Cambio di Tonalità con i Jaspers

Foto di coper­ti­na di Chia­ra Sardelli

Nati a Mila­no nel 2009, i Jaspers non smet­to­no mai di stu­pi­re. La scop­piet­tan­te e talen­tuo­sa band  che pren­de il nome dal filo­so­fo K. T. Jaspers   è for­ma­ta da Fabri­zio Ber­to­li (can­tan­te), Giu­sep­pe Zito (can­tan­te), Erik Dona­ti­ni (bas­so), Fran­ce­sco Sgar­bi (tastie­ra), Eros Pisto­ia (chi­tar­ra) e Joe­re Oli­vo (bat­te­ria). Nel 2012 esce il loro pri­mo album, Mon­do­co­mio, ed entro fine anno assi­ste­re­mo all’uscita del secon­do, già pre­ce­du­to da alcu­ni sin­go­li, tra cui Masti­ca, Mr. Melo­dy e l’ul­ti­mo, in ordi­ne di tem­po, Tona­li­tà, sen­za dimen­ti­ca­re che sono la band uffi­cia­le di Quel­li che il cal­cio. Cer­to è che di stra­da ne han­no fat­ta e sicu­ra­men­te non si fer­me­ran­no qui.

Come grup­po sie­te nati a Mila­no nel 2009: come e da cosa è nato il progetto?
Ci sia­mo cono­sciu­ti tra i cor­ri­doi del CPM (scuo­la di musi­ca diret­ta da Fran­co Mus­si­da, PFM). Fabri­zio vole­va crea­re una band dove tut­ti can­tas­se­ro con sono­ri­tà ricer­ca­te, così tra cono­scen­ze e incon­tri for­tui­ti ci sia­mo tro­va­ti in sala pro­ve. Da lì le nostre diver­se con­ta­mi­na­zio­ni han­no crea­to il pro­get­to Jaspers.

Vi chia­ma­te Jaspers, che deri­va dal filo­so­fo tede­sco Karl Theo­dor Jaspers (1883–1969): per­ché ave­te scel­to pro­prio lui per il vostro nome?
Abbia­mo scel­to lui per­ché la nostra musi­ca si è sem­pre ispi­ra­ta “in sen­so gio­co­so” alla fol­lia che è intrin­se­ca nell’uomo. Anche le sono­ri­tà ini­zia­li ricer­ca­va­no ele­men­ti dis­so­nan­ti, rit­mi­che intri­ca­te e armo­nie altisonanti.

Anche il vostro sti­le è par­ti­co­la­re: come lo definireste?
Il nostro sti­le nel tem­po si è evo­lu­to: non ci sia­mo mai posti gran­di pro­ble­mi su come doves­se evol­ve­re un bra­no, per­ché ci pia­ce esse­re cama­leon­ti­ci e non chiu­der­ci in un’unica espres­sio­ne ed eclet­ti­ci per assi­cu­rar­ci il diver­ti­men­to live. Le nostre sei diver­se influen­ze han­no mar­chia­to quel­lo che è oggi il pro­get­to JASPERS.

E voi come vi definireste?
Non ci sono defi­ni­zio­ni par­ti­co­la­ri se non JASPERS!

Nel grup­po ognu­no di voi è un “per­so­nag­gio” diver­so: come li ave­te scelti?
È par­ti­to tut­to dal live   dal pri­mo per esse­re pre­ci­si   per­ché vole­va­mo diver­tir­ci e stu­pi­re. Qual­cu­no tra noi ha avu­to alle spal­le espe­rien­ze di tea­tro e for­se pro­prio per que­sto è scat­ta­ta la scin­til­la che ha tira­to l’in­te­ra band nel tra­ve­sti­men­to live.

Come pren­de­te spun­to per le vostre canzoni?
Lo spun­to pri­mo è sem­pre la vita.

Il 6 apri­le è usci­to il vostro nuo­vo sin­go­lo, Tona­li­tà, che por­te­rà al vostro secon­do album: com’è nato? C’è qual­co­sa in par­ti­co­la­re che vi ha ispi­ra­to per que­sta canzone?
Tona­li­tà nasce dal biso­gno di aiu­ta­re un ami­co che si sta per­den­do nel­la sel­va oscu­ra del­la vita e rifiu­ta di cre­sce­re e guar­dar­si den­tro. Rifiu­ta il dia­lo­go e vive una vita pie­na di ecces­si che però lo por­te­rà alla fine a rico­no­sce­re i suoi erro­ri e cam­bia­re prospettiva.

Un tematica che vuol analizzare la profondità e varietà di ogni essere umano in accordo o in dissonanza con gli altri che lo circondano, della scelta di essere intonati o stonanti rispetto al resto del mondo.

Inol­tre ave­te cam­bia­to team per que­sto nuo­vo lavoro…
Esat­to, il nuo­vo team è com­po­sto da Jason Roo­ney (Giu­sep­pe D’Albenzio, copro­dut­to­re dell’ultimo album dei Negra­ma­ro Amo­re che tor­ni) e Fabio B (Fabio Bra­ga­glia, Dj e con­dut­to­re radio­fo­ni­co di Radio Dee­jay), i qua­li si sono occu­pa­ti del­la pro­du­zio­ne arti­sti­ca di Tona­li­tà e dei pros­si­mi sin­go­li in uscita.

Que­sto sin­go­lo è il pri­mo pas­so ver­so il vostro secon­do album pre­vi­sto entro la fine dell’anno: cosa biso­gna aspettarsi?
Sicu­ra­men­te un cam­bio di “tona­li­tà”.

In cosa si dif­fe­ren­zia dal vostro pri­mo album, Mon­do­co­mio, e dai i sin­go­li Masti­caMr. Melo­dy?
Masti­ca e Mr. Melo­dy   che sono sta­ti pro­dot­ti da Cass Lewis (Skunk Anan­sie)   han­no comun­que una impron­ta rock e in un cer­to qual modo Bri­tish, men­tre Mon­do­co­mio è la sin­te­si dell’impronta ini­zia­le del­la band… Tona­li­tà direi che può esse­re con­si­de­ra­ta inve­ce la sin­te­si di tut­to il nostro per­cor­so fino ad oggi.

Sie­te cam­bia­ti in qual­che modo in que­sti ulti­mi anni?
For­tu­na­ta­men­te sì, il cam­bia­men­to fa par­te del­l’e­vo­lu­zio­ne, del­la cre­sci­ta, del­la vita.

Sie­te la band uffi­cia­le di “Quel­li che il cal­cio”, pro­gram­ma con­dot­to da Pao­lo e Luca e con Mia Ceran in onda su Rai 2: come mai que­sta scel­ta o collaborazione?
Non è sta­ta una scel­ta, ma una gran­de oppor­tu­ni­tà che ci ha dato la pos­si­bi­li­tà di far­ci cono­sce­re dal gran­de pubblico.

Com’è e com’è sta­ta come espe­rien­za e cosa vi inse­gna o vi ha già insegnato?
Abbia­mo impa­ra­to ad esse­re pron­ti, mol­to più di quan­to i live nei loca­li inse­gna­no, e abbia­mo acqui­si­to nuo­ve espe­rien­ze e cono­sciu­to un gran­de team di lavo­ro qual è la Rai.

Ulti­ma doman­da: pro­get­ti futuri?
Fare il bot­to! Scher­zi a par­te, pre­ve­dia­mo l’uscita di altri sin­go­li e dell’album, non­ché l’inizio di un tour per por­ta­re le novi­tà anche sul pal­co, al nostro pub­bli­co, che più ci sta a cuore.

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Giulia-Gloria-Chandal Costa