Da un ordigno esplosivo al Primo maggio

Primo maggio

Nel­la mag­gior par­te dei Pae­si indu­stria­liz­za­ti il mese di mag­gio si apre con una festa nata ormai 130 anni fa, ma dal sapo­re deci­sa­men­te moder­no: la Festa dei lavo­ra­to­ri inten­de cele­bra­re tut­ti i lavo­ra­to­ri del mon­do insie­me alle dure lot­te e alle dif­fi­ci­li con­qui­ste che han­no por­ta­to avan­ti sin dal tem­po del­la Rivo­lu­zio­ne indu­stria­le, quan­do era­no gli ope­rai le figu­re più in vista nel mon­do lavorativo.

L’Ottocento infat­ti cono­sce quel gran­de svi­lup­po tec­ni­co e tec­no­lo­gi­co che spia­ne­rà lastra­da agli attua­li rit­mi lavo­ra­ti­vi, dan­do ini­zio a quell’alleanza (e attri­to) tra lavo­ro uma­no e lavo­ro­com­piu­to dal­la mac­chi­na tutt’oggi in atto. La scel­ta del Pri­mo mag­gio non è casua­le. Sia­mo alla fine del XIX seco­lo, pre­ci­sa­men­te il 20 luglio 1889: la Secon­da Inter­na­zio­na­le – orga­niz­za­zio­ne inter­na­zio­na­le fon­da­ta a Pari­gi dai par­ti­ti socia­li­sti – nel cor­so del pri­mo Con­gres­so deci­de di pro­cla­ma­re un gior­no festi­vo che fos­se un pun­to di rife­ri­men­to e un aiu­to per la memo­ria sto­ri­ca di tut­ti i lavoratori.

Nasce così la Gior­na­ta inter­na­zio­na­le dei lavo­ra­to­ri, fis­sa­ta nel pri­mo mag­gio per­ché in quel­lo stes­so gior­no, appe­na tre anni pri­ma, a mol­ti chi­lo­me­tri di distan­za dal­la capi­ta­le fran­ce­se e al di là dell’oceano, a Chi­ca­go i sin­da­ca­ti sta­tu­ni­ten­si orga­niz­za­ro­no uno scio­pe­ro paci­fi­co aven­te come obiet­ti­vo prin­ci­pa­le l’abbassamento del­la gior­na­ta lavo­ra­ti­va alle famo­se 8 ore come pre­vi­sto dal­le idee rifor­mi­ste del tempo.

È noto infatti come in quel secolo le condizioni degli operai fossero degradanti, con poche o nessuna garanzia da infortuni o incidenti, e con tempi lavorativi che potevano tranquillamente sfiorare le dodici ore, sei giorni su sette.

Da que­sto cli­ma decen­na­le di disa­gio nac­que la mani­fe­sta­zio­ne a Chi­ca­go che durò tre gior­ni. Il 3 mag­gio 1886 la poli­zia attac­cò gli scio­pe­ran­ti, por­tan­do alla mor­te di due per­so­ne e sva­ria­ti feri­ti. Ma nes­su­no tra gli anar­chi­ci, gli ope­rai e i poli­ziot­ti radu­na­ti il gior­no dopo (4 mag­gio) nel­la piaz­za di Hay­mar­ket pote­va­no imma­gi­na­re che nel cor­so di quel pio­vo­so pome­rig­gio una bom­ba arti­gia­na­le sareb­be esplo­sa in mez­zo al grup­po degli agen­ti, ucci­den­do­ne subi­to uno.

