Figurati l’amore, ce lo dice Mox

Figu­ra­ti l’amore è una fra­se det­ta da chi ormai non ci cre­de più o, in real­tà, ha appe­na ini­zia­to a far­lo: que­sto il tito­lo dell’album d’e­sor­dio del can­tan­te Mox, usci­to lo scor­so 7 dicem­bre per la casa disco­gra­fi­ca Maci­ste Dischi e anti­ci­pa­to da alcu­ni sin­go­li rila­scia­ti in precedenza.

Nove tracce, una chitarra e tanta poesia.

Pub­bli­ca­to ormai tre mesi fa, Figu­ra­ti l’amore fa anco­ra par­la­re di sé. Da mar­zo, infat­ti, il mene­strel­lo roma­no ripren­de­rà il suo tour facen­do tap­pa nei club del­le prin­ci­pa­li cit­tà ita­lia­ne e farà can­ta­re chi da tem­po aspet­ta­va di poter assi­ste­re a un suo con­cer­to e can­ta­re a memo­ria i suoi ritornelli.

Per chi non lo conoscesse ancora, invece, Mox è un cantautore romano d’adozione che non ha bisogno di molti fronzoli per scrivere i suoi versi e per arrivare dritto al cuore di chi lo ascolta.

Paro­le faci­li, fra­si auten­ti­che: l’album di Mar­co San­to­ro, in arte Mox, è sem­pli­ce­men­te bello.
Pre­men­do il tasto play per far par­ti­re uno qual­sia­si dei nove bra­ni, ci sem­bra di esse­re sdra­ia­ti sot­to una pal­ma, con la brez­za del mare che ci sfio­ra la pun­ta del naso, ma allo stes­so tem­po anche chiu­si in came­ra, a guar­da­re dal­la fine­stra la piog­gia che cade in un gior­no d’autunno. Tut­to dipen­de dal­lo sta­to d’animo con cui lo si ascol­ta e da come cia­scu­no deci­de di inter­pre­ta­re le sto­rie che Mox ci regala.

L’album si apre con Super Fan­ta­sti­ca, e que­ste due paro­le sono le stes­se che uti­liz­ze­rem­mo pro­prio per descri­ve­re il bra­no. Par­la­re d’amore non è faci­le e mol­to spes­so è bana­le. L’amore che can­ta Mox è sot­te­so. San Loren­zo è la trac­cia con cui si è fat­to cono­sce­re il can­tau­to­re, rila­scia­ta come sin­go­lo lo scor­so 31 Ago­sto. Un buon ini­zio che ha dato spa­zio al pro­get­to vero e pro­prio dell’artista.

Mox, come già det­to, ha volu­to anti­ci­pa­re l’uscita di Figu­ra­ti l’amore con altri due bra­ni: Lac­ciAd Maio­ra. Il pri­mo mol­to diret­to e allo stes­so tem­po anche sim­pa­ti­co, con qual­che rima qua e là e la chi­tar­ra che non man­ca mai. Il secon­do, inve­ce, segue l’onda indie che ormai sta spaz­zan­do via la musi­ca ita­lia­na degli anni due­mi­la, por­tan­do­ci sia indie­tro nel tem­po sia in avan­ti, in un futu­ro che ormai sta diven­tan­do sem­pre più chiaro.

Chia­ma­re Mox il nuo­vo Cre­mo­ni­ni può esse­re un po’ azzar­da­to? Il sound c’è, i rac­con­ti anche, uno can­ta Qual­co­sa di gran­de, l’altro Qual­co­sa di speciale.

Mara è la can­zo­ne che con­tie­ne il tito­lo dell’album. È una can­zo­ne sen­za tem­po. Se la si ascol­tas­se sen­za cono­sce­re l’identità di chi sta can­tan­do, con un po’ di ama­rez­za e nostal­gia, pro­ba­bil­men­te ci ver­reb­be­ro in men­te i pro­ta­go­ni­sti del can­tau­to­ra­to del pas­sa­to. Quel pas­sa­to che trop­po spes­so man­ca alla musi­ca ita­lia­na di oggi.

“Mara ama­va ama­re ma anche il mare
Fini­sce pri­ma o poi, figu­ra­ti l’amore
Mara ma che male, ma che male
Cos’è ser­vi­to ave­re ama­to a fare?”

Con que­ste paro­le, inter­pre­ta­te da una voce strug­gen­te, Mox ci ripor­ta al mare e al ven­to fred­do del­le not­ti di fine esta­te. Poi, dopo aver­ci ripor­ta­ti a casa, ci per­met­te di ama­re il suo album e di far­lo tut­to nostro.

Arti­co­lo di Mar­ti­na Rubini 

Martina Rubini
“La vita imi­ta l’arte” e io ci cre­do. Appas­sio­na­ta di musi­ca e stu­den­tes­sa di eco­no­mia. Scri­vo per­ché è bel­lo, è bel­lo per­ché scrivo.
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“La vita imita l’arte” e io ci credo. Appassionata di musica e studentessa di economia. Scrivo perché è bello, è bello perché scrivo.