BookAdvisor, novità editoriali

Il 5 di ogni mese, 5 libri per tutti i gusti: BookAdvisor è la rubrica mensile che raccoglie e presenta le novità editoriali scelte dalla nostra redazione. Buona lettura!

 

Illu­stra­zio­ne di Ludo­vi­ca Mara­ni, rubri­ca cura­ta da Miche­la La Grotteria

SAGGISTICA
[dropcap type=“square or circle”] M [/dropcap]ussolini ha fatto anche cose buone. Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo (recensione di Michela La Grotteria)

“Lui pen­sa­va alle boni­fi­che, i poli­ti­ci di oggi pen­sa­no ai bonifici!1!”, “Comun­que era un gran­de urba­ni­sta”, “Ha dato assi­sten­za gra­tui­ta a tut­ti gli ita­lia­ni!”. Sono solo alcu­ni dei mol­ti com­men­ti che ven­go­no piaz­za­ti ogni gior­no sui social da agguer­ri­ti nostal­gi­ci del fasci­smo, che vor­reb­be­ro pro­pu­gna­re l’idea che il duce fos­se sì un po’ rigi­do nel far rispet­ta­re l’ordine e nell’assegnare puni­zio­ni, ma comun­que un gran­de sta­ti­sta con in men­te sem­pre e solo il benes­se­re degli ita­lia­ni. Come la mag­gior par­te di noi sa, que­ste infor­ma­zio­ni sono infon­da­te, del­le vere e pro­prie fake news che sono fer­men­ta­te duran­te decen­ni tra­scor­si nel ten­ta­ti­vo di ria­bi­li­ta­re l’Italia sul­la scac­chie­ra euro­pea e inter­na­zio­na­le. Ma quan­to, di pre­ci­so, la real­tà del Ven­ten­nio si disco­sta dall’idea che mol­ti ne han­no oggi? Fran­ce­sco Filip­pi ana­liz­za una ad una le bufa­le in cir­co­la­zio­ne, illu­stra i moti­vi per cui si sono for­ma­te e smon­ta le fal­se cre­den­ze per mez­zo del­la veri­tà sto­ri­ca. Un libro che è impor­tan­te leg­ge­re oggi, per evi­ta­re che l’ancoraggio a un pas­sa­to erro­nea­men­te idea­liz­za­to non intac­chi peri­co­lo­sa­men­te il nostro futuro.

SAGGISTICA
[dropcap type=“square or circle”] F [/dropcap]asciste di Salò: una storia giudiziaria (recensione di Alice)

Un testo inno­va­ti­vo che con­te­stua­liz­za la scel­ta di alcu­ne don­ne di ade­ri­re alle for­ze mili­ta­ri del­la Repub­bli­ca Socia­le di Salò dopo l’8 set­tem­bre 1943. La sto­ri­ca Ceci­lia Nubo­la ha inda­ga­to le car­te del­le Cor­ti d’Assise che giu­di­ca­ro­no que­ste don­ne per aver col­la­bo­ra­to con il nemi­co nazi­sta ai rastrel­la­men­ti di par­ti­gia­ni e civi­li ed aver com­piu­to sevi­zie su pri­gio­nie­ri duran­te la guer­ra. Chi era­no que­ste don­ne? Ester Bot­te­go Pini, Eli­sa Cari­tà, Jole Boa­ro e mol­te altre, media­men­te gio­va­ni, istrui­te e nate duran­te gli anni in cui il regi­me con­trol­la­va stret­ta­men­te la for­ma­zio­ne del­le nuo­ve leve. Nubo­la cer­ca le moti­va­zio­ni che spin­se­ro però le pro­ta­go­ni­ste a deci­de­re di indos­sa­re abi­ti maschi­li ed a impu­gna­re armi in dife­sa del fasci­smo. Da alcu­ne rispo­ste ai giu­di­ci sem­bre­reb­be che oltre la fedel­tà al regi­me, una del­le ragio­ni deci­si­ve fu la volon­tà di agi­re diret­ta­men­te, dopo anni di sacri­fi­ci dall’inizio del con­flit­to e vive­re real­men­te ciò che sta­va acca­den­do intor­no a loro. Que­ste don­ne furo­no coscien­ti del­le azio­ni di cui furo­no respon­sa­bi­li, seb­be­ne non sia quel­lo che ci risul­ta dal­le car­te dei pro­ces­si, ma soprat­tut­to furo­no tut­te gra­zia­te dal­le diver­se amni­stie che segui­ro­no alla pri­ma vara­ta dal guar­da­si­gil­li Togliat­ti nel 1946. Fasci­ste di Salò è un libro da leg­ge­re per colo­ro che voglio­no cono­sce­re l’altra fac­cia del­la guer­ra civi­le ita­lia­na duran­te la secon­da guer­ra mon­dia­le, una fac­cia però tut­ta femminile.

