“Auletta A numero chiuso”?

Arti­co­lo di Andrea Sala e Shei­la Khan

Se fos­se un film si inti­to­le­reb­be: Non apri­te quell’auletta. Ciò che vener­dì sera 20 apri­le 2018 è suc­ces­so sem­bra pro­prio quel­lo che Uni­Lab iro­ni­ca­men­te profetizzava.

Quel­lo che pote­va anda­re stor­to… Alla fine è anda­to stor­to. Uni­Lab in vista del­le ele­zio­ni stu­den­te­sche ha orga­niz­za­to un ape­ri­ti­vo nel­la sua nuo­va sede, quel­la cono­sciu­ta da tut­ti come Aulet­ta A, blin­da­ta da più di due anni e mez­zo. L’aperitivo, che ha rac­col­to la par­te­ci­pa­zio­ne di tut­te le liste, è sta­to occa­sio­ne di un acce­so con­fron­to poli­ti­co sull’annosa que­stio­ne dell’assegnazione degli spa­zi in Sta­ta­le. L’utilizzo dell’auletta come sede di Uni­Lab non ha tro­va­to tut­ti d’accordo e le ten­sio­ni sono scop­pia­te duran­te l’evento elet­to­ra­le. Abbia­mo inter­vi­sta­to Fran­ce­sco Vivo­ne di LUMe, Mar­co Loria, can­di­da­to al Sena­to per Uni­sì, e Ric­car­do Roglia­ni, sena­to­re uscen­te di Uni­Lab, tra scam­bi di accu­se reci­pro­che, rin­fac­ci e altri trascorsi.

Cosa è suc­ces­so ieri?

Fran­ce­sco Vivo­ne: ieri è suc­ces­so che gli stu­den­ti di Uni­Lab han­no pro­vo­ca­to­ria­men­te inau­gu­ra­to l’auletta A che per anni è sta­ta sede di movi­men­ti stu­den­te­schi, di col­let­ti­vi, di grup­pi infor­ma­li, del­le testa­te gior­na­li­sti­che, del­la radio, degli stu­den­ti del­la Sta­ta­le. Oggi incre­di­bil­men­te Uni­Lab ha inau­gu­ra­to que­sta aulet­ta che era sta­ta tol­ta due anni e mez­zo fa a tut­ti gli stu­den­ti, come sede del loro comi­ta­to elettorale.

Mar­co Loria: ieri è suc­ces­so che una lista uni­ver­si­ta­ria ha orga­niz­za­to un ape­ri­ti­vo e che degli stu­den­ti del­la Sta­ta­le sono anda­ti a bere qual­co­sa da loro.

Ric­car­do Roglia­ni: è suc­ces­so che la mia asso­cia­zio­ne Uni­Lab ha orga­niz­za­to un ape­ri­ti­vo, come se ne orga­niz­za­no tan­ti in perio­do di cam­pa­gna elet­to­ra­le e non solo. Appe­na ini­zia­to il nostro ape­ri­ti­vo Fran­ce­sco Vivo­ne si è subi­to pre­sen­ta­to in manie­ra aggres­si­va, per quan­to pos­sa esse­re aggres­si­vo uno che scop­pia pal­lon­ci­ni, cer­can­do di dare fasti­dio o di dimo­stra­re qual­co­sa. Poi sono arri­va­ti dei suoi ami­ci del col­let­ti­vo Lume e gli atti di vio­len­za se non fisi­ca, quan­to meno ver­ba­le, sono aumen­ta­ti nei nostri con­fron­ti, a fron­te comun­que di una nostra rispo­sta abba­stan­za paca­ta. Essen­zial­men­te cer­ca­va di recla­ma­re qual­co­sa che loro con­si­de­ra­no di loro pro­prie­tà, cioè un’aula che ven­ne sgom­be­ra­ta quan­do anco­ra Uni­Lab non esi­ste­va e che Uni­Lab ave­va chie­sto di dare a dispo­si­zio­ne del­le asso­cia­zio­ni e che ha richie­sto di uti­liz­za­re tem­po­ra­nea­men­te nel mese pre­ce­den­te alle ele­zio­ni, per que­stio­ni tec­ni­che. Tan­ta pau­ra, per­ché le per­so­ne che era­no lì, cioè noi di Uni­Lab, altri stu­den­ti e altre per­so­ne che pas­sa­va­no di lì per il Fuo­ri­Sa­lo­ne si sono spa­ven­ta­te. Noi ci sia­mo spa­ven­ta­ti e ci sen­tia­mo tut­to­ra minac­cia­ti. Le loro fra­si sono sta­te, ad esem­pio, “Ritor­ne­re­mo”. Vivo­ne cer­ca chia­ra­men­te lo scon­tro con me, Ric­car­do Roglia­ni. Que­ste sono provocazioni.

