Lotto marzo: intervista a Giulia Pacilli

Lotto marzo: intervista a Giulia Pacilli -Vulcano Statale

Lo scio­pe­ro gene­ra­le glo­ba­le del­l’8 mar­zo 2019, orga­niz­za­to da Non una di meno, ha por­ta­to 15 mila per­so­ne a scen­de­re in piaz­za a Mila­no per rifiu­ta­re ruo­li e gerar­chie di gene­re, per pro­te­sta­re con­tro le vio­len­ze sul­le don­ne e le discri­mi­na­zio­ni, ma più in gene­ra­le per schie­rar­si con­tro ogni for­ma di vio­len­za e molestia.

Uno scio­pe­ro che ha dife­so gli attac­chi alla liber­tà di abor­ti­re, ha rifiu­ta­to il patriar­ca­to e il raz­zi­smo, si è schie­ra­to con­tro il DDL Pil­lon, il Red­di­to di cit­ta­di­nan­za e i sopru­si in cam­po lavo­ra­ti­vo che le don­ne sono costret­te a subi­re in maternità.

Uno sciopero che grazie al movimento Non una di meno ha permesso alla giornata dell’8 marzo di tornare ad un significato che si ricolleghi più al senso di una protesta e meno a una festa.

Come si leg­ge sul mani­fe­sto per lo scio­pe­ro, si par­la di mani­fe­sta­re per inven­ta­re un tem­po nuo­vo, una voglia di cam­bia­men­to che, con­si­de­ran­do i dati degli scio­pe­ri di que­st’an­no, è sta­ta urla­ta a gran voce in mol­tis­si­me cit­tà del mon­do. Segno chia­ro di un desi­de­rio comu­ne, del biso­gno di intra­pren­de­re una nuo­va dire­zio­ne, che è sen­z’al­tro neces­sa­rio oltre che giusto.

Non si può dire che que­sta sia una ten­den­za con­di­vi­sa da tut­ti, come si evin­ce dal volan­ti­no dif­fu­so pochi gior­ni pri­ma dell’8 mar­zo dal­la Lega Gio­va­ni Sal­vi­ni Pre­mier di Cro­to­ne, dal­l’at­ti­tu­di­ne spic­ca­ta­men­te ses­si­sta. Inol­tre, nel volan­ti­no si può leg­ge­re che offen­de la digni­tà del­la don­na chi sostiene:

una cul­tu­ra poli­ti­ca che riven­di­ca una sem­pre più mar­ca­ta auto­de­ter­mi­na­zio­ne del­la don­na che susci­ta un atteg­gia­men­to ran­co­ro­so e di lot­ta nei con­fron­ti dell’uomo

L’au­to­de­ter­mi­na­zio­ne sui pro­pri cor­pi con­tro le vio­len­ze era uno dei pun­ti fon­da­men­ta­li del­lo scio­pe­ro del­lo scor­so 8 mar­zo, ma in nes­sun caso è sta­to soste­nu­to un atteg­gia­men­to ran­co­ro­so nei con­fron­ti del­l’u­ni­ver­so maschi­le. Anzi, il movi­men­to Non una di meno ha pro­mos­so anche diver­se atti­vi­tà in piaz­za fina­liz­za­te pro­prio a un ribal­ta­men­to degli ste­reo­ti­pi di gene­re, che han­no visto l’uo­mo pro­ta­go­ni­sta e allea­to fon­da­men­ta­le nel­la lot­ta per la con­qui­sta del­la parità.

Di ste­reo­ti­pi di gene­re abbia­mo par­la­to anche con Giu­lia Pacil­li, la ven­ti­duen­ne fini­ta nel miri­no social di Mat­teo Sal­vi­ni per ben due vol­te. La pri­ma con­di­vi­sio­ne di una sua foto da par­te del­l’al­lo­ra euro­de­pu­ta­to era avve­nu­ta in segui­to al cor­teo anti­raz­zi­sta mila­ne­se dopo i fat­ti di Mace­ra­ta, nel feb­bra­io 2018, dove Giu­lia ave­va mani­fe­sta­to alzan­do un car­tel­lo che por­ta­va la scrit­ta: “Stra­nie­ri, non lascia­te­ci soli con i fascisti”.

Il secon­do epi­so­dio que­st’an­no, in segui­to al cor­teo “Peo­ple”. L’at­tua­le Mini­stro del­l’In­ter­no a distan­za di un anno dagli scor­si avve­ni­men­ti non si è smen­ti­to, e ha nuo­va­men­te sot­to­po­sto Giu­lia alla gogna media­ti­ca, ser­ven­do su un piat­to d’ar­gen­to ai suoi soste­ni­to­ri l’oc­ca­sio­ne per scher­ni­re e insul­ta­re per l’en­ne­si­ma vol­ta la ragazza.

Qui la nostra video-intervista:

Foto­gra­fie di Luca Pagani. 

 

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Arianna Preite
Stu­den­tes­sa di Let­te­re Moderne.
Mi appas­sio­na­no le con­ver­sa­zio­ni sti­mo­lan­ti, ma non le chiac­chie­re di pri­ma mattina.