MI AMI 2019: Amor vincit omnia

MI AMI 2019: Amor vincit omnia -Vulcano Statale

Tra vener­dì 24 e dome­ni­ca 26 mag­gio all’i­dro­sca­lo di Mila­no si è tenu­ta la quin­di­ce­si­ma edi­zio­ne del MI AMI Festi­val.

Il MI AMI, acro­ni­mo di Musi­ca Impor­tan­te a Mila­no, è un festi­val musi­ca­le che ha luo­go duran­te l’ul­ti­mo fine set­ti­ma­na di mag­gio, in cui si esi­bi­sco­no arti­sti indiealter­na­ti­ve sen­za distin­zio­ne di gene­ri musi­ca­li. Il festi­val, orga­niz­za­to da Rockit.it e dal­l’a­gen­zia crea­ti­va Bet­ter Days, non ha come uni­ca pro­ta­go­ni­sta esclu­si­va­men­te la musi­ca: que­st’an­no ha avu­to infat­ti ospi­ti d’ec­ce­zio­ne come Emma Boni­no, inter­ve­nu­ta nel­la gior­na­ta di aper­tu­ra. Nel cor­so degli anni sono sta­ti aggiun­ti spa­zi come:

- il MI FAI, dedi­ca­to agli illu­stra­to­ri, con l’in­se­ri­men­to dal 2016 di un pal­co dove le ope­re dei dise­gna­to­ri ven­go­no pro­iet­ta­te crean­do un effet­to di inte­ra­zio­ne con la musi­ca. Que­st’an­no il diret­to­re arti­sti­co è sta­to Ales­san­dro Baron­cia­ni, che ha scel­to die­ci tra i miglio­ri illu­stra­to­ri, fumet­ti­sti e pro­mes­se in Italia;

- il MI PENSI (già pre­sen­te tra il 2010 e il 2013), sera­ta let­te­ra­ria che si anda­va ad aggiun­ge­re alle tre giornate;

- il MI PARLI, spa­zio dedi­ca­to allo sto­ry­tel­ling inse­ri­to que­st’an­no, in cui è sta­to pos­si­bi­le ascol­ta­re alcu­ni tra i prin­ci­pa­li scrit­to­ri e auto­ri di pod­ca­st in Ita­lia, oltre che sali­re sul pal­co per rac­con­ta­re la pro­pria storia.

Oltre a que­sti spa­zi, quat­tro sono sta­ti i pal­chi su cui gli arti­sti si sono esi­bi­ti nel cor­so del­le tre sera­te: il pal­co Jowaé, il pal­co Tidal, il pal­co WeRoad e il pal­co Retro.

Tra gli arti­sti che si sono esi­bi­ti vener­dì: i Coma_Cose, i Fast Ani­mals & Slow Kids, Mas­si­mo Peri­co­lo, Gior­gio Poi, Franco126, Jes­se The Fac­cio, i Tau­ro Boys, i Sxrrx­w­land; saba­to: Mot­ta, Nitro, Ensi, Bas­si Mae­stro, Cha­dia Rodri­guez, Vene­rus, Mah­mood, Myss Keta; dome­ni­ca: Bugo, Dimar­ti­no, La Rap­pre­sen­tan­te di Lista, Luca Car­bo­ni. Que­sti sono solo alcu­ni degli ottan­ta grup­pi musi­ca­li che si sono sus­se­gui­ti sui pal­chi tra il 24 e il 26, oltre ad alcu­ni ospi­ti come Frah Quin­ta­le, Sfe­ra Ebba­sta e Gué Pequeno.

Sono tutti artisti pieni di talento e originalità che ben definiscono il panorama musicale italiano nato in questi anni.

A tal pro­po­si­to la reda­zio­ne di Rockit.it scrive:

Negli ulti­mi anni è suc­ces­so qual­co­sa di impor­tan­te alla musi­ca ita­lia­na. Quel­lo che abbia­mo sen­ti­to è il rifles­so di inter­net, del nostro mon­do nuo­vo e di uno dei momen­ti di più gran­de cam­bia­men­to che l’u­ma­ni­tà abbia visto, ma non sta a noi par­la­re di tut­to que­sto. Par­lia­mo di musi­ca. […] Le nuo­ve gene­ra­zio­ni, come gran par­te del­le cose nuo­ve, sono imper­fet­te. Nem­me­no a noi pia­ce tut­to, cer­te cose non sono anco­ra matu­re. Ma non pos­sia­mo smet­te­re di guar­da­re dove c’è gio­ven­tù, fre­schez­za, for­za vita­le, urgen­za e slan­cio. Tut­te cose che alla fine han­no crea­to qual­co­sa di buono.”

La stes­sa musi­ca trap sen­za inter­net non sareb­be mai nata, dal momen­to che è il suo prin­ci­pa­le mez­zo di dif­fu­sio­ne, ed è uno dei feno­me­ni musi­ca­li più indi­pen­den­ti dal sup­por­to fisi­co come i dischi. Oltre a que­sto nuo­vo gene­re non sono man­ca­ti il rap, il pop e il rock.

L’in­ten­to dei due diret­to­ri Ste­fa­no Fiz Bot­tu­ra e Car­lo Pasto­re, come dichia­ra­no in un’in­ter­vi­sta ad affa­ri­ta­lia­ni, era quel­lo di foto­gra­fa­re il pre­sen­te e il futu­ro, ma anche il pas­sa­to del­la musi­ca ita­lia­na con una line up fat­ta di debut­ti asso­lu­ti come quel­lo di Mas­si­mo Peri­co­lo, la next big thing del rap ita­lia­no e omag­gi spe­cia­li a uno dei padri­ni del nuo­vo pop ita­lia­no come Luca Carboni.

“Un car­tel­lo­ne in cui, oltre all’or­go­glio di ave­re con noi il vin­ci­to­re di San­re­mo Mah­mood che ha for­tis­si­ma­men­te volu­to suo­na­re al nostro festi­val, c’è tut­ta la spe­ran­za e la volon­tà di rac­con­ta­re l’I­ta­lia di oggi nel suo meglio: sen­za bar­rie­re di gene­re, con inclu­si­va natu­ra­lez­za, in magi­co equi­li­brio tra ricer­ca e rispet­to. Sele­zio­nan­do quel­lo che per noi è impor­tan­te. Dedi­can­do tem­po ed ener­gie a chi se le meri­ta dav­ve­ro. Un posto dove l’a­mo­re vin­ce su tut­to, dove pren­der­si cura, con gra­zia e devo­zio­ne. Un rifiu­gio dal­la peste dei social e del mon­do là fuo­ri. Per cre­der­ci, cre­der­ci sem­pre. Per­chè così for­se, insie­me, ce la faremo.”

L’ha­sh­tag uffi­cia­le di que­sta edi­zio­ne del festi­val non a caso è sta­to #amor­vin­ci­tom­nia, non nel­la for­ma cor­ret­ta in lati­no di Vir­gi­lio Omnia Vin­cit Amor ma nel­la ver­sio­ne erra­ta con cui Cara­vag­gio ha inti­to­la­to un suo qua­dro, per evi­den­zia­re la crea­ti­vi­tà del festi­val e come esso sia una pro­mes­sa d’a­mo­re per la musi­ca.

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Elena Gentina
Stu­den­tes­sa di let­te­re moder­ne. Amo la musi­ca, la let­te­ra­tu­ra e il cine­ma. Vivo tra le nuvo­le ma cer­co di capi­re quel­lo che sta a terra.