Dal Pancratium all’M.M.A. Storia delle arti marziali miste.

Mat­tia Alfano

Un match a tre round. Round che dura­no 5 minu­ti a testa con a lato tre giu­di­ci a con­trol­lo. Pet­to nudo, pan­ta­lon­ci­ni adat­ti, una buo­na dose di musco­li, alle­na­men­to e tec­ni­ca sono gli ingre­dien­ti dell’M.M.A.

M.M.A. sta per “mixed mar­tial arts”, arti mar­zia­li miste. Si trat­ta di uno sport da com­bat­ti­men­to a con­tat­to pie­no in cui il rego­la­men­to con­sen­te sia tec­ni­che di per­cus­sio­ne come cal­ci, gomi­ta­te, pugni, sia tec­ni­che di lot­ta come leve e strangolamenti.

Come a molti capita, a primo impatto ci viene da pensare ad uno stupido sport violento, senza senso e cultura, dove i combattenti si scagliano come gorilla uno contro l’altro fino a che uno non cede.

In real­tà l’origine di que­sto sco­no­sciu­to sport risa­le agli anti­chi gre­ci che, infat­ti, lo intro­dus­se­ro, per la pri­ma vol­ta, nei gio­chi olim­pi­ci del 648 a.C.  Ad esse­re pre­ci­si, al tem­po dei gre­ci que­sta disci­pli­na non si chia­ma­va MMA, ben­sì Pan­cra­tium. Que­sta tipo­lo­gia di com­pe­ti­zio­ne per­du­rò duran­te tut­ta la civil­tà roma­na fino a che non ven­ne ban­di­ta. Ver­so la fine dell’800 ven­ne ripre­sa sia in nord Ame­ri­ca che in tut­to il mon­do anglo-sas­so­ne. In par­ti­co­la­re, un inge­gne­re bri­tan­ni­co, tale Edward Bar­ton-Wright, die­de il suo con­tri­bu­to allo svi­lup­po di siste­mi di com­bat­ti­men­to misti, dan­do vita ad una nuo­va arte mar­zia­le: il Bar­ti­tsu. Bar­ton-Wright fece con­flui­re in un’unica arte mar­zia­le vari ele­men­ti e mos­se di un vasto pano­ra­ma di arti da com­bat­ti­men­to. Boxe, Sava­te, Kodo­kan Judo sono solo alcu­ne del­le tan­te arti mesco­la­te assie­me per otte­ne­re un’unica disci­pli­na effi­ca­ce di auto dife­sa. Que­sto inge­gne­re bri­tan­ni­co fu uno dei pri­mis­si­mi a “mixa­re” le varie cul­tu­re di lot­ta occi­den­ta­li con quel­le orientali.

Alla fine degli anni ’60, il con­cet­to di com­bi­na­re ele­men­ti di varie arti mar­zia­li fu popo­la­riz­za­to da Bru­ce Lee con l’introduzione del suo Jeet kune do. Secon­do Lee, infat­ti, un com­bat­ten­te pote­va usu­frui­re di qual­sia­si tec­ni­ca da qual­sia­si fon­te pro­ve­nis­se­ro e dove­va esse­re adat­ta­bi­le come l’acqua.

Il ter­mi­ne MMA ven­ne conia­to da Rick Blu­me, pre­si­den­te del­la Bat­tle­ca­de che era uno dei tor­nei orga­niz­za­ti in Nord Ame­ri­ca nel ’95. Nei suc­ces­si­vi anni le MMA con­ti­nua­ro­no a dif­fon­der­si e ad espan­der­si arri­van­do ad esse­re un inte­res­se media­ti­co capa­ce di riva­leg­gia­re con la Boxe e il Wrestling. 

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