Kanye West, Twitter e la pubblicità negativa

“The­re is no such thing as bad publi­ci­ty”, inse­gna The Wolf of Wall Street. In linea teo­ri­ca, il discor­so non fa una grin­za: l’importante, insom­ma, è far par­la­re di sé, e non impor­ta che se ne par­li male.

Ulti­ma­men­te, chi sta crean­do dra­ma, e quin­di pub­bli­ci­tà, su Twit­ter, è Kanye West. Il rap­per sta­tu­ni­ten­se è una del­le per­so­na­li­tà più influen­ti del mon­do musi­ca­le e con­ta ben 28.2 milio­ni di fol­lo­wers sul social. Famo­si sono già sta­ti i suoi “scon­tri” con la can­tau­tri­ce Tay­lor Swift, nel 2009 e di nuo­vo nel 2016.

Kanye, dopo un perio­do di assen­za dai social, è tor­na­to a usa­re Twit­ter e, da qual­che gior­no, non fa altro che far par­la­re di sé, sicu­ra­men­te non nel miglio­re dei modi.
Il rap­per, che già duran­te la cam­pa­gna elet­to­ra­le sta­tu­ni­ten­se, non ave­va fat­to miste­ro di esse­re un soste­ni­to­re di Donald Trump, il 25 apri­le scrive:

Non devi esse­re d’accordo con Trump ma il popo­lo non può non far­me­lo ama­re. Sia­mo entram­bi ener­gia del dra­go. lui è mio fra­tel­lo. Io amo tut­ti. Non sono d’accordo con tut­to ciò che ognu­no fa. Que­sto è ciò che ci ren­de indi­vi­dui. E abbia­mo il dirit­to al pen­sie­ro indipendente.

Nella serie di tweet successiva, West continua a parlare della libertà di pensiero e delle etichette della società, per poi tornare sull’attuale presidente degli USA, caricando una foto del suo cappello con lo slogan Make America Great Again autografato.

La rispo­sta è sta­ta imme­dia­ta. Altre per­so­na­li­tà influen­ti del mon­do del­lo spet­ta­co­lo han­no smes­so di segui­re Kanye sui social, tra cui Rihan­na, Ken­drick Lamar, John Legend, Har­ry Sty­les, insie­me con le cogna­te di West, Kylie, Khloé e Kourt­ney Kardashian.
Kim Kar­da­shian ha subi­to cer­ca­to di argi­na­re i dan­ni cau­sa­ti dal mari­to. Difat­ti, West twit­ta «Mia moglie mi ha appe­na chia­ma­to e vuo­le che ren­da chia­ro que­sto a tut­ti. Non sono d’accordo con tut­to ciò che Trump fa. Non sono d’accordo al 100% con nes­su­no tran­ne che con me stes­so», e lei pub­bli­ca una serie di tweet, in cui accu­sa i media di “demo­niz­za­re” il mari­to, e di non esse­re in gra­do di rispet­ta­re la sua liber­tà di pensiero.

Ma la tem­pe­sta-Kanye non fini­sce qui. Inter­vi­sta­to da TMZ, il rap­per anco­ra una vol­ta espri­me le sue idee in ambi­to sto­ri­co-poli­ti­co, par­lan­do que­sta vol­ta del­la schia­vi­tù in Ame­ri­ca: «When you hear about sla­ve­ry for 400 years, for 400 years? That sounds like a choi­ce». Le sue affer­ma­zio­ni sono sta­te imme­dia­ta­men­te accol­te con la stes­sa incre­du­li­tà e rab­bia che accom­pa­gna­va­no le rispo­ste ai tweet pro-Trump, par­ten­do anche dal­lo stu­dio del­la new­sroom. Infat­ti, Van Lathan gli ha imme­dia­ta­men­te rispo­sto «I actual­ly don’t think you’re thin­king any­thing.» Men­tre il can­tan­te lo osser­va, Lathan continua:

Kanye, tu hai dirit­to di dire la tua opi­nio­ne, hai dirit­to a cre­de­re ciò che vuoi. Ma ci sono dei fat­ti, e un mon­do rea­le, una con­se­guen­za nel­la vita vera, die­tro a tut­to ciò che hai appe­na detto.

Il repor­ter ha cer­ca­to di spie­ga­re come il pun­to di vista di Kanye fos­se frut­to di un cer­to sti­le di vita che il rap­per con­du­ce, che può per­met­ter­si per­ché se lo è «gua­da­gna­to per esse­re un genio», ma che è radi­cal­men­te con­trap­po­sto a quel­lo di chi, ogni gior­no, sop­por­ta non solo discri­mi­na­zio­ni, ma vere e pro­prie minac­ce alla vita, con­se­guen­za del­la «mar­gi­na­liz­za­zio­ne che è deri­va­ta dai quat­tro­cen­to anni di schiavitù».
Quin­di, esi­ste la cat­ti­va pub­bli­ci­tà? È que­sta che si sta facen­do Kanye West? L’unica cosa cer­ta è che tra poco usci­ran­no due nuo­vi album del can­tan­te, anche que­sti carat­te­riz­za­ti poli­ti­ca­men­te, come dimo­stra Ye Vs the Peo­ple, l’ultimo sin­go­lo. Sicu­ra­men­te, gli occhi sono tut­ti pun­ta­ti su di lui: for­se, a con­ti fat­ti, è vero che esi­ste solo la “pub­bli­ci­tà”.

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Valentina Testa
Guar­do serie tv, a vol­te anche qual­che bel film, leg­go libri, scri­vo. Da gran­de voglio diven­ta­re Vin­cen­zo Mollica.
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