Cittadinanza e ius soli: le contraddizioni della destra in Italia

All’in­do­ma­ni del­la pole­mi­ca tra il vice­pre­mier Sal­vi­ni e il pri­mo cit­ta­di­no di Mila­no, Giu­sep­pe Sala, cir­ca l’ap­pel­lo di Ramy, ”eroe” del­la tra­ge­dia sfio­ra­ta il 20 mar­zo sul pull­man nel­le vici­nan­ze di San Dona­to mila­ne­se, si riac­cen­de la discus­sio­ne sul dirit­to alla cit­ta­di­nan­za nel nostro paese.

Il ragaz­zo, die­tro sol­le­ci­to dei geni­to­ri, ha infat­ti richie­sto all’attuale gover­no di otte­ne­re la cit­ta­di­nan­za ita­lia­na per moti­vi di meri­to, dal momen­to che gra­zie alla sua tele­fo­na­ta alle for­ze del­l’or­di­ne ha per­mes­so un’a­zio­ne di soc­cor­so tem­pe­sti­va e quin­di la fuga dei pas­seg­ge­ri dal mezzo.

Ora, senza entrare nei meriti dell’accaduto, sorge spontanea una riflessione: cosa vuol dire e cosa implica essere cittadini italiani? Qual è la norma vigente sulla cittadinanza nel nostro paese?

Il sito del Mini­ste­ro degli Inter­ni defi­ni­sce il ter­mi­ne cit­ta­di­nan­za come:

Il rap­por­to tra un indi­vi­duo e lo Sta­to […] al qua­le l’ordinamento giu­ri­di­co ricol­le­ga la pie­nez­za dei dirit­ti civi­li e politici.

Si trat­ta quin­di di uno sta­tus giu­ri­di­co cir­ca i dirit­ti — e gli impli­ci­ti dove­ri — rico­no­sciu­ti dal­lo Sta­to, non di una que­stio­ne cul­tu­ra­le o d’i­den­ti­tà nazio­na­le, che non ven­go­no nem­me­no cita­te e che, pos­so­no sem­mai con­si­de­rar­si una rica­du­ta, un effet­to. Secon­do la nor­ma vigen­te in Ita­lia la cit­ta­di­nan­za è otte­nu­ta attra­ver­so il prin­ci­pio del­lo iure san­gui­nis, “dirit­to di san­gue”, ovve­ro di discen­den­za da alme­no un geni­to­re o avo già in pos­ses­so del­la stes­sa, o in via ecce­zio­na­le per nasci­ta da geni­to­ri igno­ti o apo­li­di. Inol­tre può esse­re richie­sta dai cit­ta­di­ni stra­nie­ri resi­den­ti sul ter­ri­to­rio ita­lia­no da alme­no 10 anni, secon­do alcu­ne con­di­zio­ni tra cui l’as­sen­za di rea­ti pena­li, con­di­zio­ne appli­ca­ta anche ai rispet­ti­vi figli secon­do natu­ra­liz­za­zio­ne. Altri casi che con­sen­to­no di avvia­re i pro­ce­di­men­ti per la cit­ta­di­nan­za sono il matri­mo­nio con un cittadino/a italiano/a e il com­pi­men­to del diciot­te­si­mo anno d’e­tà, per i figli di stra­nie­ri nati in Ita­lia. I tem­pi d’at­te­sa pos­so­no varia­re a secon­da del­lo sta­to di pro­ve­nien­za, ad esem­pio basta­no 5 anni per i cit­ta­di­ni europei.

Di con­se­guen­za, tut­ti colo­ro che sono nati nel nostro pae­se da geni­to­ri stra­nie­ri i qua­li non pos­sie­do­no la cit­ta­di­nan­za ita­lia­na ven­go­no esclu­si dal­la stes­sa: i dirit­ti loro rico­no­sciu­ti sono quel­li garan­ti­ti dal­lo Sta­to d’ap­par­te­nen­za, con dif­fe­ren­ze di non poco con­to, come sappiamo.

L’a­spet­to più rile­van­te è for­se quel­lo lega­to all’auto­ma­ti­co otte­ni­men­to del­la cit­ta­di­nan­za euro­pea pre­vi­sto dal Trat­ta­to di Maa­stri­cht del ‘92 che per­met­te, tra l’al­tro, la libe­ra cir­co­la­zio­ne nel­l’U­nio­ne. Qui entra in cam­po lo Ius soli, “dirit­to al suo­lo”, prin­ci­pio già intro­dot­to nel­l’an­ti­co impe­ro roma­no, secon­do il qua­le chi è nato in un pae­se deve gode­re anche for­mal­men­te del­la cit­ta­di­nan­za nel­lo stesso.

Gli stra­nie­ri nati in Ita­lia potreb­be­ro allo­ra cir­co­la­re nel­l’U­nio­ne euro­pea e sareb­be quin­di favo­ri­ta l’emigrazione, even­tua­li­tà che a mol­ti non dovreb­be affat­to dispia­ce­re, con­si­de­ra­ti i mol­ti oppo­si­to­ri all’im­mi­gra­zio­ne. Pur­trop­po, visto il cli­ma di raz­zi­smo in costan­te cre­sci­ta, l’ap­pro­va­zio­ne del­lo Ius soli sareb­be mol­to impo­po­la­re, tan­to da non esse­re sta­to por­ta­to a com­pi­men­to nem­me­no dal­la pre­ce­den­te legi­sla­tu­ra di sini­stra; inol­tre i pae­si euro­pei, e in par­ti­co­la­re quel­li più ric­chi, sono spa­ven­ta­ti dal­la rica­du­ta di un feno­me­no di immi­gra­zio­ne di tale por­ta­ta, del resto già scon­giu­ra­ta con la costru­zio­ne di muri e la mili­ta­riz­za­zio­ne del­le frontiere.

Insom­ma, tut­to resta com’è: in poli­ti­ca, anco­ra una vol­ta, sono più impor­tan­ti gli equi­li­bri nazio­na­li e sovra­na­zio­na­li che i rea­li inte­res­si del­le persone.

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Laura Colombi
Mi pon­go doman­de e dif­fon­do le mie idee attra­ver­so la scrit­tu­ra e la musi­ca, che sono le mie passioni.