È arrivato il momento di parlare di Oliver Tree

È arrivato il momento di parlare di Oliver Tree

Si potreb­be pen­sa­re sia un caso cli­ni­co, un paz­zo appe­na fug­gi­to ad un TSO o un pro­dot­to del mer­ca­to, costrui­to a tavo­li­no per sod­di­sfa­re nel pub­bli­co quel­la sem­pre più ricer­ca­ta voglia di anni 80. Potreb­be in effet­ti esse­re ognu­na di que­ste cose, ma la pre­ci­sio­ne e allo stes­so tem­po il caos che com­pon­go­no que­sto per­so­nag­gio, sol­le­ti­ca­no l’immaginazione del pub­bli­co, por­tan­do­lo a pen­sa­re che pos­sa effet­ti­va­men­te esse­re il frut­to genui­no del­la fan­ta­sia di un ragaz­zo con dav­ve­ro trop­po tem­po libe­ro.

Ed è effet­ti­va­men­te così. Oli­ver Tree Nic­kell nasce nel 93 a San­ta Cruz in Cali­for­nia da geni­to­ri entram­bi impe­gna­ti nell’industria cine­ma­to­gra­fi­ca, ini­zia ad appas­sio­nar­si alla musi­ca fin da bam­bi­no, ma essen­do un figlio degli anni 90, fon­da­men­ta­le nel­la cre­sci­ta del ragaz­zo è sta­to anche l’internet. Sin da pic­co­lo ini­zia ad acqui­si­re dime­sti­chez­za con il world wide web fino ad entrar­ci a piè pari duran­te l’adolescenza.

In quegli anni altri due grandi amori si fanno largo: il monopattino, è infatti uno skater professionista, e la videocamera.

Que­sto mix di inu­sua­li pas­sio­ni lo ren­do­no una figu­ra poten­zial­men­te esplo­si­va a livel­lo media­ti­co, il suo umo­ri­smo, il talen­to arti­sti­co e il mono­pat­ti­no han­no dato modo a que­sto ragaz­zo di crea­re un per­so­nag­gio in gra­do con­qui­sta­re il suc­ces­so sia nel­la musi­ca sia nei social. Dal 2016 ini­zia ad imper­so­na­re Oli­ver Tree, per­so­nag­gio a metà tra il pro­ta­go­ni­sta di un car­to­ne ani­ma­to ed un comi­co e diven­ta sin da subi­to un meme.

Ma, oltre che aver crea­to una sfe­ra di carat­te­ri­sti­che, fa si che anche lo sti­le este­ti­co­sia facil­men­te rico­no­sci­bi­le: sfog­gia un incon­fon­di­bi­le taglio a sco­del­la e ogni vol­ta che appa­re in pub­bli­co indos­sa sem­pre lo stes­so imper­mea­bi­le anni ’80, gli stes­si pan­ta­lo­ni a zam­pa esa­ge­ra­ta­men­te lar­ghi e lo stes­so paia di occhiali.

Sto solo cer­can­do di esse­re la brut­ta copia di Justin Bieber.

Da que­sta affer­ma­zio­ne nasce spon­ta­nea la doman­da che, a que­sto pun­to, ci stia­mo chie­den­do: quan­to lo si deve pren­de­re sul serio? Dal pun­to di vista musi­ca­le Oli­ver sfog­gia capa­ci­tà che mol­ti arti­sti sogna­no. Otti­me pro­du­zio­ni, otti­ma voce ed un reper­to­rio di gene­ri che spa­zia dall’hip hop all’indie rock ren­do­no Oli­ver Tree uno dei pro­spet­ti più inte­res­san­ti del pano­ra­ma musi­ca­le attuale.

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Luca Pagani
Ten­to di espri­mer­mi su un po’ di cose e spes­so fallisco. 
Però sono simpatico.

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