Raccontare l’Unione Europea: intervista a Jack & (Eu)rope

Abbiamo intervistato Jacopo ed Eugenia, due giovani che si sono trasferiti a Milano da poco, ma da subito ne hanno colto l’Europeismo e si sono lasciati travolgere. Da qualche tempo hanno dato vita a un progetto sull’Unione Europea, e hanno aperto un canale YouTube, Jack & (Eu)rope. Ci siamo fatti spiegare direttamente da loro di cosa si tratta. 

 

L’intervista è sta­ta edi­ta­ta per ragio­ni di bre­vi­tà e chiarezza.

[dro­p­cap type=“square or cir­cle”] I [/dropcap]nnanzitutto voi di cosa vi occu­pa­te e com’è nata l’idea del progetto?

Jaco­po: Il pro­get­to è nato da un’esigenza matu­ra­ta a Mila­no dove ci sia­mo tra­sfe­ri­ti quest’inverno. Io ho lavo­ra­to per tan­ti anni nel turi­smo, nono­stan­te la mia for­ma­zio­ne filo­so­fi­ca, ma l’europeismo di Mila­no e il con­tat­to con que­sta real­tà nuo­va mi han­no fat­to pen­sa­re a che cos’è l’Unione Euro­pea. Mi sono reso con­to che la mag­gior par­te del­le per­so­ne, non solo dei ragaz­zi, non ha un’informazione e una pre­pa­ra­zio­ne giu­sta riguar­do a quel­lo che, secon­do noi, è il futu­ro. Allo­ra abbia­mo pen­sa­to che il tema Euro­pa e Unio­ne Euro­pea anda­va dif­fu­so in una manie­ra chia­ra e ami­che­vo­le, diver­sa. È neces­sa­rio che si abbia mag­gio­re con­sa­pe­vo­lez­za del­la real­tà eco­no­mi­ca, poli­ti­ca e socia­le, che esse­re euro­pei com­por­ta. È que­sto l’embrione che ha dato vita al progetto.

Euge­nia: Anche io ven­go da una for­ma­zio­ne uma­ni­sti­ca, ho stu­dia­to all’accademia tea­tra­le e poi al DAMS. Con­fron­tan­do­ci su que­sti argo­men­ti mi sono resa con­to che io in pri­mis sape­vo mol­to poco dell’Europa, che di fat­to è il con­te­sto in cui si tro­va l’Italia. A quel pun­to poi ci sia­mo con­di­zio­na­ti in posi­ti­vo, e abbia­mo deci­so che avrem­mo cer­ca­to di par­lar­ne e di fare infor­ma­zio­ne a riguar­do in modo com­pren­si­bi­le, e allo stes­so tem­po leg­ge­ro. 

[dro­p­cap type=“square or cir­cle”] S [/dropcap]econdo voi sareb­be neces­sa­rio che nel­le scuo­le si par­li di più di Euro­pa e Unio­ne Europea?

Jaco­po: Io sono con­vin­to che a scuo­la dovreb­be esser­ci “l’ora di Unio­ne Euro­pea”. Ci sono sicu­ra­men­te dei pro­get­ti che le scuo­le seguo­no. Abbia­mo anche avu­to modo di con­tat­ta­re la Com­mis­sio­ne euro­pea e abbia­mo avu­to un col­lo­quio con dei mem­bri del­la rap­pre­sen­tan­za che c’è a Mila­no. Loro in pri­ma per­so­na si occu­pa­no di col­la­bo­ra­re con le scuo­le a pro­get­ti, anche attra­ver­so gio­chi, quiz, insom­ma a livel­lo ludi­co. In gene­ra­le biso­gne­reb­be ave­re una mag­gio­re coscien­za di quel­la che è l’Europa, nel bene e nel male. L’Unione Euro­pea non è per­fet­ta, va miglio­ra­ta, va cri­ti­ca­ta, ma per far­lo biso­gna che se ne par­li e che ci si infor­mi. 