Ci sono sta­ti taf­fe­ru­gli. Come eri coinvolto?

Fran­ce­sco Vivo­ne: non ci sono sta­ti taf­fe­ru­gli, quel­lo che è suc­ces­so, che defi­ni­rei abba­stan­za ver­go­gno­so, è sta­to che i ragaz­zi di Uni­Lab han­no pro­va­to a cac­ciar­ci in tut­ti i modi dall’auletta, ben­ché l’evento fos­se pub­bli­co, con una serie di insul­ti e minac­ce di cui abbia­mo anche i video, rivol­ti a me e anche agli altri stu­den­ti del­le altre asso­cia­zio­ni e degli altri grup­pi che era­no inter­ve­nu­ti per fare que­sto aperitivo.

Mar­co Loria:  dopo l’a­pe­ri­ti­vo sono rima­sto a par­la­re con i diret­ti inte­res­sa­ti e non ho visto nes­su­na mano alzar­si se non un paio per attac­ca­re due stic­kers. L’unica vio­len­za che han­no fat­to l’hanno fat­ta su di me, met­ten­do­mi fuo­ri dal­la porta.

Io ho fatto semplicemente questa battuta: “Quest’aula è a numero chiuso”.

Ric­car­do Roglia­ni: non ci sono sta­ti taf­fe­ru­gli. Ci sono sta­te gri­da, urla, ma non ci sono sta­ti taf­fe­ru­gli. Tut­ti sia­mo sta­ti coin­vol­ti. Di epi­so­di par­ti­co­la­ri sono quel­le del­le minac­ce che ho appe­na det­to, e que­sti fac­cia a fac­cia tra per­so­ne che cer­ca­no di far vede­re quan­to sono bra­ve, intel­li­gen­ti e pron­te a pic­chia­re. Una ragaz­za in par­ti­co­la­re è mol­to mol­to scos­sa. Lei in que­sto momen­to ha pau­ra, tan­ta pau­ra. Anche solo per quel­lo che potreb­be suc­ce­de­re se ades­so noi denun­cia­mo attra­ver­so di voi o la Que­stu­ra o su altri gior­na­li. Quin­di, a pre­scin­de­re da quel­lo che suc­ce­de­rà, in que­sto momen­to c’è una per­so­na psi­co­lo­gi­ca­men­te dan­neg­gia­ta, che vive nel­la pau­ra, per­ché lei è sta­ta una di quel­le che più di tut­ti è sta­ta pre­sa di mira.

Cosa pen­si di Uni­Lab?

Fran­ce­sco Vivo­ne: noi come LUMe non sia­mo mai sta­ti inte­res­sa­ti alla que­stio­ne del­la rap­pre­sen­tan­za, o per lo meno non lo sia­mo mai sta­ti in manie­ra diret­ta come can­di­da­ti, quin­di sicu­ra­men­te non ci espri­mia­mo sot­to quel pun­to di vista. Sap­pia­mo benis­si­mo però che Uni­Lab ha sem­pre ten­ta­to di restrin­ge­re quel­lo che è il cam­po dei dirit­ti degli stu­den­ti del­la Sta­ta­le, per esem­pio con l’introduzione del nume­ro chiu­so o il taglio degli appel­li. Cer­ca­no di met­te­re il basto­ne tra le ruo­te a chi inve­ce pro­va e ha pro­va­to a far vive­re agli altri l’università in manie­ra dif­fe­ren­te, dan­do anche momen­ti di diver­ti­men­to, di socia­li­tà dif­fu­sa, come ad esem­pio orga­niz­zan­do le feste. Ricor­dia­mo che Uni­Lab fece addi­rit­tu­ra usci­re un arti­co­lo su “Il Gior­no”, un quo­ti­dia­no mila­ne­se, denun­cian­do e cer­can­do di fare pres­sio­ni in tut­ti i modi sul ret­to­ra­to affin­ché le feste auto­ge­sti­te in uni­ver­si­tà Sta­ta­le fos­se­ro vie­ta­te. Que­ste feste sono par­te­ci­pa­te da due-tre mila stu­den­ti ogni vol­ta e van­no avan­ti da anni; sono ormai diven­ta­te momen­to fis­so dell’autunno e del­la pri­ma­ve­ra. Loro sen­za alcu­na ragio­ne con­cre­ta e appel­lan­do­si a una non ben pre­ci­sa que­stio­ne di lega­li­tà, han­no ten­ta­to più vol­te di fer­mar­le, facen­do quin­di un dan­no evi­den­te agli stu­den­ti, così come lo han­no fat­to con la ridu­zio­ne degli appel­li, o toglien­do la discus­sio­ne di lau­rea in trien­na­le e come tut­to quel­lo che è sta­to il loro ope­ra­to da quat­tro anni a que­sta parte.

