Strasburgo, attentato ai mercatini di Natale

Police motorcycles drives in the streets of Strasbourg, eastern France, after a shooting breakout, on December 11, 2018. - One person has been killed and ten people injured in a shooting today near a Christmas market in the eastern French city of Strasbourg, police said, adding that the suspected gunman was on the run. (Photo by Frederick FLORIN / AFP)

Ieri, 11 dicem­bre, intor­no alle 20 sono sta­ti esplo­si col­pi di arma da fuo­co in rue des Orfè­vres, nel cen­tro sto­ri­co di Stra­sbur­go. La via, che col­le­ga rue du Tem­ple Neuf a Pla­ce Kle­ber, il cuo­re del­la cit­tà, era gre­mi­ta, come ogni anno, di turi­sti e abi­tan­ti che in que­sto perio­do si godo­no le lumi­na­rie del­la capi­ta­le del Natale.

Da mol­ti anni i con­trol­li sono ser­ra­tis­si­mi: il cen­tro del­la cit­tà, la Grand’Île, vie­ne com­ple­ta­men­te tran­sen­na­ta e ogni ingres­so e usci­ta ven­go­no con­trol­la­ti dal­le for­ze dell’ordine, dal mat­ti­no fino alla chiu­su­ra dei mer­ca­ti­ni, alle 20.
È a quest’ora che un uomo apre il fuoco.

Vie­ne con­fer­ma­ta la pista ter­ro­ri­sti­ca, l’attentatore è Ché­rif C., di ori­gi­ne maroc­chi­na, nato a Stra­sbur­go 29 anni fa e cre­sciu­to qui, resi­den­te in rue d’Épinard e già inse­ri­to da anni nel­la ban­ca dati dell’intelligence fran­ce­se con la “fiche S”, riser­va­ta agli indi­vi­dui sospet­ta­ti di minac­cia­re la sicu­rez­za nazionale.

Spa­ra alla Gran­de Rue, poi in Pla­ce Kle­ber, poi scap­pa di cor­sa e sale su un taxi, diret­to a Neu­dorf, quar­tie­re peri­fe­ri­co. Il tas­si­sta, ille­so, dice di aver­lo visto feri­to alla mano. Alle 22.27 lo scon­tro con i poli­ziot­ti è aper­to, Neu­dorf è asser­ra­glia­ta. Nel frat­tem­po, Macron invia Chri­sto­phe Casta­ner, mini­stro dell’interno, nel­la capi­ta­le alsaziana.

Stra­sbur­go diven­ta una cit­tà fan­ta­sma, tut­te le stra­de si svuo­ta­no, il vice­sin­da­co di Stra­sbur­go, il pri­mo a con­fer­ma­re la spa­ra­to­ria, con­si­glia a tut­ti di sta­re in casa e rima­ne­re in luo­ghi sicu­ri. Mol­tis­si­mi si chiu­do­no nei risto­ran­ti e nei pub. In uno di que­sti, un euro­de­pu­ta­to, in col­le­ga­men­to tele­fo­ni­co con Rai 2, testi­mo­nia la pre­sen­za di un cada­ve­re nel risto­ran­te in cui sta­va cenando.
Anche il pre­si­den­te del Par­la­men­to Euro­peo Anto­nio Taja­ni rila­scia la sua dichiarazione:

Stra­sbur­go è il cuo­re dell’Europa, cit­tà sim­bo­lo del­la liber­tà e del­la demo­cra­zia. La sedu­ta del Par­la­men­to, che in que­sta set­ti­ma­na è ple­na­ria – cioè sono pre­sen­ti tut­ti i 751 depu­ta­ti – con­ti­nue­rà, a dimo­stra­zio­ne che la demo­cra­zia non ver­rà scal­fi­ta da que­sti attac­chi né minac­cia­ta dal terrorismo.

L’euro­par­la­men­ta­re dei Ver­di Mar­co Affron­te rac­con­ta di aver scam­pa­to l’attentato:
«Era­no cir­ca le 20, poco più, e sta­vo tor­nan­do a pie­di all’hotel. Mi tro­va­vo fra Pla­ce Kle­ber e la cat­te­dra­le quan­do ho sen­ti­to 6/7 col­pi rav­vi­ci­na­ti (ho capi­to dopo che fos­se­ro spa­ri). Ho visto gen­te gri­da­re, e scap­pa­re, e ho acce­le­ra­to il pas­so. Sen­za voler­lo però sono anda­to pro­prio nel­la dire­zio­ne dove sta­va­no acca­den­do i fat­ti. Ho visto due per­so­ne a ter­ra, sem­bra­va­no com­ple­ta­men­te immo­bi­li. C’erano pic­co­li capan­nel­li di per­so­ne attor­no. Più avan­ti la poli­zia ci ha bloc­ca­to il pas­so e costret­ti a resta­re in un andro­ne. Mi sono tro­va­to con una gio­va­ne cop­pia, e assie­me abbia­mo deci­so di suo­na­re per cer­ca­re un miglior ripa­ro. Ci han­no fat­to entra­re nel cor­ti­le, poi in casa. I ragaz­zi era­no dav­ve­ro mol­to scos­si, e han­no pian­to parec­chio. Abbia­mo solo aspet­ta­to, cer­can­do noti­zie e spe­ran­do che là fuo­ri meno per­so­ne pos­si­bi­li stes­se­ro sof­fren­do. Pochi minu­ti fa sono riu­sci­to a rien­tra­re. Andia­mo tut­ti a dor­mi­re col cuo­re più pesan­te».

L’unico ita­lia­no coin­vol­to è Anto­nio Mega­liz­zi, il gior­na­li­sta ita­lia­no ori­gi­na­rio di Tren­to, che era a Stra­sbur­go per segui­re la ses­sio­ne ple­na­ria con Euro­pho­ni­ca, un pro­get­to radio lega­to al mon­do uni­ver­si­ta­rio. Le sue con­di­zio­ni, secon­do quan­to rila­scia­to dal­la Far­ne­si­na, sono di feri­to “non lie­ve”. A dare noti­zia del suo feri­men­to l’europarlamentare Pd Bran­do Beni­fei, che è sta­to infor­ma­to dal­la reda­zio­ne dove il gior­na­li­sta lavora.
Un pun­to di pri­mo soc­cor­so fisi­co e psi­co­lo­gi­co è situa­to su Pont du Cor­beau, nel­la zona del­la Doua­ne, e reste­rà atti­vo anche nel­le pros­si­me ore.
Nel frat­tem­po, la cac­cia al fug­gi­ti­vo con­ti­nua e tut­ti gli ingres­si alle auto­stra­de, soprat­tut­to quel­la a Kehl, al con­fi­ne con la Ger­ma­nia, sono moni­to­ra­ti a vista.

Con­di­vi­di:
Elena Cirla
Stu­den­tes­sa di Let­te­re Moder­ne, clas­se 1994.
Aman­te del­l’au­tun­no, dei viag­gi e del vino rosso.

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