Insolite Ignote: Margaret Hughes

Insolite Ignote: Margaret Hughes -Vulcano Statale

Si sa, la vita per le don­ne non è mai sta­ta faci­le, da sem­pre rele­ga­te al ruo­lo di “don­na di fami­glia”, dedi­te alle fac­cen­de dome­sti­che e alla pro­le e spes­so tenu­te lon­ta­ne dal lavo­ro, dall’istruzione o dai ruo­li di potere.

Così è sta­to per mol­ti anni anche nel mon­do del tea­tro, sal­vo rare ecce­zio­ni. Le don­ne sono sta­te spes­so pro­ta­go­ni­ste di inte­re ope­re, muse ispi­ra­tri­ci, ma come attri­ci a tut­ti gli effet­ti appa­ri­ran­no sol­tan­to con l’avvento del­la Com­me­dia dell’arte.

Tut­ta­via, men­tre in Ita­lia e in Fran­cia, tra il Cin­que­cen­to e il Sei­cen­to la situa­zio­ne per le don­ne nell’ambito tea­tra­le ini­zia­va a cam­bia­re, nel Regno Uni­to tut­to sem­bra­va rima­ne­re anco­ra fer­mo e le sce­ne era­no anco­ra in mano agli uomi­ni. Solo nel 1660 per la pri­ma vol­ta una don­na si esi­bì nel ruo­lo di Desde­mo­na nell’Otello di Sha­ke­spea­re. Mol­to pro­ba­bil­men­te si trat­ta­va di Mar­ga­ret Peg Hughes.

La sua performance ha fatto la storia: finalmente il teatro apriva le porte anche alle donne dando loro una voce e la possibilità di esprimersi.

Mar­ga­ret Hughes con­tri­buì, dun­que, a rivo­lu­zio­na­re per sem­pre il mon­do del­la reci­ta­zio­ne e tra­sfor­mar­lo in un’attività dedi­ca­ta anche all’universo fem­mi­ni­le. Non fu la pri­ma don­na a esi­bir­si su un pal­co­sce­ni­co in Inghil­ter­ra: alcu­ne attri­ci fran­ce­si si era­no esi­bi­te a Lon­dra già nel 1629 in tour­née, ma ciò avve­ni­va spo­ra­di­ca­men­te e con un pub­bli­co piut­to­sto scar­no. Mar­ga­ret fu, però, la pri­ma a dare ini­zio a una vera e pro­pria tra­di­zio­ne: le don­ne diven­ta­ro­no in bre­ve tem­po le vere pro­ta­go­ni­ste del tea­tro. Pri­ma di allo­ra a inter­pre­ta­re i ruo­li fem­mi­ni­li era­no solo uomi­ni vesti­ti da don­ne, in quan­to a quest’ultime era proi­bi­to cimen­tar­si nel­la recitazione.

A ribal­ta­re la situa­zio­ne fu Car­lo II, che in segui­to a diver­si inci­den­ti veri­fi­ca­ti­si duran­te le mes­se in sce­ne agli atto­ri che inter­pre­ta­va­no ruo­li fem­mi­ni­li, deci­se di abo­li­re il divie­to per le don­ne di sali­re sul pal­co come attri­ci. Uno degli epi­so­di più esi­la­ran­ti accad­de duran­te una com­me­dia alla qua­le sta­va assi­sten­do il re in per­so­na: la sce­na si fer­mò all’improvviso ed egli man­dò un ser­vi­to­re a vede­re die­tro le quin­te cosa stes­se suc­ce­den­do. Si sco­prì che l’attore che dove­va inter­pre­ta­re un ruo­lo fem­mi­ni­le non ave­va fini­to di depilarsi.

In realtà una delle ragioni per cui re Carlo decise di assegnare alle donne i ruoli femminili è che questa pratica di travestimento da parte degli uomini poteva alimentare quello che all’epoca veniva visto come un “vizio contro natura”, l’omosessualità.