Cosa pen­si di Uni­Lab?

Mar­co Loria: sia­mo due liste dif­fe­ren­ti, abbia­mo prin­ci­pi pra­ti­ca­men­te dis­so­nan­ti qua­si in tut­to, cre­do che Uni­Lab deb­ba ave­re la stes­sa pos­si­bi­li­tà di fare cam­pa­gna elet­to­ra­le che fan­no tut­te le altre liste.

Cosa pen­si di Lume? E di Uni­sì?

Ric­car­do Roglia­ni: per­so­nal­men­te par­lan­do non ho nien­te in con­tra­rio a Lume, come non ho nien­te in con­tra­rio ad Uni­sì. Lume è un cen­tro socia­le, o alme­no così si defi­ni­sco­no, non devo esse­re io a dire che i cen­tri socia­li non sono esem­pi di lega­li­tà. Sono io il pri­mo a rico­no­sce­re che Lume orga­niz­za tan­tis­si­me ini­zia­ti­ve lode­vo­li, anche meri­te­vo­li, ma al di fuo­ri del­le rego­le. Que­sta è la par­te di Lume che mi pia­ce; quel­la che ho visto ieri sera asso­lu­ta­men­te mi spaventa.
Per quan­to riguar­da Uni­sì, fino a oggi pen­sa­vo che fos­se una lista di rap­pre­sen­tan­za, rispet­to­sa del­le rego­le, per­so­ne con cui si pote­va discu­te­re. Tan­to che nel cor­so dei miei due anni di man­da­to ho avu­to mol­ti rap­por­ti con i rap­pre­sen­tan­ti di Uni­sì al Sena­to acca­de­mi­co, abbia­mo por­ta­to avan­ti insie­me mol­te pro­po­ste, abbia­mo lavo­ra­to insie­me. Però ieri Mar­co Loria, che ave­te inter­vi­sta­to e che era pre­sen­te, cer­ca­va di ammor­bi­di­re quel­lo che Fran­ce­sco Vivo­ne e i suoi ami­ci ave­va­no com­bi­na­to. Tra l’altro difen­den­do­li, dicen­do che era­va­mo sta­ti noi a pro­vo­car­li orga­niz­zan­do una festa in uno spa­zio che ci è sta­to con­ces­so dall’università legal­men­te. Sta­va cer­can­do una giu­sti­fi­ca­zio­ne, e que­sto lo riten­go fuo­ri dal mondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Uni­Lab ha det­to che Lume è il brac­cio arma­to di Uni­Sì. Come rispon­de­te a que­sta accusa?

Fran­ce­sco Vivo­ne: se io sono il brac­cio arma­to di Uni­sì, Uni­sì è mes­sa male. Io non sono asso­lu­ta­men­te una per­so­na che può incu­te­re timo­re dal pun­to di vista fisi­co, né que­sto è il mio inte­res­se. Quin­di mi augu­ro per Uni­sì di non ave­re noi come brac­cio arma­to, per­ché altri­men­ti la situa­zio­ne sareb­be cri­ti­ca e dram­ma­ti­ca. Noi sia­mo inte­res­sa­ti a lavo­ra­re poli­ti­ca­men­te in uni­ver­si­tà, non sia­mo par­te di Uni­sì, né mai lo sia­mo sta­ti e mai lo sare­mo. Ovvia­men­te come con tut­ti gli altri grup­pi uni­ver­si­ta­ri che si rico­no­sco­no, alme­no a livel­lo gene­ra­le in un’idea di uni­ver­si­tà, ci cono­scia­mo, abbia­mo un bel rap­por­to, alcu­ne cose le fac­cia­mo insie­me, per altre inve­ce in pas­sa­to sia­mo sta­ti in for­te disac­cor­do. Pen­so che Uni­sì non abbia biso­gno di noi, noi non abbia­mo biso­gno di Uni­sì. Si lavo­ra insie­me quan­do c’è biso­gno di esserlo.

