te­nu­ti sono per la gran par­te di archi­vi ita­lia­ni e sono pro­prio quel­la cul­tu­ra ita­lia­na di cui all’estero “han­no fame”. Per que­sto abbia­mo deci­so di scri­ver­lo in ingle­se, così da distri­buir­lo in Euro­pa e in Ame­ri­ca dove l’interesse per i nostri archi­vi è deci­sa­men­te maggiore. 

E come ver­rà distribuito? 

Potrà esse­re acqui­sta­to onli­ne e abbia­mo già pre­so accor­di anche con libre­rie e book­shop di musei ita­lia­ni, euro­pei e (pre­sto) ame­ri­ca­ni. Inol­tre, qui a Mila­no, fare­mo a bre­ve un altro even­to di pre­sen­ta­zio­ne: il 6 mar­zo allo spa­zio B**K.

Gaia Lamperti
Stu­den­tes­sa di let­te­re moder­ne. Ho il vizio di com­pra­re voli low-cost quan­do mi anno­io. Sono per il buon rock, i loca­li chias­so­si, i pome­rig­gi al mare, le men­ti fre­sche e gli ani­mi caldi.
Angelica Mettifogo
In bili­co tra tut­to quel­lo che voglio fare e il tem­po che ho per far­lo. Intan­to stu­dio filosofia.
About Gaia Lamperti 25 Articoli
Studentessa di lettere moderne. Ho il vizio di comprare voli low-cost quando mi annoio. Sono per il buon rock, i locali chiassosi, i pomeriggi al mare, le menti fresche e gli animi caldi.

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