Karl Lagerfeld, cosa ricorderemo dell’Icona di Chanel

Karl Lagerfeld, cosa ricorderemo dell'Icona di Chanel -Vulcano Statale

Karl Lager­feld, sti­li­sta, foto­gra­fo, diret­to­re arti­sti­co e all’occasione regi­sta, è scom­par­so que­sto 19 feb­bra­io, a 85 anni. Con più di sessant’anni di car­rie­ra alle spal­le, iro­nia del­la sor­te, se si cer­ca il suo nome su Goo­gle le pri­me noti­zie a com­pa­ri­re sono quel­le riguar­dan­ti la sua ere­di­tà. 

E non si sta par­lan­do del­la sua ere­di­tà arti­sti­ca, di ciò che Lager­feld ha lascia­to al mon­do del­la moda. No, si sta par­lan­do pro­prio del­la sua ere­di­tà, dei suoi 150 milio­ni che, secon­do alcu­ni rumors — quei rumors che han­no let­te­ral­men­te sovra­sta­to la noti­zia del­la sua mor­te —, fini­ran­no nel­le tasche del­la sua gat­ta Chou­pet­te. Influen­cer su Insta­gram e Twit­ter, Chou­pet­te ci ha rin­gra­zia­ti per le bel­le paro­le di cor­do­glio spe­ran­do che esse pos­sa­no aiu­tar­la a supe­ra­re il suo lutto.

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Sen­za nul­la toglie­re alla noti­zia sull’eredità di Lager­feld, vi sono altri moti­vi per cui var­reb­be la pena par­la­re del­lo sti­li­sta che ha rivo­lu­zio­na­to, a par­ti­re dagli anni ’60, il mon­do del­la moda. 

Una gior­na­li­sta del The Guar­dian ha volu­to ricor­dar­lo pole­mi­ca­men­te come colui che ha costrui­to il suo impe­ro met­ten­do le don­ne in un’infelice com­pe­ti­zio­ne con il loro io-bam­bi­no. Secon­do la gior­na­li­sta, Lager­feld era un miso­gi­no che ha reso la moda miso­gi­na ed esclu­si­va. Le don­ne che entra­va­no nel­la sua cer­chia era­no tut­te gio­va­ni e ama­bi­li, e anche se non c’è nien­te di male in ciò, il pro­ble­ma sta nel fat­to che la gio­vi­nez­za resta in ogni caso solo una fase del­la vita di una don­na. 

Karl Lagerfeld, polemiche a parte, resta una figura che ha avuto un forte impatto a livello artistico, nel mondo della moda e non solo, e che negli anni ha dato il suo contributo alla Fashion industry.

Già negli anni Set­tan­ta ini­ziò la sua col­la­bo­ra­zio­ne con la casa di moda Fen­di. Il suo ulti­mo lavo­ro e i suoi ulti­mi sfor­zi, infat­ti, sono anda­ti pro­prio ver­so l’ultima sua col­le­zio­ne, pre­sen­ta­ta duran­te la Mila­no Fashion Week del­la scor­sa set­ti­ma­na. Al ter­mi­ne del­la sfi­la­ta Sil­via Ven­tu­ri­ni Fen­di ha ricor­da­to la sua ulti­ma con­ver­sa­zio­ne con Lager­feld e ha ripor­ta­to che “his only thoughts were on the rich­ness and beau­ty of the col­lec­tion”, il suo uni­co obiet­ti­vo era la ric­chez­za e la bel­lez­za del­la col­le­zio­ne. Dopo lo show è sta­to pro­iet­ta­to, inol­tre, un video per ricor­da­re i 54 anni di col­la­bo­ra­zio­ne come una bel­lis­si­ma, la più lun­ga, sto­ria d’amore nel mon­do del­la moda.

Negli anni Ottan­ta, la vita di Lager­feld è sta­ta segna­ta da un’altra impor­tan­te svol­ta che avreb­be influen­za­to la sua inte­ra car­rie­ra: l’inizio del­la col­la­bo­ra­zio­ne con la casa di moda Cha­nel, per cui fu diret­to­re arti­sti­co e respon­sa­bi­le del prêt-à-por­ter, e ver­so la qua­le ha dato il suo appor­to, anche in que­sto caso, fino all’ultimo. La sfi­la­ta più recen­te che lo sti­li­sta ha cura­to per la casa di moda ha avu­to come loca­tion una spiag­gia arti­fi­cia­le con fin­to ocea­no e sab­bia bian­ca. Le model­le han­no sfi­la­to a pie­di nudi tenen­do le pre­zio­se scar­pet­te tra le mani. 

Karl Lagerfeld, cosa ricorderemo dell'icona di Chanel -Vulcano Statale

Insom­ma, Karl Lager­feld, come genio del­la moda, ha lascia­to la sua impron­ta in que­sto mon­do e, come la gat­ti­na Chou­pet­te con il suo body­guard e le sue due came­rie­re, il mon­do del­la moda dovrà pre­pa­rar­si ad anda­re avan­ti sen­za un’altra del­le sue icone.

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Foto di coper­ti­na di Pascal Le Segretain/Getty Images

 

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Francesca Rubini
Vado in cri­si quan­do mi si chie­de di scri­ve­re una bio, in par­ti­co­la­re la mia, per­ché ho una lista infi­ni­ta di cose che mi piac­cio­no e una lista infi­ni­ta di cose che odio. Basti sape­re che mi pia­ce scri­ve­re attin­gen­do da entrambe.