Jacques Lecoq e la maschera neutra

Jacques Lecoq e la maschera neutra -Vulcano Statale

Nel cor­so dei seco­li il tea­tro ha spes­so fat­to uso di masche­re che nel tem­po si sono evo­lu­te, non solo nel­la for­ma ma anche nel loro significato.

Par­ten­do dal tea­tro clas­si­co, in cui le masche­re era­no stru­men­ti adot­ta­ti per una miglio­re resa sce­ni­ca, si arri­va fino a Piran­del­lo, il qua­le attri­bui­va una o più masche­re a ogni per­so­nag­gio —e più in gene­ra­le a ogni uomo— .

Le masche­re, però, non ven­go­no uti­liz­za­te solo nel­la rap­pre­sen­ta­zio­ne sce­ni­ca a tea­tro. Esi­ste, infat­ti, un tipo di trai­ning che fa uso di una par­ti­co­la­re masche­ra: la masche­ra neu­tra, idea­ta da Jac­ques Lecoq uno dei pila­stri del tea­tro con­tem­po­ra­neo che ha dato tan­to, e tan­to ha rice­vu­to, anche a Milano.

Lecoq giun­se in Ita­lia nel 1948 per stu­dia­re i carat­te­ri del­le masche­re del tea­tro clas­si­co e del­la com­me­dia dell’arte. Fu pro­prio a con­tat­to col patri­mo­nio arti­sti­co del nostro Pae­se che svi­lup­pò le basi del­la sua futu­ra peda­go­gia tea­tra­le: è da ricor­da­re anche l’influenza di gran­di mae­stri Ita­lia­ni moder­ni con il qua­le Lecoq entrò in con­tat­to, uno su tut­ti Fran­co Paren­ti con il qua­le fon­dò una com­pa­gnia teatrale.

Ma cosa è la maschera neutra? Si tratta di una maschera inespressiva che, come scritto ne Il corpo poetico Jacques Lecoq, aiuterebbe gli attori a spogliarsi delle loro caratteristiche e della loro personalità prima di entrare in quelle dei loro personaggi.    

Jacques Lecoq e la maschera neutra -Vulcano Statale

Que­sto ogget­to che si met­te sul viso deve per­met­te­re a chi lo indos­sa di rag­giun­ge­re lo sta­to di neu­tra­li­tà che pre­ce­de l’a­zio­ne, uno sta­to di ricet­ti­vi­tà riguar­dan­te ciò che ci cir­con­da, sen­za con­flit­ti inte­rio­ri. Si trat­ta di una masche­ra di rife­ri­men­to, una masche­ra di base. Quan­do l’al­lie­vo avrà spe­ri­men­ta­to que­sto sta­to neu­tro di par­ten­za, il suo cor­po sarà dispo­ni­bi­le come una pagi­na bian­ca sul­la qua­le si potrà scri­ve­re il dramma.

Nel­le inten­zio­ni del mae­stro pari­gi­no, quin­di, la masche­ra neu­tra è uno stru­men­to che per­met­te a chi la indos­sa di poten­zia­re la pro­pria gestua­li­tà, anche gra­zie a un annul­la­men­to dei trat­ti distin­ti­vi del viso dell’attore —fat­to che può tra­smet­te­re un sen­so di inquie­tu­di­ne a chi osser­va— , ma per­met­te anche di neu­tra­liz­za­re i carat­te­ri sin­go­la­ri degli atto­ri pri­ma di entra­re sen­za con­flit­ti in un altro per­so­nag­gio. L’utilità di que­sto pas­sag­gio si rispec­chia nel­la pos­si­bi­li­tà data agli atto­ri di spe­ri­men­ta­re un’espressività cor­po­rea, ini­bi­ta soli­ta­men­te in un per­so­nag­gio già carat­te­riz­za­to e —come la com­me­dia inse­gna— ste­reo­ti­pa­to. Lo sta­to di neu­tra­li­tà, inol­tre, risul­ta esse­re fon­da­men­ta­le per dare impor­tan­za all’utilizzo del cor­po e alla postu­ra, e a eser­ci­zi che mira­no a poten­zia­re l’ascolto e l’interazione libe­ra con gli ogget­ti e gli altri per­so­nag­gi. Si trat­ta, tut­ta­via, di un trai­ning non sem­pli­ce: qual­sia­si movi­men­to ecces­si­vo o spor­co (come può esse­re il toc­ca­re la masche­ra) vie­ne ampli­fi­ca­to, andan­do a intac­ca­re in par­te la resa dell’azione.

L’insegnamento inno­va­ti­vo dell’artista pari­gi­no Jac­ques Lecoq si può dire che miri a “reset­ta­re” un atto­re pri­ma che pos­sa costrui­re un’azione: 

“Quan­do l’al­lie­vo avrà spe­ri­men­ta­to que­sto sta­to neu­tro di par­ten­za, il suo cor­po sarà dispo­ni­bi­le come una pagi­na bian­ca sul­la qua­le si potrà scri­ve­re il dramma”.

Un inse­gna­men­to che si potreb­be appli­ca­re anche fuo­ri dal palcoscenico.

  

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Francesco Porta
Amo il cine­ma, lo sport e rac­con­ta­re sto­rie: non si è mai trop­po vec­chi per ascol­tar­ne una.