Mar­co Loria: io ero lì a bere uno spri­tz. Se pen­sa­no che Lume fac­cia il brac­cio arma­to di qual­cu­no, pen­so che non ci sia­no mai sta­ti. Io sono anda­to come Mar­co Loria, non come Uni­sì, a pren­de­re uno spri­tz. So sol­tan­to che in un’altra lista di sini­stra c’è un can­di­da­to di Lume, quin­di non sono il mio brac­cio arma­to. Poi io sti­mo tan­tis­si­mo i com­pa­gni di Lume. Non ho biso­gno di smen­ti­re que­ste accu­se, per­ché sono infon­da­te. Ripe­to: ero lì a bere uno spri­tz, come bevo tan­ti caf­fè ai gaze­bo di Obiet­ti­vo Stu­den­ti, e come invi­to tut­ti quan­ti a bere una san­gria ai gaze­bo di Uni­sì.

Ave­te det­to che Lume è il brac­cio arma­to di Uni­sì. Come giu­sti­fi­chi que­sta affermazione?

Ric­car­do Roglia­ni: non ho usa­to io que­sta defi­ni­zio­ne, è sta­to uno che fa par­te di Uni­Lab. È un’accusa che in quan­to tale andreb­be pro­va­ta, io non ho i mez­zi per pro­var­la. Io non cre­do che Lume sia il brac­cio arma­to di Uni­sì, ma sicu­ra­men­te han­no dei rap­por­ti mol­to stret­ti, e quan­do Lume si ren­de pro­ta­go­ni­sta di epi­so­di più o meno vio­len­ti, biso­gna tene­re in con­si­de­ra­zio­ne che sono in stret­ti rap­por­ti. Quin­di che sia il brac­cio arma­to o meno, io so che quan­do par­lo con Uni­sì sto par­lan­do anche con Lume.

Posto che Uni­Lab sta­rà in que­sto spa­zio fino a 10 mag­gio, secon­do te come dovreb­be­ro esse­re rias­se­gna­te quel­le aule? C’è un’emergenza spazi?

Fran­ce­sco Vivo­ne: l’emergenza spa­zi è vis­su­ta da tut­ti colo­ro che fre­quen­ta­no l’università, non esclu­si­va­men­te come luo­go per dare esa­mi su esa­mi ma anche come luo­go di socia­li­tà, di inclu­sio­ne, di auto­for­ma­zio­ne, come spa­zio di costru­zio­ne di sape­ri alter­na­ti­vi. Il pro­ble­ma degli spa­zi è cosa nota in uni­ver­si­tà, fin dal pri­mo anno in cui arri­vai in Sta­ta­le cin­que anni fa.

Però almeno cinque anni fa c’era l’auletta A che era uno spazio nel quale tutti gli studenti, tutti i gruppi informali, tutte le associazioni, anche il giornale della Statale Vulcano, potevano liberamente trovarsi, fare assemblea, momenti di formazione o dibattiti.

Era uno spa­zio mol­to bel­lo che esi­ste­va da alme­no vent’anni. Pur­trop­po que­sto spa­zio è sta­to chiu­so, due anni e mez­zo fa, pro­prio per­ché gli stu­den­ti di Uni­Lab fece­ro for­ti pres­sio­ni sull’allora diret­to­re gene­ra­le Quar­tai e sul Ret­to­re affin­ché quell’auletta rima­nes­se chiu­sa. è rima­sta chiu­sa per ben due anni e mez­zo, e per chiu­sa si inten­de blin­da­ta, sen­za pos­si­bi­li­tà per nes­su­no di entra­re, nono­stan­te tut­ti con­ti­nuas­si­mo a fare pres­sio­ni e richie­ste for­ma­li per poter­la otte­ne­re. A cosa ser­ve uno spa­zio così bel­lo chiu­so? Eppu­re, chiu­so è rimasto.

