La fantascienza appartiene ancora al futuro?

Eri­ca, una ragaz­za di 23 anni. Eri­ca gio­ca, cam­mi­na, scri­ve e can­ta. Eri­ca guar­da di sfug­gi­ta e sor­ri­de, con le sue lab­bra soc­chiu­se dif­fi­ci­li da deci­fra­re e que­gli occhi che sem­bra celi­no un segreto.

Ogni anno il Tay­lor Wes­sing, il più impor­tan­te con­cor­so per ritrat­ti foto­gra­fi­ci, pre­mia tre ope­re vin­ci­tri­ci che ven­go­no espo­ste al Natio­nal Por­trait Gal­le­ry di Lon­dra. Negli ulti­mi anni c’è sta­to un cam­bia­men­to, spe­cial­men­te nell’edizione del 2017. Qual­co­sa di stra­no, di inat­te­so, un cam­bio negli occhi e nei pen­sie­ri degli arti­sti. Il 2017 ha spiaz­za­to tut­ti.

C’e­ra una ragaz­za fug­gi­ta dal­l’I­sis, con un velo ros­so tra i capel­li, sedu­ta davan­ti ad una fine­stra che pian­ge, lacri­me nel­la piog­gia. C’e­ra un ragaz­zo con alle spal­le il Medi­ter­ra­neo, che guar­da­va oltre Lam­pe­du­sa sen­za vede­re futu­ro. E infi­ne c’e­ra Eri­ca e c’è anco­ra, nei ricor­di dei giu­ra­ti e in quel­li di tut­ti gli spet­ta­to­ri, nel suo ritrat­to, che sorride.

“One of them is a human” è il titolo della fotografia. Uno di loro è umano.
Infatti Erica non è fatta di carne e di sangue. È un androide, un robot.

Così ci si ren­de con­to che il futu­ro si fa quo­ti­dia­no e non ha più nul­la di fan­ta­scien­ti­fi­co. Con que­sto ritrat­to vie­ne mes­sa a nudo la linea di con­fi­ne tra l’u­ma­no e il non uma­no, lì dove fini­sco­no le cose e comin­cia la vita. In que­sto ritrat­to è rac­chiu­sa una que­stio­ne mol­to anti­ca: l’am­bi­zio­ne del­l’uo­mo di asso­mi­glia­re a Dio, di cer­ca­re la per­fe­zio­ne di cui è costan­te­men­te pri­va­to. La stes­sa malat­tia che afflig­ge ogni demiur­go, quel desi­de­rio, spe­ran­za e pau­ra di non sen­tir­si soli nell’universo.

Eri­ca. Se la foto­gra­fi ti ci puoi rico­no­sce­re, ti ci puoi rispec­chia­re. Se tu sei uma­na, lei è uma­na. Un rifles­so opa­co come la vita.

E se fos­se que­sto il fina­le? Se non fos­se Eri­ca ad esse­re come noi ma noi simi­li a lei? Se non fos­se­ro le mac­chi­ne ad esse­re uma­ne ma noi ad esse­re cose? Tra­gi­ca­men­te quel­lo che ci sal­va è solo la mor­te. Eri­ca non la sen­te, non ne cono­sce il sen­so. Noi sì e per que­sto ci sen­tia­mo vivi. Que­sto è il sot­ti­le segre­to che si cela nel­la foto di Eri­ca. Que­sta è la tra­gi­ca fol­lia che ha por­ta­to que­sto ritrat­to alla vit­to­ria, scon­vol­gen­do milio­ni di per­so­ne con la sua spie­ta­ta e diso­rien­tan­te verità.

Eri­ca, copia di una copia. Eri­ca che cer­ca il suo posto tra gli umani.

Giulia Ghirardi
Scri­vo quel­lo che non rie­sco a dire a paro­le. Amo cam­mi­na­re sot­to la piog­gia, i tuli­pa­ni ed esse­re sor­pre­sa. Sono attrat­ta da chi ha qual­co­sa da dire, dal­l’ar­te e dal­le emo­zio­ni fuo­ri luo­go. Sogno di vede­re il mon­do e di fare del­la mia vita un capolavoro.
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Scrivo quello che non riesco a dire a parole. Amo camminare sotto la pioggia, i tulipani ed essere sorpresa. Sono attratta da chi ha qualcosa da dire, dall'arte e dalle emozioni fuori luogo. Sogno di vedere il mondo e di fare della mia vita un capolavoro.