Body Positivity: il trend evergreen

Per quan­ta self con­fi­den­ce cre­dia­mo di ave­re, nei mesi che pre­ce­do­no l’estate quan­ti di noi (sì, maschi e fem­mi­ne, nes­su­no esclu­so) si sono det­ti “oddio è già arri­va­ta l’ora del­la pro­va costu­me”? Come se non bastas­se­ro gli esa­mi uni­ver­si­ta­ri, lo stress di fine anno o la matu­ri­tà, in esta­te ci com­pli­chia­mo la vita aggiun­gen­do quest’altra inu­ti­le pro­va da superare.

I fit­ness addic­ted rispon­de­ran­no che il duro lavo­ro si deve fare in inver­no, per otte­ne­re otti­mi risul­ta­ti da sfog­gia­re in spiag­gia, altri inve­ce ricor­re­ran­no a die­te dell’ultimo minu­to o a rime­di detox poco pia­ce­vo­li, altri anco­ra si dispe­re­ran­no ed alcu­ni pun­te­ran­no sul­la simpatia.

Ma se un giorno ci accorgessimo che tutto questo stress non ha realmente senso?

Se le paro­le d’ordine, non solo del­la nostra esta­te 2019, ma di tut­te le sta­gio­ni a veni­re, diven­tas­se­ro body posi­ti­vi­ty, self con­fi­den­ce e self love? A mag­gio, H&M ha fat­to brec­cia nel cuo­re del­le don­ne pro­prio per que­sto: ha crea­to una cam­pa­gna di costu­mi sce­glien­do model­le com­ple­ta­men­te natu­ra­li, ognu­na con le pro­prie imper­fe­zio­ni, par­ti­co­la­ri­tà, sma­glia­tu­re inclu­se: ha scel­to don­ne che mostra­no con orgo­glio se stesse.

Le model­le sono a pro­prio agio e sicu­re di sé (per­ché non dovreb­be­ro!?), indos­sa­no biki­ni, trian­go­li, costu­mi cut out, costu­mi inte­ri, sgam­ba­ti o a vita alta. Il lan­cio di que­sta cam­pa­gna ha sca­te­na­to sui social oltre 700 com­men­ti e più di 150 mila like in pochis­si­me ore, qua­si che le per­so­ne, veden­do que­ste model­le abbia­no tira­to un sospi­ro di sol­lie­vo e abbia­no det­to “final­men­te qual­cu­no come noi, qual­cu­no di rea­le”. Sì, per­ché il brand sve­de­se H&M ha deci­so non solo di non foto­gra­fa­re model­le con cor­pi scul­to­rei, per­fet­ti secon­do gli stan­dard di magrez­za e bel­lez­za degli ulti­mi decen­ni, ma sem­bra abbia addi­rit­tu­ra ridot­to se non addi­rit­tu­ra abo­li­to l’utilizzo di ritoc­chi foto­gra­fi­ci invasivi.

Il Body Posi­ti­vi­ty è un movi­men­to ric­co di sfac­cet­ta­tu­re che ha anni di sto­ria alle spal­le, ma che fati­ca a dif­fon­der­si in una socie­tà in cui l’apparenza e la ricer­ca qua­si osses­si­va del­la per­fe­zio­ne sono all’ordine del gior­no e davan­ti ai nostri occhi appe­na apria­mo Insta­gram, accen­dia­mo la TV a cola­zio­ne o vedia­mo depliant pub­bli­ci­ta­ri. Ulti­ma­men­te, mol­ti brand lega­ti alla cosme­si, agli acces­so­ri ed all’abbigliamento in modo spe­ci­fi­co, han­no intra­pre­so scel­te vol­te a far sen­ti­re il pro­prio clien­te com­fy piut­to­sto che per­fet­to. Che poi, per­fet­to in base a cosa?

Se sia­mo sta­ti noi stes­si o meglio la nostra socie­tà a crea­re ido­li a cui asso­mi­glia­re per rag­giun­ge­re una pre­sun­ta cer­chia di bel­li e impos­si­bi­li, pos­sia­mo anche deci­de­re di sman­tel­la­re tut­te que­ste idee e chie­der­ci: vale la pena aspi­ra­re ad una per­fe­zio­ne che con­cre­ta­men­te non esi­ste?! La paro­la per­fe­zio­ne deri­va dal lati­no per­fec­tum, che signi­fi­ca sta­ti­co, fini­to, con­clu­so: esat­ta­men­te il nostro oppo­sto! Noi sia­mo vivi, in con­ti­nuo cam­bia­men­to e dive­ni­re: voler esse­re per­fet­ti può esse­re solo un paradosso.

Ad alcu­ni sem­bre­ran­no soli­te fra­si fat­te o vani ten­ta­ti­vi di scar­di­na­re un siste­ma tal­men­te inse­ri­to nel­la nostra socie­tà che nes­su­na pub­bli­ci­tà e brand potran­no mai distrug­ge­re, ma è pale­se l’adesione con­ti­nua e l’impatto posi­ti­vo che han­no sui social que­ste pro­mo­zio­ni ed ini­zia­ti­ve che sem­bra­no coin­vol­ge­re qual­sia­si fascia d’età.

Che sia un buon esempio per le nuove generazioni? Che sia semplicemente un invito ad amarsi di più e a sentirsi bene con sé stessi e con il proprio corpo, prima di pensare ai giudizi della gente?

Che sia­no cam­pa­gne che non avran­no segui­to? Che sia mera stra­te­gia di mar­ke­ting? Nes­su­no può saper­lo, però anda­re in metro­po­li­ta­na e vede­re una model­la simi­le a te pren­de­re il sole sen­za ver­go­gnar­si del­le pro­prie sma­glia­tu­re ed anzi, andar­ne fie­ra, per­ché ognu­no è bel­lo pro­prio per­ché è imper­fet­to, aiu­ta a vede­re il mon­do in un modo più natu­ra­le, sem­pli­ce­men­te per­ché più vero.

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Caterina Cerio
Vivo a Mila­no ma sono inna­mo­ra­ta di Sivi­glia, dove ho fat­to il pri­mo Era­smus. Amo il sole, il mare e la buo­na com­pa­gnia. Mi pia­ce cono­sce­re cose nuo­ve e l’arte in gene­ra­le con tut­ti gli sti­mo­li che dà.

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