Binqiang Leo Xu ci racconta Silk road Milano e il problema della comunicazione

Ali­ce De Matteo

Bin­qiang Leo Xu è un diret­to­re arti­sti­co cine­se tra­sfe­ri­to­si in Ita­lia per con­ti­nua­re i suoi stu­di pres­so l’Acca­de­mia del­le Bel­li Arte di Bre­ra. Nel 2015 ha fon­da­to insie­me ad un grup­po di gio­va­ni stu­den­ti del­le miglio­ri scuo­le di cine­ma mila­ne­si (Bre­ra, Moho­le, Civi­ca) la casa di pro­du­zio­ne video Sil­kroad.

Silkroad è un laboratorio creativo comprende registi, autori, film-maker e vari operatori.

Tra le pub­bli­ca­zio­ni uffi­cia­li dispo­ni­bi­li sul cana­le You­tu­be di Sil­kroad, vi sono il video pub­bli­ci­ta­rio per Tedays ed il fashion film ”The Wind”,oltre al pri­mo epi­so­dio di The Wake (a cui segui­rà una web serie), che van­ta del­la par­te­ci­pa­zio­ne di Cri­stia­no Ome­dèYoon C. Joy­ce. Tut­ta­via la pas­sio­ne di Leo è il video docu­men­ta­rio attra­ver­so cui tra­smet­te il pro­prio par­ti­co­la­re pun­to di vista all’in­ter­no del film:

lavo­ra­re nel cam­po del docu­men­ta­rio è fon­te con­ti­nua di espe­rien­ze posi­ti­ve e istrut­ti­ve che per­met­te di appro­fon­di­re le dina­mi­che alla base del rap­por­to tra regi­sta, atto­ri socia­li e pubblico.

Il prossimo progetto documentario sarà ispirato alla reale vita di una giovane coppia cinese a Milano composta da una ragazza sordomuta e dal suo fidanzato, che fa il cantante lirico.

Leo con­fes­sa che pri­ma del­l’i­ni­zio del­le ripre­se ave­va mol­ti dub­bi e pre­giu­di­zi sul­la comu­ni­ca­zio­ne tra i due pro­ta­go­ni­sti, sem­pli­ce­men­te per­ché non capi­va la for­za di que­gli sguar­di che dice­va­no tut­to. La real­tà del­la comu­ni­ca­zio­ne e del lega­me sen­ti­men­ta­le dei ragaz­zi ha por­ta­to il regi­sta a ren­der­si con­to di ”quan­te vol­te mi sono sen­ti­to per­so a cau­sa di paro­le altrui” e ”di quan­te vol­te le per­so­ne non si ascol­ta­no vera­men­te nono­stan­te ne abbia­no l’op­por­tu­ni­tà”.

La pau­ra di non esse­re in gra­do di rap­pre­sen­ta­re pre­ci­sa­men­te la loro vita non è sta­to un osta­co­lo ma una pre­sa di posi­zio­ne nel­la rea­liz­za­zio­ne del video. La pre­pa­ra­zio­ne di lun­ghe inter­vi­ste ai pro­ta­go­ni­sti è sta­ta eli­mi­na­ta per lascia­re spa­zio all’im­ma­gi­ne, in modo che l’os­ser­va­to­re com­pren­da nel­l’im­me­dia­to ciò che la sua coscien­za coglie di que­sta rela­zio­ne che, per quan­to pos­sa appa­ri­re par­ti­co­la­re, trat­ta un tema comu­ne a tut­ti noi: la comu­ni­ca­zio­ne. La crea­zio­ne di una pro­pria iden­ti­tà ed il rap­por­to socia­le con l’al­tro sca­tu­ri­sco­no pro­prio dal­la comu­ni­ca­zio­ne ed è il suo lato imme­dia­to che la Sil­kroad ha deci­so di presentarci.

 

 

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