A dir­la tut­ta, sicu­ra­men­te la pre­sen­za del­le don­ne sul pal­co­sce­ni­co era gra­di­ta al re, che mostrò in segui­to di esse­re affa­sci­na­to soprat­tut­to dal­le arti­ste, più che dal tea­tro in sé. Nono­stan­te la rilut­tan­za ini­zia­le di alcu­ni che rite­ne­va­no che la pro­fes­sio­ne di attri­ce fos­se “inde­co­ro­sa” e “poco fem­mi­ni­le”, la mag­gio­ran­za accol­se con posi­ti­vi­tà la noti­zia e le don­ne ini­zia­ro­no a con­qui­sta­re final­men­te anche i tea­tri d’Inghilterra.

Ci vollero molti anni, però, per far sì che le donne di teatro non venissero più associate alla promiscuità, uno stereotipo molto diffuso all’inizio.

L’anno dopo il suo debut­to Mar­ga­ret entrò come attri­ce nel­la Kin­g’s Com­pa­ny e con que­sto lavo­ro riu­scì a col­ma­re i suoi debi­ti. Ven­ne descrit­ta da Samuel Pepys come “una don­na poten­te abba­stan­za, una don­na pos­sen­te e cari­na, e sem­bra, ma non è, mode­sta”. Oltre ad esse­re famo­sa per il suo fasci­no tea­tra­le, la Hughes era con­si­de­ra­ta una don­na mol­to attraen­te, dai lun­ghi capel­li ric­ci neri, gli occhi sen­sua­li e un viso defi­ni­to ado­ra­bi­le. Ven­ne dipin­ta da Sir Peter Lely, uno dei pit­to­ri più famo­si del suo tempo.

Insolite Ignote: Margaret Hughes -Vulcano Statale

Il suo fasci­no rapì mol­ti uomi­ni di cor­te, tra cui Char­les Sed­ley, lo stes­so re Car­lo II, e il prin­ci­pe Rupert del Reno, che fu per lei il com­pa­gno di una vita. Rupert e Mar­ga­ret non si spo­sa­ro­no mai, ma ebbe­ro una figlia che lui rico­nob­be. Con il prin­ci­pe vis­se uno sti­le di vita lus­suo­so duran­te gli anni ’70 del Sei­cen­to, goden­do di gio­chi d’az­zar­do e gio­iel­li. Lasciò la car­rie­ra atto­ria­le per dedi­car­si al com­pa­gno mala­to, che morì nel 1682. Dopo la sua mor­te per la Hughes non fu faci­le. La sua fu defi­ni­ta una “vedo­van­za sco­mo­da”: i pro­ble­mi di sol­di che ave­va sem­pre avu­to, e che con il lavo­ro di attri­ce era riu­sci­ta a sana­re, peg­gio­ra­ro­no, e si rifu­giò nel gio­co d’azzardo per­den­do qua­si tut­to quel­lo che ave­va. I suoi ulti­mi anni di vita furo­no tra­va­glia­ti e com­pli­ca­ti, fu costret­ta a ven­de­re le sue pro­prie­tà e si tra­sfe­rì a Eltham, dove si spen­se nel 1719.

È soprattutto grazie ai ritratti di Lely, che la dipingono nella sua forza e nel suo enorme fascino, che abbiamo la testimonianza dell’esistenza di questa brillante e influente donna, colei che fu una delle pioniere della recitazione al femminile.

Non abbia­mo fon­ti diret­te sul­la sua pri­ma appa­ri­zio­ne tea­tra­le, ma non ci sono dub­bi sul fat­to che sia sta­ta una del­le pri­me attri­ci a esse­re influen­ti, e ad aver con­tri­bui­to a dare ini­zio alla lun­ga gene­ra­zio­ne di attri­ci dell’età del­la Restau­ra­zio­ne, le pri­me attri­ci del­la storia.

Arti­co­lo di Danie­la Pulerà. 

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