BookAdvisor, novità editoriali

Il 5 di ogni mese, 5 libri per tutti i gusti: BookAdvisor è la rubrica mensile che raccoglie e presenta le novità editoriali scelte dalla nostra redazione. Buona lettura!

 

Illu­stra­zio­ne di Ludo­vi­ca Mara­ni, rubri­ca cura­ta da Miche­la La Grotteria

NARRATIVA
[dropcap type=“square or circle”] T [/dropcap]renta Denari (una storia d’amore) (Recensione di Francesca Rubini)

Trenta denari- vulcano statale

Il 14 mar­zo è usci­to Tren­ta dena­ri (Una sto­ria d’amore), il quar­to roman­zo di Pao­lo Piz­za­to edi­to da Pro­spe­ro Edi­to­re. Pro­ta­go­ni­sta è Alber­to, un gio­va­ne uomo, spo­sa­to, con due figli, sul pro­cin­to di tra­di­re la moglie. E no, non è uno spoi­ler que­sto. Ma è il moti­vo per cui Alber­to si sve­glia nel cuo­re del­la not­te, pre­ci­sa­men­te alle 3.53. Si sve­glia sdra­ia­to accan­to alla moglie Matil­de, e dà avvio a un flus­so di pen­sie­ri che ci accom­pa­gne­rà per tut­to il roman­zo, facen­do sì che l’impressione sia quel­la di esse­re nel­la sua men­te e tor­men­tar­ci insie­me a lui. Sco­pri­re­mo le sue ango­sce, qua­li sono le sue spe­ran­ze e ci rac­con­te­rà attra­ver­so una serie di fla­sh­back da cosa nasce l’eccitazione per quel pros­si­mo incon­tro. Un incon­tro che ci vie­ne pre­sen­ta­to già come un sicu­ro tra­di­men­to. Sicu­rez­za che sce­me­rà man mano che la not­te va avanti.

NARRATIVA
[dropcap type=“square or circle”] C [/dropcap]at Person (recensione di Michela La Grotteria)

Cat person

La rac­col­ta di rac­con­ti più atte­sa dell’anno, da quan­do una del­le sto­rie con­te­nu­te, quel­la che dà il nome al libro, si dimo­strò esse­re il rac­con­to più let­to sul New Yor­ker, non­ché il secon­do arti­co­lo più clic­ca­to del­lo scor­so anno. L’intero libro è un viag­gio nei desi­de­ri uma­ni, quel­li più repres­si, quel­li incon­fes­sa­bi­li anche a se stes­si. Sto­rie d’orrore e di cri­mi­ne si alter­na­no a bana­lis­si­me situa­zio­ni quo­ti­dia­ne di medio­cri­tà, vis­su­te però da per­so­nag­gi con una men­te tor­men­ta­ta. C’è un eter­no sca­po­lo che sca­ri­ca una don­na dopo l’altra, e nel frat­tem­po sogna di infil­za­re que­ste don­ne con un col­tel­lo, e che loro lo desi­de­ri­no. C’è una ragaz­za riser­va­ta e pun­tua­le sul lavo­ro, che desi­de­ra mor­de­re i suoi col­le­ghi maschi, e che li accu­sa di aver­la mole­sta­ta quan­do non può trat­te­ner­si. La Rou­pe­nian sca­va nel pro­fon­do di cia­scu­no di noi, met­ten­do qua­si a disa­gio il let­to­re con il suo esse­re asso­lu­ta­men­te poli­ti­cal­ly scorrect.

SAGGISTICA
[dropcap type=“square or circle”] I [/dropcap] tre fratelli che non dormivano mai (recensione di Michela La Grotteria)

I tre fratelli che non dormivano ma

Un bre­ve sag­gio sui distur­bi del son­no (aspet­ta­te, non è noio­so come sem­bra!) in cui Giu­sep­pe Plaz­zi rac­con­ta i casi più assur­di di pazien­ti che sono capi­ta­ti nel­la sua cli­ni­ca del son­no. Avven­tu­re not­tur­ne che sem­bra­no pos­ses­sio­ni, para­li­si not­tur­ne, per­so­ne che si tro­va­no a pren­de­re a pugni incon­scia­men­te il pro­prio part­ner o che agi­sco­no nei pro­pri sogni, ad occhi aper­ti: per­chè quan­do la por­ta tra mon­do rea­le e mon­do dell’inconscio vie­ne aper­ta, chis­sà qua­li demo­ni pos­so­no fuo­riu­scir­ne e tor­men­ta­re il nostro sonno.

