L’album della settimana — What is love? dei Clean Bandit

È usci­to ieri il nuo­vo album dei Clean Ban­dit, What is love?, a distan­za di quat­tro anni da New Eyes, che ha per­mes­so loro di entra­re nell’Olimpo del pop inter­na­zio­na­li. Si trat­ta dell’immancabile evo­lu­zio­ne del pri­mo album, ver­so suo­ni più elet­tro­ni­ci, più com­mer­cia­li e più sperimentali.

Il tut­to si apre con la “Sym­pho­ny”, una roman­ti­ca col­la­bo­ra­zio­ne con la sve­de­se Zara Lars­son, che le per­met­te sen­za ombra di dub­bio di dare alla Lars­son la pos­si­bi­li­tà di mostra­re al meglio le sue doti voca­li. Ci si but­ta nel­la fusion con una col­la­bo­ra­zio­ne sin­go­la­re, quel­la con Mari­na & The Dia­monds (ico­na di Tum­blr e can­tan­te gre­co-gal­le­se) e con Luis Fon­si (can­to­re del tor­men­to­ne dei tor­men­to­ni: “Despa­ci­to”) in “Baby”, che nar­ra di un amo­re che non può tor­na­re per­ché una del­le due per­so­ne è già impe­gna­ta. Le sono­ri­tà fan­no sì che il bra­no pos­sa esse­re un po’ di chiun­que, l’insieme è gran­dio­so, ma man­ca quel­la tipi­ci­tà di suo­ni a cui i Clean Ban­dit han­no abi­tua­to i loro ascol­ta­to­ri. Que­sta man­can­za vie­ne col­ma­ta con la ter­za trac­cia: “Solo”, in col­la­bo­ra­zio­ne con Demi Lova­to, hit di pun­ta dell’estate appe­na pas­sa­ta, che par­la del voler­si diver­ti­re nono­stan­te una delu­sio­ne amo­ro­sa anco­ra scot­tan­te. Segue la super-hit “Roc­ka­bye”, con Anne-Marie e Sean Paul, quest’ultimo è un imman­ca­bi­le riem­pi­ti­vo in ogni album che si rispet­ti, come la qui­noa nell’insalata mista. “Mama” con Ellie Goul­ding ci fa capi­re che la novi­tà nel­le sono­ri­tà dei Clean Ban­dit per quest’anno sono le chi­tar­re, che coe­si­sto­no con altri ele­men­ti por­tan­ti. Un bra­no con una simi­le linea melo­di­ca è ina­spet­ta­to sul­la can­tan­te bri­tan­ni­ca, sep­pu­re con un risul­ta­to posi­ti­vo. Anne-Marie tor­na nel­la sesta trac­cia, “Should’ve kno­wn bet­ter”, dal­le sono­ri­tà malin­co­ni­che, che fa capi­re quan­to ogni trac­cia potreb­be ipo­te­ti­ca­men­te esse­re una hit. Appa­ri­zio­ne a sor­pre­sa quel­la di Big Boi degli Out­ka­st e di KYLE, con “Out at night”, tra­scu­ra­bi­le quan­to neces­sa­ria a crea­re un cer­to mood. Tove Stry­ke e Stef­flon Don con­ti­nua­no la mis­sio­ne dei due arti­sti pre­ce­den­ti con “Last goodbye”.

Se ascol­tas­si­mo que­ste ulti­me trac­ce sen­za sape­re a chi appar­ten­go­no, non pen­se­rem­mo mai ai Clean Ban­dit. La nona trac­cia è tut­ta per Craig David e Kri­sten Joy. Se il pri­mo non ha biso­gno di pre­sen­ta­zio­ni, la secon­da è da tem­po tur­ni­sta con i Clean Ban­dit e ha par­te­ci­pa­to all’Eurovision Song Con­te­st per rap­pre­sen­ta­re la Sviz­ze­ra con il bra­no “One life”. For­se uno dei più papa­bi­li sin­go­li per que­sto album. Non fac­cio in tem­po a scri­ver­lo che par­te “Nowhe­re” con Rita Ora e, nuo­va­men­te, KYLE, ben amal­ga­ma­ta nell’album stes­so. L’album toc­ca una del­le sue vet­te con “I miss you”, con Julia Michaels, un insie­me di dan­za­bi­li­tà e malin­co­nia, con un tito­lo che va drit­to al pun­to. ALMA, fre­sca del suo sin­go­lo “Cow­boy”, si uni­sce ai Clean Ban­dit con “In us I Belie­ve”, dove non fa altro che affer­ma­re la sua car­rie­ra in asce­sa, con un bra­no tan­to pia­ce­vo­le quan­to tra­scu­ra­bi­le. Con que­sto bra­no si chiu­de la ver­sio­ne stan­dard di What is love?.

Segue, nel­la ver­sio­ne delu­xe, il bra­no “24 hours”, in col­la­bo­ra­zio­ne una del­le voca­li­st dei Clean Ban­dit, Yasmin Green. Una del­le per­le di que­sto album ci è offer­ta da Char­lI XCX, in col­la­bo­ra­zio­ne con la rap­per Bhad Bha­bie, chill quan­to pop, di melo­dia faci­le, ben con­di­to dal flow di Bhad Babie. C’è un acce­le­ra­re di bpm con il penul­ti­mo bra­no, “Beau­ti­ful” con DaVi­do & Love Sse­ga (quest’ultimo già pre­sen­te nell’album pre­ce­den­te, più che degno per una chiu­su­ra). Il tut­to si chiu­de con l’ormai cele­bre “Tears” con Loui­sa John­son, usci­ta nel 2016.

Il problema principale di questo album è quello di un’identità che va a sfumare, la fusione tra quello che probabilmente vuole essere il nuovo sound dei Clean Bandit che si scontra con quello che è sempre stato lo stile della band, che fa sì che seppure in salse diverse il gruppo ricorra continuamente allo stesso schema-canzone, lasciando la bellezza e la particolarità di questi brani alla presenza delle collaborazioni, inevitabili.

Non con­si­glio l’ascolto dell’album nell’ordine in cui vie­ne proposto.

1. Sym­pho­ny
2. Baby (feat. Mari­na and the Dia­monds & Luis Fonsi)
3. Solo (feat. Demi Lovato)
4. Roc­ka­bye (feat. Sean Paul & Anne-Marie)
5. Mama (feat. Ellie Goulding)
6. Shoul­d’­ve Kno­wn Bet­ter (feat. Anne-Marie)
7. Out at Night (feat. Kyle & Big Boi)
8. Last Good­bye (feat. Tove Styr­ke & Stef­flon Don)
9. We Were Just Kids (feat. Craig David & Kir­sten Joy)
10. Nowhe­re (feat. Rita Ora & Kyle)
11. I Miss You (feat. Julia Michaels)
12. In Us I Believe

Delu­xe edition

13. 24 Hours (feat. Yasmin Green)
14. Play­boy Sty­le (feat. Char­li XCX & Bhad Bhabie)
15. Beau­ti­ful (feat. Davi­do & Love Ssega)
16. Tears (feat. Loui­sa Johnson)

Con­di­vi­di:
Nicola Lombardo
Can­tau­to­re per Bian­ca Dischi, stu­den­te di scien­ze del­la comu­ni­ca­zio­ne per Uni­Mi, atti­vi­sta in ambi­to cul­tu­ra­le per Lodi Cit­tà Aper­ta, ren­cen­so­re per Vul­ca­no Sta­ta­le e spea­ker per Pop Corn su Radio Sta­ta­le. Nel tem­po libe­ro: non ha tem­po libero.