Il Transumanesimo è il nuovo stadio evolutivo dell’uomo?

Che pro­ba­bi­li­tà abbia­mo di vive­re mil­len­ni? Secon­do Aubrey de Grey, bio­chi­mi­co con ono­ri­fi­cen­za a Cam­brid­ge, anche più del 50%, dipen­de dai finan­zia­men­ti desti­na­ti alla ricer­ca e alla scien­za.
 Nume­ro­se dichia­ra­zio­ni di que­sto gene­re si pos­so­no tro­va­re nell’ultimo libro del gior­na­li­sta Mark O’Connell, Esse­re una mac­chi­na (2018), che pro­po­ne un viag­gio tra i segua­ci del transumanesimo.

Pro­ba­bil­men­te alcu­ni avran­no già let­to di que­sta “filo­so­fia”, ma per colo­ro che la nota­no per la pri­ma vol­ta solo ora la si può descri­ve­re come una cor­ren­te di pen­sie­ro che ritie­ne le mac­chi­ne capa­ci, un gior­no, di fon­der­si con le per­so­ne e di riscri­ve­re le capa­ci­tà fisi­che di quest’ultime, fino ad alte­ra­re il con­fi­ne tra vita e mor­te.

In poche parole, si sta parlando di rimettere in discussione il concetto di essere umano.

O’Connell la defi­ni­sce addi­rit­tu­ra una nuo­va reli­gio­ne, una reli­gio­ne che già van­ta una cospi­cua quan­ti­tà di segua­ci. Quel­la che infat­ti può sem­bra­re una set­ta per tec­no-inva­sa­ti — capa­ci di spen­de­re deci­ne di miglia­ia di dol­la­ri per iber­nar­si — è in real­tà soste­nu­ta dai tycoon e dagli impren­di­to­ri di mez­za Sili­con Val­ley e non solo. Tra i vari nomi si può cita­re Ray Kur­z­weil, Peter Thiel e ovvia­men­te Elon Musk.

L’idea di migliorare il nostro corpo tramite la tecnologia non è nuova, anzi.

Pro­te­si di legno o fibra di car­bo­nio, appa­rec­chi per l’udito, den­ti arti­fi­cia­li, sono ogget­ti già pre­sen­ti nel­la quo­ti­dia­ni­tà, usa­ti però per sop­pe­ri­re a disa­bi­li­tà e dan­ni fisi­ci. 
Il con­cet­to a cui voglio­no ten­de­re i tran­su­ma­ni­sti è inve­ce nuo­vo: fon­der­si con le mac­chi­ne per crea­re esse­ri uma­ni capa­ci di intel­li­gen­za smi­su­ra­ta, capa­ci­tà fisi­che net­ta­men­te supe­rio­ri alla media e aspet­ta­ti­ve di vita vir­tual­men­te illi­mi­ta­te. Insom­ma, crea­re degli dei.
 Già in mol­ti casi odier­ni sostan­ze o appa­rec­chia­tu­re che dovreb­be­ro esse­re d’aiuto a per­so­ne con malat­tie o altri pro­ble­mi fisi­ci sono uti­liz­za­te da indi­vi­dui sani. Esem­pi pos­so­no esse­re gli eso­sche­le­tri che si pen­sa un gior­no saran­no in dota­zio­ne ai sol­da­ti o la eri­tro­po­ie­ti­na, una sostan­za pre­scrit­ta ai mala­ti di ane­mia che vie­ne uti­liz­za­ta pure dagli atle­ti, fun­gen­do da “ste­roi­de”.

Qui si sol­le­va il dilem­ma eti­co: è giu­sto per­met­te­re ad atle­ti in salu­te di sosti­tui­re i pro­pri arti con pro­te­si solo per vin­ce­re meda­glie d’oro? 
Blay Whit­by, un esper­to di intel­li­gen­za arti­fi­cia­le del­la Sus­sex Uni­ver­si­ty, ritie­ne che ci sareb­be­ro mol­ti atle­ti capa­ci di fare tale richie­sta, anche se egli non appog­ge­reb­be l’idea, e che ci stia­mo avvi­ci­nan­do ad un momen­to in cui gli impian­ti arti­fi­cia­li supe­re­ran­no le capa­ci­tà natu­ra­li del­le persone.

Ma il fine ulti­mo per i tran­su­ma­ni­sti si tro­va anco­ra più in alto.

Il più visionario è la totale rimozione della parte fisica degli esseri umani, impiantando la propria coscienza in qualche programma di intelligenza artificiale o in un mondo virtuale per essere “libera di creare il suo universo”,

Que­sto sostie­ne Kur­z­weil, che ritie­ne ciò pos­si­bi­le entro il 2030.

Chi ha visto la tri­lo­gia di Matrix potrà coglie­re degli ele­men­ti in comu­ne.
 Non per nul­la è da cita­re la 2045 Ini­tia­ti­ve, un pro­get­to finan­zia­to dal mul­ti­mi­liar­da­rio rus­so Dmi­try Itskov, che ha inve­sti­to una cospi­cua par­te del pro­prio patri­mo­nio solo per que­sto fine.
 Inol­tre, lo stes­so Musk ritie­ne neces­sa­rio che gli esse­ri uma­ni si fon­da­no con le mac­chi­ne per miglio­ra­re il loro intel­let­to.

Non tut­ti però con­cor­da­no con que­sta filo­so­fia. Diver­si scien­zia­ti sono con­tra­ri a que­sto tipo di inter­ven­ti. Li riten­go­no degli obiet­ti­vi da fana­ti­ci, da visio­na­ri sen­za coscien­za del­la real­tà. Saran­no neces­sa­ri infat­ti mol­ti anni e cospi­cui finan­zia­men­ti per rag­giun­ge­re, pro­ba­bil­men­te, i tra­guar­di desiderati.

Per esem­pio, l’astronauta Royal Mar­tin Rees pre­fe­ri­reb­be pas­sa­re i suoi ulti­mi gior­ni nel giar­di­no di una chie­sa che esse­re un “peso per le futu­re generazioni” .

Inoltre, non c’è solo un aspetto etico, ma anche di classe.

Il fat­to che i prin­ci­pa­li soste­ni­to­ri di tale pen­sie­ro sia­no dei gran­di magna­ti e impren­di­to­ri, spe­cial­men­te stan­zia­ti nel­la Sili­con Val­ley — una del­le regio­ni più ric­che al mon­do — la può dire lun­ga sul­le pos­si­bi­li­tà che la gen­te comu­ne avrà di acce­de­re a tali tec­no­lo­gie. Potreb­be dar­si che un gior­no il diva­rio non sia più tra ric­chi e pove­ri ma tra immor­ta­li e mortali.

Come rife­ri­sce O’Connell: “In que­sto sen­so il movi­men­to è il frut­to di un’ideo­lo­gia con­ser­va­tri­ce (non dal pun­to di vista poli­ti­co, ma bio­lo­gi­co): i tran­su­ma­ni­sti sem­bra­no fer­mi alla metà del seco­lo scor­so, quan­do si rite­ne­va che la scien­za potes­se per­met­te­re qual­sia­si cosa. Dio oggi è sosti­tui­to dal­la tec­no­lo­gia.”
Qual­sia­si cosa sì, ma al giu­sto prezzo.

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Lorenzo Rossi
Poli­ti­ca­men­te cri­ti­co. Fie­ra­men­te europeista.
Rac­con­to e cer­co rispo­ste in quel che acca­de nel mondo.

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