NARRATIVA
[dropcap type=“square or circle”] I[/dropcap]o Khaled vendo uomini e sono innocente (recensione di Luca D’Andrea)

Io Khaled vendo uomini e sono innocente 

Kha­led è un traf­fi­can­te di uomi­ni che vive in un con­te­sto dove vige anco­ra la leg­ge del­la natu­ra: il più for­te pre­va­le. Que­sto libro par­la di Libia e di come l’Occidente sia inca­pa­ce di com­pren­de­re i suoi pro­ble­mi, ma soprat­tut­to par­la di uomi­ni e di don­ne. Ven­go­no rac­con­ta­ti due mon­di tan­to diver­si quan­to simi­li: da una par­te i libi­ci che han cre­du­to che la rivo­lu­zio­ne avreb­be por­ta­to pro­spe­ri­tà, ma che ora si tro­va­no a com­bat­te­re gior­no per gior­no per por­ta­re a casa il cibo alla fami­glia, e dall’altra i migran­ti nei cam­pi di deten­zio­ne che sono trat­ta­ti come ogget­ti senz’anima, tor­tu­ra­ti, stu­pra­ti e deru­ba­ti. Kha­led e le sue vit­ti­me con­di­vi­do­no un sogno: lasciar­si tut­to alle spal­le per una vita miglio­re. I migran­ti desi­de­ra­no dimen­ti­car­si la fame e la sof­fe­ren­za, e voglio­no rag­giun­ge­re l’Europa, Kha­led vuo­le com­pra­re del­le case e cam­bia­re vita, dimen­ti­can­do­si del­le bru­ta­li­tà, neces­sa­rie e ine­vi­ta­bi­li secon­do lui, che ha com­piu­to per rag­giun­ge­re que­sto obiettivo.
La real­tà però è ben diver­sa dal­le loro aspi­ra­zio­ni: i traf­fi­can­ti con­ti­nua­no a ucci­de­re e i migran­ti a morire.

NARRATIVA

[dropcap type=“square or circle”] D[/dropcap]ivorare il cielo (recensione di Anna Bottolo)

Divorare il cielo

Die­ci anni dopo il roman­zo d’esordio La soli­tu­di­ne dei nume­ri pri­mi, Pao­lo Gior­da­no pub­bli­ca per Einau­di Divo­ra­re il cie­lo. Si trat­ta di una nar­ra­zio­ne che intrec­cia le vite di Tere­sa, Bern, Tom­ma­so e Nico­la: quat­tro ado­le­scen­ti che si incon­tra­no in una cal­da esta­te di qual­che anno fa nel­la sel­vag­gia Puglia di Spe­zia­le, ter­ra in cui vivo­no i tre ragaz­zi e pae­se d’origine del padre di Tere­sa. La nar­ra­zio­ne segue l’evoluzione – e in cer­ti casi l’involuzione – dei per­so­nag­gi per cir­ca vent’anni del­le loro vite, rac­con­tan­do­ne l’amicizia, l’amore e il disgre­gar­si di rap­por­ti che da gio­va­ni sem­bra­no una cer­tez­za indis­so­lu­bi­le, ma che cre­scen­do muta­no radi­cal­men­te. I per­so­nag­gi sono attrat­ti come cala­mi­te dal tene­bro­so Bern, un ragaz­zo affa­sci­nan­te, inten­so ma sem­pre in ten­sio­ne ver­so l’impossibile. Toc­can­do anche le tema­ti­che dell’ambientalismo, dell’omosessualità e del­la ricer­ca del­la feli­ci­tà, Pao­lo Gior­da­no scri­ve una sto­ria in cui la poten­za dei per­so­nag­gi, la por­ta­ta dei loro lega­mi e del­le loro vite cat­tu­ra l’attenzione del let­to­re già dal­le pri­me righe del capi­to­lo ini­zia­le, che rac­con­ta l’incontro dei quat­tro pro­ta­go­ni­sti in una pisci­na al chia­ro di luna.

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Michela La Grotteria
Made in Geno­va. Leg­go di tut­to per capi­re come gli altri vedo­no il mon­do, e scri­vo per dire come lo vedo io. Amo le pal­li­ne di Nata­le, la focac­cia nel cap­puc­ci­no e i tet­ti parigini.