[dro­p­cap type=“square or cir­cle”] P [/dropcap]erché, a vostro pare­re, è neces­sa­rio infor­ma­re le nuo­ve gene­ra­zio­ni attra­ver­so un cana­le You­Tu­be? I cana­li tra­di­zio­na­li non fun­zio­na­no più?

Jaco­po: L’idea ori­gi­na­ria del pro­get­to era fare divul­ga­zio­ne attra­ver­so del­le sli­de rela­ti­ve a vari argo­men­ti euro­pei (la sto­ria, le isti­tu­zio­ni, i fal­si miti, o quei van­tag­gi che dia­mo per scon­ta­to), con imma­gi­ni e colo­ri. Le avrem­mo pro­po­ste nel­le scuo­le, nel­le asso­cia­zio­ni e negli isti­tu­ti. Que­sta era l’idea di base, poi anche gra­zie a dei sug­ge­ri­men­ti che abbia­mo richie­sto e rice­vu­to da paren­ti e ami­ci, abbia­mo pen­sa­to di sfrut­ta­re il cana­le di divul­ga­zio­ne che ci offre il web e di fare del­le pic­co­le clip su Face­book, quel­le che abbia­mo chia­ma­to le Euro­pills. La dome­ni­ca postia­mo con rego­la­ri­tà alle 9:30 dei bre­vi video con del­le pic­co­le curio­si­tà sull’Europa.

Euge­nia: Ci sia­mo resi con­to che per pre­sen­ta­re le nostre lezio­ni con le nostre sli­de ci sareb­be ser­vi­ta una sala, qual­cu­no che accet­tas­se di ospi­tar­ci. Ma a quel pun­to sarem­mo potu­ti arri­va­re a un nume­ro limi­ta­to di per­so­ne. Allo­ra ci sia­mo det­ti, sfrut­tia­mo i mez­zi di You­Tu­be, di Inter­net, per arri­va­re a chi vuo­le saper­ne di più sull’Europa, ma maga­ri non ha nem­me­no la pos­si­bi­li­tà di par­te­ci­pa­re a un incon­tro, anche sem­pli­ce­men­te per­ché non ne ha il tem­po o la voglia. Si rie­sco­no a dedi­ca­re die­ci-quin­di­ci minu­ti alla visio­ne di un video. 

Jaco­po: Sia­mo una gene­ra­zio­ne di tran­si­zio­ne, la pri­ma gene­ra­zio­ne di You­Tu­be a tre­cen­to­ses­san­ta gra­di. Uno dei nostri model­li è pro­prio Brea­king Ita­ly, il tele­gior­na­le per eccel­len­za di You­Tu­be che noi seguia­mo da tem­po. E a par­ti­re da lì ci sia­mo chie­sti quan­ta gen­te fa infor­ma­zio­ne allo stes­so modo sull’Unione Euro­pea. 

[dro­p­cap type=“square or cir­cle”] D [/dropcap]a una ricer­ca di Via­com emer­ge, con gran­de sor­pre­sa, che il 75% dei gio­va­ni ita­lia­ni inter­vi­sta­ti ha affer­ma­to che si sareb­be reca­ta alle urne alle scor­se ele­zio­ni euro­pee, con­tro il 65% dei loro coe­ta­nei inter­na­zio­na­li. Quan­to sono sta­ti impor­tan­ti secon­do voi i social per sen­si­bi­liz­za­re i ragaz­zi a infor­mar­si di più sull’Unione Euro­pea e di con­se­guen­za anda­re a vota­re, e soprat­tut­to a far­lo con coscienza?