Mar­co Loria: che ci sia un’emergenza spa­zi al momen­to in Sta­ta­le è sot­to gli occhi di tut­ti, nel sen­so che ci vor­reb­be­ro più spa­zi per gli stu­den­ti che al momen­to non ci sono in Festa del Per­do­no. Ce ne sono alcu­ni che sono chiu­si. L’aula di oggi era uno spa­zio chiu­so fino a qual­che tem­po fa, e quel­lo stes­so spa­zio veni­va richie­sto da tan­te asso­cia­zio­ni, com­pre­so Vul­ca­no, e un gior­no è sta­ta aper­ta affi­dan­do­la a Uni­Lab; tra l’altro lo stes­so Roglia­ni mi ha det­to che quel­lo stes­so spa­zio che è sot­to la sua respon­sa­bi­li­tà vie­ne usa­to anche dal­la lista Udu per depo­si­ta­re il mate­ria­le elet­to­ra­le fino al 10 mag­gio. Quin­di come la usa­no Uni­LabUdu, per paro­le di Roglia­ni, la usas­se­ro tut­te le asso­cia­zio­ni universitarie.

Ric­car­do Roglia­ni: sicu­ra­men­te in Sta­ta­le c’è un’emergenza spa­zi. Basta entra­re in un’aula di un cor­so del pri­mo anno a Festa del Per­do­no per ren­der­si con­to che ci sono per­so­ne per ter­ra, che lo spa­zio risto­ro è sot­to­di­men­sio­na­to, che le biblio­te­che in perio­di for­ti di esa­mi sono zep­pe… È  evi­den­te che un pro­ble­ma di spa­zi ci sia. Per quan­to riguar­da l’assegnazione dell’aula, abbia­mo sem­pre det­to e soste­nu­to, da quan­do è sta­to appro­va­to il rego­la­men­to del­le asso­cia­zio­ni, che ci deve esse­re un ban­do a cui tut­ti i grup­pi e le asso­cia­zio­ni rico­no­sciu­te dall’università pos­so­no par­te­ci­pa­re. Poi la dispo­ni­bi­li­tà cam­bia­reb­be a secon­da del­le aule pre­sen­ti: se l’auletta doves­se esse­re l’unica dispo­ni­bi­le per tut­te le asso­cia­zio­ni, allo­ra avreb­be sen­so un siste­ma di con­di­vi­sio­ne. Se ci fos­se un’aula dispo­ni­bi­le per ogni asso­cia­zio­ne sareb­be mol­to più como­do per tut­ti. Ma  non sono io che pren­do que­ste decisioni.

Lunedì in quell’aula dovevano portare i loro materiali anche quelli di Udu, però a questo punto non so se se la sentiranno, perché quando c’è un’occupazione si perde anche tutto il materiale.

Udu non l’ha anco­ra usa­ta per­ché non gli sono anco­ra arri­va­ti i mate­ria­li. Un mese fa Car­lo Dovi­co (coor­di­na­to­re Udu Sta­ta­le, NdR) mi ha con­tat­ta­to chie­den­do­mi una mano per otte­ne­re un magaz­zi­no di depo­si­to per il mate­ria­le elet­to­ra­le. Io gli ho rispo­sto che, visto i tem­pi che ci han­no mes­so con noi, a loro con­ve­ni­va fare così: anda­re a chie­de­re il per­mes­so, ma nel men­tre, visto che io sono una per­so­na demo­cra­ti­ca e rispet­to­sa, gli ho det­to che pote­va­no con­di­vi­de­re con loro l’auletta A.

È sta­ta pri­va­tiz­za­ta que­sta auletta?

Fran­ce­sco Vivo­ne: io di fat­to pen­so che quest’aula sia sta­ta data a Uni­Lab per­ché ha dei con­tat­ti in più rispet­to ad altre real­tà; è riu­sci­to a media­re e fare una rego­la­re richie­sta. Quell’aula non è occu­pa­ta, ma è sta­ta asse­gna­ta a Uni­Lab. Però non so qua­li meri­ti abbia in più Uni­Lab rispet­to a Vul­ca­no Sta­ta­le, per esempio.

Ric­car­do Roglia­ni: ma di cosa stia­mo par­lan­do! Met­tia­mo le cose in chia­ro: dire che l’auletta è sta­ta pri­va­tiz­za­ta per­ché noi da due set­ti­ma­ne la stia­mo uti­liz­zan­do come base ope­ra­ti­va fino al 10 mag­gio… Sia­mo dav­ve­ro alla follia!