Nel­la baraon­da che ne seguì mori­ro­no undi­ci per­so­ne e mol­ti mani­fe­stan­ti rima­se­ro gra­ve­men­te feri­ti. Segui­rà un fret­to­lo­so pro­ces­so che por­te­rà all’impiccagione di quat­tro degli otto impu­ta­ti. È curio­so nota­re che negli Sta­ti Uni­ti la Festa dei lavo­ra­to­ri (il Labor Day) ven­ga cele­bra­ta il pri­mo lune­dì di set­tem­bre, men­tre in Euro­pa sul­la spin­ta del­la Pri­ma inter­na­zio­na­le sia sta­to adot­ta­to il pri­mo mag­gio pro­prio in vir­tù di quel­la che è nota come la Stra­ge di Hay­mar­ket. L’importanza di que­sto gior­no sem­bra così esse­re deri­va­ta soprat­tut­to dal­la tra­ge­dia che seguì all’esplosione di un ordi­gno esplo­si­vo, fab­bri­ca­to chis­sà dove e da chi: infat­ti non si è mai sco­per­to l’autore dell’attacco; eppu­re que­sta per­so­na igno­ta ha tri­ste­men­te segna­to l’immaginario col­let­ti­vo del mon­do dei lavo­ra­to­ri.

Se i lavoratori del tempo aspiravano a tutele legali, sanitarie e soprattutto alla riduzione delle ore di lavoro, cosa si può dire delle lotte odierne?

La Festa dei lavo­ra­to­ri è diven­ta­ta festa nazio­na­le in Ita­lia nel 1947 – dopo che il regi­me fasci­sta ave­va spo­sta­to la festi­vi­tà al 21 apri­le per far­la coin­ci­de­re col Nata­le di Roma – in pie­na ripre­sa dal­la Secon­da guer­ra mon­dia­le. Il mon­do del lavo­ro è note­vol­men­te cam­bia­to da allo­ra. Si dice che il posto fis­so oggi sia solo un mirag­gio e i dati sull’occupazione in Ita­lia riman­go­no disar­man­ti. Per non si sa qua­le miste­rio­sa rego­la natu­ra­le, i Pae­si con mino­re occu­pa­zio­ne riman­go­no quel­li che si affac­cia­no sul Mar Medi­ter­ra­neo: Ita­lia, Spa­gnaGre­cia pre­sen­ta­no rispet­ti­va­men­te un tas­so di occu­pa­zio­ne del 63%, 67% e 59,5%.Riguardo la disoc­cu­pa­zio­ne gio­va­ni­le si sfio­ra nel mese di feb­bra­io in Ita­lia il pre­oc­cu­pan­te 32,8%.

Vie­ne da chie­der­si spes­so in quel­la che sem­bra esse­re una ama­rez­za sem­pre più dif­fu­sa se ci sia dav­ve­ro da festeg­gia­re duran­te la Festa dei lavo­ra­to­ri; in real­tà la rispo­sta sem­bra sem­pli­ce, ed è sì. Il lavo­ro por­ta cre­sci­ta e ric­chez­za, beni e ser­vi­zi, e sareb­be alquan­to lapa­lis­sia­no cele­bra­re il Pri­mo mag­gio solo se il tas­so di occu­pa­zio­ne fos­se abba­stan­za ele­va­to e soddisfacente.

Quindi, che sia la Festa dei lavoratori – di tutti i lavoratori, di chi cerca un lavoro, di chi sta entrando nel mondo del lavoro o di chi ne sta uscendo – e anche del Lavoro in sé.

Che ven­ga cele­bra­to il Con­cer­to­ne di Roma; e che non si dimen­ti­chi­no mai le lot­te, pas­sa­te e futu­re, di chi lavo­ra. Noi di Vul­ca­no dedi­chia­mo anche un pen­sie­ro a tut­te le mor­ti bian­che (il cui nume­ro in Ita­lia ha supe­ra­to il miglia­io duran­te l’anno pas­sa­to) e il Pri­mo mag­gio da qual­che tem­po rive­ste anche l’importante com­pi­to di com­me­mo­ra­re tut­ti gli inci­den­ti, gli infor­tu­ni e le mor­ti sul luo­go di lavoro.

Francesco Gallo
Mi arric­cio la bar­ba, affon­do nei pen­sie­ri, a vol­te par­lo con iro­nia. E nel frat­tem­po stu­dio filosofia.
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Mi arriccio la barba, affondo nei pensieri, a volte parlo con ironia. E nel frattempo studio filosofia.

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