L’illusione musicale dei Radiohead in Videotape

Duran­te l’ascolto di un bra­no musi­ca­le puoi sem­pli­ce­men­te goder­ti la musi­ca o, in qual­che modo, ten­ta­re di capi­re quel­lo che l’autore sta ten­tan­do di comu­ni­ca­re. I fan dei Radio­head, band ingle­se con­si­de­ra­ta tra le più inno­va­ti­ve e genia­li del nuo­vo mil­len­nio, fan­no par­te del secon­do grup­po. Infat­ti ogni vol­ta che Thom Yor­ke e com­pa­gni ci deli­zia­no con un nuo­vo album ogni fan ten­ta di distri­car­si in quei labi­rin­ti men­ta­li che la band rie­sce a costrui­re con melo­die e testi.

Non a caso la loro fan­ba­se è tra le più atti­ve nel­la ricer­ca e crea­zio­ne di teo­rie riguar­dan­ti ogni sin­go­lo album pro­dot­to dal genio di que­sti ragaz­zi, in par­ti­co­la­re, una can­zo­ne, ha rive­la­to quan­to la costru­zio­ne melo­di­ca sia fon­da­men­ta­le nel loro pro­ces­so creativo.

Video­ta­pe è la deci­ma can­zo­ne con­te­nu­ta nell’album In Rain­bo­ws pub­bli­ca­to il 10 otto­bre 2007, ma come per altre can­zo­ni del­la band, la sua sto­ria ini­zia pri­ma. Era sta­ta suo­na­ta dal­la band nel 2006 duran­te un festi­val musi­ca­le. Come anche altre can­zo­ni del­la band infat­ti ci sono più ver­sio­ni del­lo stes­so bra­no, una, quel­la uffi­cia­le con­te­nu­ta nell’album e le altre, che la band si osti­na a suo­na­re nei live. Si può par­la­re di osti­na­zio­ne per­chè la ver­sio­ne suo­na­ta ai live, sem­bra che richie­da alla band uno sfor­zo immenso.
In un’in­ter­vi­sta Thom York infat­ti afferma:

“Il moti­vo di Video­ta­pe mi sta­va let­te­ral­men­te facen­do impazzire”.

Una cosa stra­na per lui se pen­sia­mo che la melo­dia si basa solo su 4 accor­di suo­na­ti con il pia­no­for­te in 4/4, un metro mol­to comu­ne nel­la musica.

È pro­prio qui però che entra­no in gio­co i fan. Un musi­co­lo­go ame­ri­ca­no di nome War­ren Lain, gran­de fan del­la band, si è chie­sto come mai una band così esper­ta come i Radio­head abbia così tan­te dif­fi­col­tà a suo­na­re una can­zo­ne all’apparenza così faci­le come Video­ta­pe. In un video di 38 minu­ti che pote­te tro­va­re su You­tu­be War­ren ten­ta di spie­ga­re quel­la che defi­ni­sce un’ “illu­sio­ne musicale”. 

Per esse­re spie­ga­ta però, biso­gna dif­fe­ren­zia­re le due ver­sio­ni del­la canzone.
La melo­dia suo­na­ta duran­te i live è più ener­gi­ca, velo­ce, total­men­te diver­sa dal­la ver­sio­ne len­ta, rifles­si­va, con­te­nu­ta nell’album. Le due ver­sio­ni però con­di­vi­do­no quel­lo che si potreb­be chia­ma­re un DNA musi­ca­le. La melo­dia suo­na­ta dal pia­no­for­te segue il tem­po nor­ma­le nel­la ver­sio­ne dell’album men­tre è sin­co­pa­ta nel­le ver­sio­ni live. Con sin­co­pe nel­la musi­ca si inten­de un effet­to che distur­ba il flus­so rit­mi­co di una composizione.

Il metro prin­ci­pa­le del­la musi­ca con­tem­po­ra­nea sono i 4/4 che con­si­sto­no in quat­tro bat­tu­te A B C e D, par­ten­do da que­sta divi­sio­ne si può pas­sa­re anche agli 8/8 il che con­si­ste­reb­be in A, a, B, b, C, c, D, e d. Il pia­no­for­te in Video­ta­pe suo­na su due di que­ste quat­tro bat­tu­te, A e C, la linea di sin­te­tiz­za­to­re e di bat­te­ria che accom­pa­gna que­sta can­zo­ne crea appun­to una sin­co­pe, suo­na infat­ti su a e su c, sen­za aspet­ta­re che ci sia la bat­tu­ta esat­ta andan­do poi a costrui­re tut­to l’accompagnamento del­la can­zo­ne sul­la sincope.

Tutto questo rende incredibilmente complesso il lavoro alla band, che deve basare l’intera canzone su due tempi diversi. Ma è proprio questo il bello, la sincope infatti rende un ritmo molto più divertente, perché rompe la monotonia rendendo tutto molto più interessante, ed è inoltre molto comune in alcuni generi musicali come ad esempio l’Afrobeat e il Jazz.

Il risul­ta­to però, in video­ta­pe, è una can­zo­ne mono­to­na, a cau­sa del fat­to che il pia­no­for­te stia andan­do con­tro il rit­mo sta­bi­li­to dal­la bat­te­ria e dal sin­te­tiz­za­to­re ma al tem­po stes­so è pro­prio il pia­no­for­te, che è sui 4/4 a dare il rit­mo alla melo­dia can­ta­ta da Thom York.

Dal 2006 ad oggi si pos­so­no con­ta­re qua­si nove ver­sio­ni diver­se del­la stes­sa can­zo­ne suo­na­te dal­la stes­sa band in con­te­sti diver­si, che mol­to pro­ba­bil­men­te con­ti­nue­ran­no ad aumen­ta­re. Video­ta­pe infat­ti è la dimo­stra­zio­ne di quan­to una stes­sa can­zo­ne pos­sa esse­re in con­ti­nua evoluzione.

Con­di­vi­di:
Luca Pagani
Ten­to di espri­mer­mi su un po’ di cose e spes­so fallisco. 
Però sono simpatico.