Privatizzare è un’altra cosa, e non capisco perché il problema dell’utilizzo di un’aula della Statale venga fatto solo a noi e non a tutte le altre liste e associazioni che ne fanno uso da molto più tempo, legittimamente anche.

Ci rac­con­ti la sto­ria dell’auletta?

Fran­ce­sco Vivo­ne: quan­do entrai per la pri­ma vol­ta all’università Sta­ta­le nel 2008 duran­te l’Onda, movi­men­to di con­te­sta­zio­ne con­tro la Gel­mi­ni, mi ricor­do di que­sta aula con dei tur­ni. Ho que­sta foto men­ta­le di una por­ta con sopra una tabel­la enor­me con tut­ti i tur­ni, per­ché i grup­pi auto­ge­sti­va­no lo spa­zio e riu­sci­va­no a por­ta­re avan­ti la gestio­ne dell’auletta in que­sto modo. Gli stu­den­ti chie­de­va­no le chia­vi, quin­di non è vero che era occu­pa­ta o che era usur­pa­ta, come dico­no quel­li di Uni­Lab. Tut­ti gli anni si rac­co­glie­va­no cin­quan­ta fir­me a soste­gno per ogni grup­po, che veni­va­no poi por­ta­te in segre­te­ria; inol­tre veni­va­no nomi­na­ti due respon­sa­bi­li per ogni grup­po che ave­va­no il dirit­to alle chia­vi in por­ti­ne­ria, secon­do i tur­ni scel­ti con il meto­do dell’autogestione.

Ric­car­do Roglia­ni: l’auletta è sta­ta uti­liz­za­ta dai col­let­ti­vi, que­sto pri­ma anco­ra che io mi imma­tri­co­las­si in que­sta uni­ver­si­tà, e pri­ma anco­ra che Uni­Lab venis­se fon­da­ta. Il Ret­to­re all’inizio del suo man­da­to fece sgom­be­ra­re que­ste aulet­te (insie­me alla ex CUEM). Que­sta è la sto­ria di que­sta aulet­ta. È sta­ta ristrut­tu­ra­ta ed è rima­sta vuo­ta nono­stan­te le infi­ni­te richie­ste. Le per­so­ne che si sono can­di­da­te con Uni­Lab l’hanno fat­to cre­den­do in un pro­get­to, l’hanno fat­to pen­san­do di diven­ta­re rap­pre­sen­tan­ti, o alme­no ten­tar­ci. E inve­ce si sono tro­va­ti in una situa­zio­ne fuo­ri dall’immaginario. È incre­di­bi­le che una per­so­na deb­ba ave­re pau­ra di fare volan­ti­nag­gio per una lista in cam­pa­gna elet­to­ra­le. Que­sto è impen­sa­bi­le, così si vio­la la demo­cra­zia, per quan­to ci riguar­da, gra­ve­men­te anche. Per­ché la pau­ra di fare volan­ti­nag­gio in uni­ver­si­tà… perché loro ieri me l’hanno det­to in fac­cia: “Io con i poli­ziot­ti mi ci pic­chio”. Ecco, non sia­mo per­so­ne che con i poli­ziot­ti ci si pic­chia­no. Quin­di di cosa stia­mo par­lan­do? Io non rea­gi­rò mai ad un loro pugno, così come non lo faran­no i miei candidati.

 

 

Il fuo­co del­la pole­mi­ca è desti­na­to a non estin­guer­si tan­to pre­sto. È inne­ga­bi­le che l’aula sia sta­ta asse­gna­ta legal­men­te, come atte­sta­no anche i docu­men­ti alle­ga­ti; la doman­da che, tut­ta­via, resta ina­scol­ta­ta è: come ven­go­no asse­gna­te que­ste aule? Con qua­li cri­te­ri? Quan­to anco­ra è pro­cra­sti­na­bi­le l’uscita del ban­do del­le asso­cia­zio­ni che aspet­tia­mo da due anni e richie­sto a gran voce da tut­te le rap­pre­sen­tan­ze poli­ti­che, grup­pi stu­den­te­schi, asso­cia­zio­ni e col­let­ti­vi? I gior­ni pre­ce­den­ti alle ele­zio­ni sono sem­pre quel­li più lun­ghi e tor­men­ta­ti. E sicu­ra­men­te l’emergenza spa­zi sarà all’ordine del gior­no dei pros­si­mi even­ti elettorali.

Con­di­vi­di:
Sheila Khan