NARRATIVA
[dropcap type=“square or circle”] I [/dropcap]l racconto dell’ancella (recensione di Michela La Grotteria)

Nono­stan­te non sia una novi­tà edi­to­ria­le (è usci­to negli anni ‘80 ma ha rag­giun­to enor­me popo­la­ri­tà di recen­te gra­zie anche all’omonima serie tv), lo inse­ria­mo in Boo­kad­vi­sor per­ché è sta­ta annun­cia­ta dal­la casa edi­tri­ce Pon­te alle gra­zie l’imminente pub­bli­ca­zio­ne del tan­to atte­so sequel. Que­sto master­pie­ce di Mar­ga­ret Atwood è ambien­ta­to negli anni ‘90, in un’America disto­pi­ca nel­la qua­le gover­na un regi­me tota­li­ta­rio che ha ridot­to le don­ne a schia­ve, divi­se in cate­go­rie in base al ruo­lo che sono chia­ma­te a svol­ge­re nel­la socie­tà. Come rime­dio alla con­di­zio­ne di infer­ti­li­tà che ha col­pi­to la mag­gio­ran­za del­le don­ne — a cau­sa dell’uso dei con­trac­cet­ti­vi, del­la lega­liz­za­zio­ne dell’aborto, insom­ma del­la “cat­ti­va con­dot­ta” del­le don­ne negli anni pri­ma del regi­me, quan­do anco­ra era­no libe­re — è sta­to infat­ti impo­sto a una ristret­ta cate­go­ria di don­ne, le ancel­le, di diven­ta­re pro­prie­tà degli uomi­ni del gover­no e di met­te­re al mon­do i loro figli: il tut­to accom­pa­gna­to da una reclu­sio­ne tota­le e il divie­to asso­lu­to di par­la­re con altri esse­ri uma­ni e, ovvia­men­te, di leg­ge­re. Alle ancel­le vie­ne tol­to anche il nome: alla pro­ta­go­ni­sta, DiFred, spet­ta il ruo­lo di capi­re se soprav­vi­ve una fle­bi­le fiam­ma di uma­ni­tà e se sia pos­si­bi­le spe­ra­re di nuo­vo nel­la libertà.

NARRATIVA
[dropcap type=“square or circle”] A[/dropcap]ddio fantasmi (recensione di Francesca Rubini)

Addio Fan­ta­smi è l’ultimo roman­zo di Nadia Ter­ra­no­va. Pub­bli­ca­to da Einau­di nel 2018, il libro dell’autrice mes­si­ne­se è tra i can­di­da­ti al Pre­mio Stre­ga 2019. Nar­ra la sto­ria di una gio­va­ne don­na sici­lia­na che vive a Roma e tor­na nel­la sua cit­tà d’origine, Mes­si­na, per aiu­ta­re la madre alle pre­se con dei lavo­ri di restau­ro del­la loro casa. Una vol­ta tor­na­ta, e dopo aver mes­so pie­de nel­la sua vec­chia stan­za, riaf­fio­re­ran­no tut­ti i ricor­di, sia quel­li bel­li sia quel­li brut­ti. Tra que­sti ulti­mi la pro­ta­go­ni­sta, Ida, si ritro­ve­rà ad affron­ta­re la spa­ri­zio­ne del padre depres­so, con cui fino a qui momen­to ave­va cer­ca­to di non fare i con­ti. E nel men­tre ci rac­con­te­rà del suo rap­por­to con la madre e del­la sua situa­zio­ne matri­mo­nia­le. Dovrà fare quin­di i con­ti col pas­sa­to, ma anche scon­trar­si con il pre­sen­te popo­la­to di fantasmi.

NARRATIVA

[dropcap type=“square or circle”] C[/dropcap]ome fermare il tempo (recensione di Michela La Grotteria)

Una let­tu­ra più leg­ge­ra in vista del­la ses­sio­ne e del perio­do di stu­dio inten­so che ci aspet­ta. Il rac­con­to di un uomo vec­chio di quat­tro seco­li che è nato nell’Inghilterra eli­sa­bet­tia­na, ha lavo­ra­to al tea­tro di Sha­ke­spea­re, ha assi­sti­to alla cac­cia alle stre­ghe e poi, più avan­ti, ha vis­su­to a Pari­gi negli anni ‘20 ed ha cono­sciu­to Scott Fitz­ge­rald. E nono­stan­te i tan­ti anni e le innu­me­re­vo­li espe­rien­ze, qual­co­sa lo tie­ne anco­ra­to al 1600: un amo­re, Rose, inghiot­ti­ta dal tem­po ma che gli ha lascia­to una figlia dota­ta del­la sua stes­sa lon­ge­vi­tà. Tro­va­re que­sta figlia diven­ta l’unico sco­po di vita, l’unico appi­glio per non per­de­re la pro­pria uma­ni­tà in una vita così poco uma­na, e l’unico mez­zo per met­te­re un pun­to fer­mo al cor­so inar­re­sta­bi­le del tempo.

 

Con­di­vi­di:
Michela La Grotteria
Made in Geno­va. Leg­go di tut­to per capi­re come gli altri vedo­no il mon­do, e scri­vo per dire come lo vedo io. Amo le pal­li­ne di Nata­le, la focac­cia nel cap­puc­ci­no e i tet­ti parigini.

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