Jaco­po: Han­no influi­to sicu­ra­men­te, tan­ti sono sta­ti i pro­get­ti quest’anno, a livel­lo anche euro­peo. Lo dimo­stra la mag­gio­re affluen­za in gene­ra­le alle ele­zio­ni euro­pee rispet­to a cin­que anni fa (l’8% in più). Gli ita­lia­ni in real­tà sono un popo­lo che va a vota­re alle ele­zio­ni euro­pee, nono­stan­te ci sia sta­to comun­que dell’astensionismo. Il pro­ble­ma è che, fin quan­do ci sono le ele­zio­ni euro­pee, sia­mo tut­ti euro­pei. Cre­dia­mo, inve­ce, sia arri­va­to il momen­to di tra­sfor­ma­re que­sto euro­pei­smo in una quo­ti­dia­ni­tà, in un qual­co­sa che, a livel­lo di coscien­za e appar­te­nen­za, deb­ba ini­zia­re a far par­te del­le nostre vite. Non può venir fuo­ri solo quan­do ci sono le elezioni.

Euge­nia: Biso­gna par­la­re di quel­lo che è e che fa l’Europa, spes­so alle ele­zio­ni se ne par­la ma non in manie­ra ogget­ti­va, ogni par­ti­to giu­sta­men­te dà la sua visio­ne di Euro­pa. Quel­lo che noi cer­chia­mo di fare è al con­tra­rio dare una visio­ne, per quan­to pos­si­bi­le, ogget­ti­va e basa­ta sui dati. 

Jaco­po: Cer­chia­mo di non pren­de­re par­ti poli­ti­che, ma di met­te­re in evi­den­za quel­le che sono le ini­zia­ti­ve che l’UE por­ta avan­ti da anni. Essen­do una real­tà di 28 sta­ti, qua­si pur­trop­po 27, è dif­fi­ci­le rea­liz­za­re dei pro­get­ti in poco tem­po. Ognu­no di essi ha biso­gno di una costru­zio­ne. Il nostro pro­get­to si pro­po­ne anche di infor­ma­re sul­le ini­zia­ti­ve pra­ti­che dell’UE, di cui pochi san­no. Il nostro ulti­mo video, per esem­pio, è sul­la garan­zia gio­va­ni, un pro­get­to che non so in quan­ti sot­to i ven­ti­cin­que anni cono­sca­no. 

[dro­p­cap type=“square or cir­cle”] A [/dropcap]vete accen­na­to nel vostro ulti­mo video che pros­si­ma­men­te avre­te come ospi­ti dei ragaz­zi, no?

Jaco­po: Sì, anche quel­lo è un modo per coin­vol­ge­re più per­so­ne e sen­ti­re espe­rien­ze. È uti­le che oltre ai nostri dia­lo­ghi ci sia qual­cu­no che rac­con­ti la sua espe­rien­za a livel­lo euro­peo. Cer­chia­mo di esse­re sia teo­ri­ci che pra­ti­ci. Ave­va­mo in men­te l’idea del ragaz­zo che tor­na a casa, ha die­ci minu­ti, non ha nien­te da fare e guar­da un video, andan­do poi a dor­mi­re maga­ri con un qual­co­sa in più. Sia­mo in una fase ini­zia­le del pro­get­to, stia­mo stu­dian­do, e ci con­fron­tia­mo tut­ti i gior­ni su come miglio­ra­re e pro­muo­ve­re al meglio la nostra iniziativa.

Raccontare l'Unione Europea: intervista a Jack & (Eu)rope -Vulcano Statale

Que­sti i loro cana­li social:

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You­Tu­be: https://www.youtube.com/channel/UC6NHnyqjw2KHvhuPFZkBsGg?fbclid=IwAR0w1K8xAkRdHTGb1j3wbzDdFn7p-c2t1KgFn0sV1-vBa7QLhkZO6m6dfHI

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Francesca Rubini
Vado in cri­si quan­do mi si chie­de di scri­ve­re una bio, in par­ti­co­la­re la mia, per­ché ho una lista infi­ni­ta di cose che mi piac­cio­no e una lista infi­ni­ta di cose che odio. Basti sape­re che mi pia­ce scri­ve­re attin­gen­do da entrambe.