BookAdvisor, novità editoriali

Il 5 di ogni mese, 5 libri per tutti i gusti: BookAdvisor è la rubrica mensile che raccoglie e presenta le novità editoriali scelte dalla nostra redazione. Buona lettura!

 

Illu­stra­zio­ne di Ludo­vi­ca Marani

[dro­p­cap type=“square or cir­cle”] S [/dropcap]EROTONINA (FICTION)

 

Un roman­zo poten­te ed esplo­si­vo. Il pro­ta­go­ni­sta è un inet­to sve­via­no 2.0, un uomo che si pre­sen­ta come indi­pen­den­te ed eman­ci­pa­to ma che effet­ti­va­men­te è debo­le e inca­pa­ce di dare alla pro­pria vita la dire­zio­ne che vor­reb­be, o una qual­sia­si dire­zio­ne. Houel­le­becq ci con­du­ce len­ta­men­te den­tro i reces­si più pro­fon­di di un per­so­nag­gio visci­do, che ci disgu­sta per le sue azio­ni e per la sua vigliac­che­ria nel non saper affron­ta­re la real­tà, le per­so­ne rea­li: e anche quan­do gli vie­ne di fat­to dia­gno­sti­ca­ta la depres­sio­ne, per cui comin­ce­rà ad assu­me­re il far­ma­co Cap­to­rix, si ha l’impressione gene­ra­le che l’accolga di buon gra­do, come se final­men­te aves­se una giu­sti­fi­ca­zio­ne per la sua man­can­za di fega­to. Ed egli è con­sa­pe­vo­le dei pro­pri erro­ri, arri­van­do a dichia­ra­re che la cau­sa del­la sua malat­tia non sono sta­te le delu­sio­ni rice­vu­te, ma il non aver pro­prio affron­ta­to la vita, l’essere fug­gi­to sem­pre da situa­zio­ni, luo­ghi, ami­ci e aman­ti, sfio­ran­do le vite altrui sen­za lasciar­vi mai un segno. Una cor­sa ver­so il fina­le che è inar­re­sta­bi­le e che comun­que ci sor­pren­de nel­la sua dram­ma­ti­ca originalità.

[dro­p­cap type=“square or cir­cle”] F [/dropcap]EDELTÀ (FICTION)

 

Cos’è la fedel­tà? E qua­li sono i suoi con­fi­ni? Resi­ste­re alla ten­ta­zio­ne signi­fi­ca rima­ne­re fede­li? For­se sì, o for­se si fini­sce per rima­ne­re aggrap­pa­ti ad un amo­re che non sod­di­sfa più e così per­de­re di vista la pro­pria vera indo­le. Mis­si­ro­li rac­con­ta tut­to que­sto attra­ver­so la vicen­da incro­cia­ta di due cop­pie, con Car­lo e Mar­ghe­ri­ta in pri­mo pia­no. In un con­te­sto in cui le cop­pie si per­do­no e si ritro­va­no, si inse­guo­no per le stra­de e i tre­ni di una cit­tà e attra­ver­so un decen­nio, la fedel­tà in fin dei con­ti risul­ta esse­re rivol­ta ver­so se stes­si piut­to­sto che ver­so il part­ner. Lo sti­le è vol­to a sor­pren­de­re il let­to­re, alter­nan­do i pun­ti di vista dei vari per­so­nag­gi in suc­ces­sio­ne, in una sor­ta di “scam­bio di ani­me”, come lo defi­ni­sce l’autore stes­so. Una can­di­da­tu­ra al Pre­mio Stre­ga che pro­fu­ma già di vittoria.

[dro­p­cap type=“square or cir­cle”] L [/dropcap]A MUSA DEGLI INCUBI (FANTASY)

 

