Verona blindata per il Congresso della Famiglia: c’è un’Italia che dice NO

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Aria tesa a Vero­na, fra dibat­ti­ti e mani­fe­sta­zio­ni con­tro il 13° Con­gres­so mon­dia­le del­la famiglia.

Ieri a Vero­na han­no sfi­la­to in miglia­ia alla gran­de mani­fe­sta­zio­ne orga­niz­za­ta da Non una di meno per dire no al con­ser­va­to­ri­smo estre­mo del Fami­ly Day. Noi di Vul­ca­no era­va­mo lì già dal mat­ti­no, quan­do un grup­po di dis­si­den­ti si è espres­so in dife­sa dei dirit­ti di don­ne, bam­bi­ni e LGBT davan­ti a Palaz­zo Bra, luo­go dove si è tenu­to il Con­gres­so. Abbia­mo poi par­te­ci­pa­to al colo­ra­tis­si­mo corteo.

Interviste davanti a Palazzo Bra

Davan­ti a Palaz­zo Bra, il gine­co­lo­go Sil­vio Via­le, con­vin­to Radi­ca­le e con­tra­rio ai dibat­ti­ti anti-abor­to, afferma:

La dina­mi­ca del­la leg­ge 194 non si può sche­ma­tiz­za­re in abor­to sí/no, ma ci voglio­no i ser­vi­zi: in Ita­lia l’a­bor­to medi­co costa il dop­pio che negli altri pae­si euro­pei” e lan­cia una frec­cia­ti­na: “Qui par­la­no di sep­pel­li­re i feti abor­ti­ti volon­ta­ria­men­te ma non spon­ta­nea­men­te, per­ché pro­ba­bil­men­te non sono figli di nessuno.

Poco dopo, con­tra­ri all’a­bor­to, arri­va­no i mili­ta­ri del­la Bri­ga­ta para­ca­du­ti­sti “Fol­go­re” che, però, alle doman­de dei gior­na­li­sti pre­fe­ri­sco­no non repli­ca­re, andan­do­se­ne velo­ce­men­te. Intan­to davan­ti a Palaz­zo Bra sfi­la­no car­tel­li come “meglio un fal­lo di gom­ma che un feto di gom­ma”, in rife­ri­men­to al discus­so gad­get dif­fu­so al Congresso.

Nadia De Pao­li, dei Sen­ti­nel­li, sot­to­li­nea su una ban­die­ra arco­ba­le­no come inve­ce “l’a­mo­re vero non discri­mi­na” e dichia­ra: “Mi ver­go­gno di esse­re vero­ne­se davan­ti a que­ste per­so­ne, per for­tu­na c’è chi la pen­sa diver­sa­men­te”. E tra que­ste per­so­ne c’è un pasto­re orto­dos­so che insi­ste: “La fami­glia è minac­cia­ta dai media: noi voglia­mo una fami­glia basa­ta su papà e mam­ma; le per­so­ne han­no la liber­tà di fare quel­lo che voglio­no, ma la fami­glia non può esse­re fat­ta da un paren­te A e un paren­te B”. Pec­ca­to che sia poi sta­to costret­to ad andar­se­ne tra i fischi e gli insul­ti, scor­ta­to dai carabinieri.

Il corteo per la difesa dei diritti

Il radu­no ha inve­ce avu­to luo­go pres­so la sta­zio­ne di Por­ta Nuo­va alle 14.30 e da lì ha per­cor­so il cen­tro cit­tà. Pre­sen­ti, tra gli altri,  i grup­pi Non una di meno di varie cit­tà da tut­ta Ita­lia, i comi­ta­ti Arci­gay, Cgil, Sen­ti­nel­li, tut­ti uni­ti per dire che non esi­ste fami­glia tra­di­zio­na­le, riven­di­can­do il dirit­to dei sin­go­li di costrui­re la pro­pria fami­glia solo sul fon­da­men­to del­l’a­mo­re, sen­za che una “tipo­lo­gia” di fami­glia sia defi­ni­ta miglio­re, più natu­ra­le o più legit­ti­ma del­le altre. Uno dei momen­ti più rile­van­ti del­la mani­fe­sta­zio­ne si è svol­to a Por­ta Cit­ta­del­la, dove la fol­la si è riu­ni­ta espri­men­do dis­sen­so e recla­man­do l’ac­ces­so in piaz­za Bra, che però rima­ne­va blin­da­ta con bar­ri­ca­te, camion e per­so­na­le del­le for­ze del­l’or­di­ne. Intan­to l’a­rea era sor­vo­la­ta da nume­ro­si eli­cot­te­ri del­la Poli­zia di Sta­to, for­se adi­bi­ti a con­trol­lo del cor­teo e al tra­spor­to dei mini­stri Sal­vi­ni, Fon­ta­na e Bus­set­ti e del­la capo-par­ti­to di Fra­tel­li d’Italia Gior­gia Melo­ni, arri­va­ti nel pome­rig­gio. Il segna­le è sta­to for­te: i cit­ta­di­ni ita­lia­ni si impe­gna­no per la tute­la dei dirit­ti acqui­si­ti e per la pari digni­tà del­le per­so­ne e dico­no NO all’idea che pos­sa esi­ste­re una fami­glia più degna del­le altre.

Foto di Lau­ra Colombi

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Laura Colombi
Mi pon­go doman­de e dif­fon­do le mie idee attra­ver­so la scrit­tu­ra e la musi­ca, che sono le mie passioni.