Dolci in tasca: intervista ad Andrea Romeo

Ali­ce De Matteo

Andrea Romeo, clas­se 1989, è un pastic­ce­re mila­ne­se. Figlio di una fami­glia spe­cia­liz­za­ta nel­la pro­du­zio­ne arti­gia­na­le di can­di­ti, ha per­cor­so la stra­da del­la cuci­na ‘‘in casa’’ e in labo­ra­to­rio, suc­ces­si­va­men­te attra­ver­so l’apertura del un blog per­so­na­le: Dol­cIn­Ta­sca.

Andrea è cre­sciu­to pro­fes­sio­nal­men­te dopo l’esperienza alla tra­smis­sio­ne di Bake Off Ita­lia insie­me alla con­dut­tri­ce Bene­det­ta Paro­di, Ern­st Knam e Cle­lia d’Onofrio. Attual­men­te con­ti­nua l’impego in cuci­na por­tan­do­lo quo­ti­dia­na­men­te nel set­to­re del socia­le in cui lavo­ra (pres­so l’Università degli Stu­di di Mila­no), ten­den­do aggior­na­to il suo pub­bli­co pub­bli­can­do le pre­li­ba­tez­ze di DolcInTasca. 

Dal­la pas­sio­ne per i viag­gi, la spin­ta del­la curio­si­tà e l’arte tea­tra­le, Andrea rica­va ispi­ra­zio­ne per il suo lavo­ro, ama­to da mol­ti ma poten­zial­men­te egua­glia­to da pochi. Con sem­pli­ci e puli­te foto alle sue crea­zio­ni, cor­re­da­te dal­la ricet­ta, Andrea ci mostra una cuci­na colo­ra­ta ed inno­va­ti­va, atten­ta ai det­ta­gli ed alla tra­di­zio­ne

La cuci­na negli ulti­mi han­no ha spo­po­la­to in tele­vi­sio­ne e sui social, sia in Ita­lia che nel resto del mon­do. Tu stes­so hai par­te­ci­pa­to a Bake Off Ita­lia. Come moti­vi que­sto inte­res­se media­ti­co per il mon­do culinario?

Pen­so che sia un modo per sen­tir­si par­te­ci­pi di qual­co­sa e per espri­mer­si. Se in pas­sa­to la cuci­na era espres­sio­ne del pro­prio sta­to socia­le e rival­sa, ades­so è uno sta­tus sym­bol ma anche un mez­zo di comu­ni­ca­zio­ne, uno stru­men­to poten­te per affermarsi.

Dol­cIn­Ta­sca è un blog diret­ta­men­te gesti­to da te. Come tra­smet­ti la tua per­so­na­li­tà, le tue sen­sa­zio­ni ed espe­rien­ze attra­ver­so i dolci?

Cer­co di tra­smet­te­re la mia pas­sio­ne per la pastic­ce­ria e allo stes­so tem­po la sto­ria che c’è die­tro una ricet­ta. Sia­mo un popo­lo “fat­to” di cuci­na, com­pria­mo libri e guar­dia­mo pro­gram­mi tele­vi­si­vi ma spes­so la miglio­re ricet­ta è nei nostri cuo­ri, nel­le paro­le, nel­le nostre tasche appun­to. Non sono un pro­mo­to­re del­la cuci­na case­rec­cia come la miglio­re, ma nel fare un dol­ce o un qual­sia­si altro piat­to ognu­no di noi può tro­va­re un moti­vo, fer­ma­re quell’emozione nel tem­po e con­di­vi­der­la nel vero sen­so del ter­mi­ne. Quin­di sfrut­tia­mo i mez­zi tec­no­lo­gi­ci ma poi cuci­nia­mo per dav­ve­ro con chi amia­mo ma anche con chi anco­ra non conosciamo.

La cuci­na è una for­ma di arti­gia­na­to uni­ca e irri­pe­ti­bi­le, men­tre la tra­di­zio­ne culi­na­ria ita­lia­na è un topos del nostro pae­se all’estero. Secon­do te que­ste due carat­te­ri­sti­che sono anco­ra vive nel mon­do dell’alta cucina?

Sì, for­se in una for­ma nuo­va in cui si mesco­la­no meto­di, sapo­ri , ingre­dien­ti tra­di­zio­na­li e con­tem­po­ra­nei all’alba di una nuo­va cuci­na ita­lia­na e ita­li­ca. La cosa che mi affa­sci­na di più è che ognu­no di noi può esser­ne par­te­ci­pe man­gian­do, pro­po­nen­do e, per­ché no, postan­do. Man­te­nia­mo però i pie­di per ter­ra con l’idea di gusta­re il cibo per quel­lo che è: mera­vi­glio­sa quo­ti­dia­ni­tà con la qua­le pos­sia­mo sia sod­di­sfa­re il gusto che i nostri biso­gni. Un po’ come Totò nel film men­tre gusta­va gli spa­ghet­ti e allo stes­so tem­po li met­te­va in tasca.

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