L’attesissimo sequel de “Il sogna­to­re” di Lai­ny Tay­lor, con il qua­le si con­clu­de la saga e l’avventura di Laz­lo. Abbia­mo visto il gio­va­ne biblio­te­ca­rio orfa­no par­ti­re per sal­va­re la cit­tà di Pian­to dal­la for­tez­za che incom­be­va sopra essa lascian­do­la in una peren­ne ombra. L’abbiamo visto fare la cono­scen­za dei leg­gen­da­ri guer­rie­ri Tizer­ka­ne, par­la­re con il popo­lo di Pian­to e sco­pri­re le feri­te e la pau­ra lascia­ta loro dai Mesar­thim, le divi­ni­tà che fino a qual­che tem­po pri­ma tiran­neg­gia­va­no sui cit­ta­di­ni indi­fe­si. L’abbiamo visto entra­re in con­tat­to con gli ulti­mi super­sti­ti dei Mesar­thim, e lot­ta­re per capi­re in che fazio­ne schie­rar­si. In que­sto libro, man mano che Laz­lo impa­ra, anche noi impa­ria­mo una gran­de veri­tà: non si pos­so­no puni­re i figli per le col­pe com­mes­se dai geni­to­ri, e a vol­te le fazio­ni in cui schie­rar­si sono sol­tan­to nel­la nostra men­te. Basta rimuo­ve­re il pre­giu­di­zio, cono­sce­re le per­so­ne e il loro pun­to di vista e si capi­rà che il colo­re del­la pel­le, blu o caf­fel­lat­te, non è mai un fat­to­re discriminante.

 [dro­p­cap type=“square or cir­cle”] L [/dropcap]A LETTERA DI GERTRUD (FICTION)

Il nuo­vo roman­zo di Bjorn Lars­son, scrit­to­re sve­de­se ama­tiss­mo in Ita­lia, nel­la qua­le risie­de da diver­si anni e dove è edi­to da Iper­bo­rea, la casa edi­tri­ce che va alla ricer­ca del­le miglio­ri gem­me let­te­ra­rie del nord Euro­pa. In quest’ultima ope­ra Mar­tin Bren­ner, un uomo rea­liz­za­to sia sul lavo­ro che negli affet­ti, alla mor­te del­la madre sco­pre che que­sta gli ha sem­pre tenu­ta segre­ta la pro­pria vera iden­ti­tà di ebrea soprav­vis­su­ta ai lager, per pro­teg­ger­lo e per dar­gli la liber­tà di sce­glie­re, da adul­to, chi esse­re. Ma que­sta rive­la­zio­ne scioc­can­te sca­te­ne­rà una vera cri­si in Mar­tin, che si get­te­rà in ricer­che appro­fon­di­te per capi­re cosa signi­fi­chi con­ver­tir­si ad una reli­gio­ne cui si è sem­pre incon­scia­men­te appar­te­nu­ti, e comin­cia­re un dia­lo­go con un Dio che si è sem­pre per­ce­pi­to muto. Lars­son affron­ta il tema dell’identità e dell’appartenenza a una comu­ni­tà come gran­de biso­gno esi­sten­zia­le dell’uomo, ma lo fa con un’abilità tale da ren­de­re il libro leg­gi­bi­le tut­to d’un fia­to .

 [dro­p­cap type=“square or cir­cle”] I [/dropcap]L SECOLO ASIATICO (SAGGISTICA)

 

Dopo un seco­lo euro­peo (il XIX), uno tut­to ame­ri­ca­no (il XX), dob­bia­mo aspet­tar­ci un XXI seco­lo asia­ti­co? L’Asia è un con­ti­nen­te che imma­gi­nia­mo affol­la­to e rumo­ro­so e sì mol­to pro­dut­ti­vo, ma così lon­ta­no e diver­so dall’Occidente da non risul­ta­re dav­ve­ro una minac­cia per l’egemonia ame­ri­ca­na. Sia­mo abi­tua­ti a fun­ge­re da model­lo per la cre­sci­ta dei vari Pae­si asia­ti­ci, mai dav­ve­ro al nostro livel­lo.  E se inve­ce que­sto livel­lo l’avessero rag­giun­to e supe­ra­to, se stes­si­mo andan­do incon­tro a un’“asiatizzazione” a tut­to ton­do, per cui dovrem­mo non solo dipen­de­re dal­la pro­du­zio­ne asia­ti­ca, ma anche con­for­mar­ci alla cul­tu­ra ed ai cano­ni este­ti­ci, che ora sia­mo inve­ce noi occi­den­ta­li a det­ta­re? Khan­na affron­ta i pos­si­bi­li sce­na­ri e i timo­ri susci­ta­ti da un plau­si­bi­le “Asia Fir­st”. In usci­ta il 7 marzo.

 

Con­di­vi­di:
Michela La Grotteria
Made in Geno­va. Leg­go di tut­to per capi­re come gli altri vedo­no il mon­do, e scri­vo per dire come lo vedo io. Amo le pal­li­ne di Nata­le, la focac­cia nel cap­puc­ci­no e i tet­ti parigini.