Cosa sta succedendo in Inghilterra spiegato semplicemente

epa07798883 (FILE) - Britain's Prime Minister Boris Johnson speaks at a press conference at the G7 summit in Biarritz, France, 26 August 2019 (reissued 28 August 2019). According to reports, British government has formally requested the intervention of the Queen in a bid to suspend parliament. A government source said the government's intention is to suspend parliament and hold a Queen's speech 14 October, setting out the future plans of a post-Brexit government. EPA-EFE/NEIL HALL

A poco più di un mese dall’insediamento, Boris John­son ha deci­so di anda­re all in, con una mos­sa impre­ve­di­bi­le che ha cata­pul­ta­to l’Inghilterra nell’ennesima cri­si poli­ti­ca. Il pri­mo mini­stro bri­tan­ni­co, in vista del 31 otto­bre, gior­no in cui è pre­vi­sta la sca­den­za di Bre­xit, ha bloc­ca­to il par­la­men­to, ridu­cen­do il tem­po con­ces­so ai legi­sla­to­ri per attua­re qual­sia­si inter­ven­to che pos­sa ral­len­ta­re o annul­la­re l’uscita dall’Unione. Una mos­sa azzar­da­ta che l’ex Sin­da­co di Lon­dra ha deci­so di attua­re duran­te una sosta già pro­gram­ma­ta del par­la­men­to, che dopo le pri­me due set­ti­ma­ne di set­tem­bre sareb­be sta­to chiu­so per cir­ca 3 set­ti­ma­ne, in vista del­le annua­li con­fe­ren­ze dei par­ti­ti politici.

I par­la­men­ta­ri bri­tan­ni­ci pen­sa­va­no che sareb­be­ro tor­na­ti a West­min­ster il 9 otto­bre, aven­do così a dispo­si­zio­ne abba­stan­za tem­po per ten­ta­re di argi­na­re le azio­ni del pri­mo mini­stro, ma dopo la pro­po­sta di John­son, il par­la­men­to ritor­ne­rà in fun­zio­ne solo il 14 di otto­bre. Come non bastas­se a que­sto las­so di tem­po, va anche aggiun­to un perio­do in cui la Regi­na Eli­sa­bet­ta intro­dur­rà, con un discor­so e suc­ces­si­vo dibat­ti­to, la legi­sla­zio­ne pro­po­sta dal gover­no, di fat­to andan­do a toglie­re altro pre­zio­so tem­po ai par­la­men­ta­ri bri­tan­ni­ci, che dovreb­be­ro quin­di tor­na­re a pie­no regi­me solo il 17 ottobre.

Secondo molti politici e giornalisti la mossa di Johnson è da considerare “antidemocratica” e dannosa per il Regno Unito.

Alcu­ni par­la­men­ta­ri han­no inol­tre deci­so di avvia­re una cau­sa lega­le in un tri­bu­na­le scoz­ze­se, che oggi ha riget­ta­to il pri­mo ricor­so con­tro la sospen­sio­ne. In Inghil­ter­ra infat­ti la sospen­sio­ne del par­la­men­to è una azio­ne mol­to più fre­quen­te di quan­to noi potrem­mo pensare.

La cosid­det­ta pro­ro­ga­tion è infat­ti un perio­do di tem­po che va dal­la chiu­su­ra del­le came­re alla loro suc­ces­si­va aper­tu­ra e per esse­re attua­ta deve rice­ve­re l’approvazione del monar­ca. In que­sto caso Eli­sa­bet­ta II ha deci­so di appro­va­re la pro­po­sta del pri­mo mini­stro esten­den­do il tem­po di que­sta “sospen­sio­ne”. La dura­ta di que­sto perio­do è varia­bi­le, dal­le due alle quat­tro set­ti­ma­ne, ma era da 70 anni che non se ne vede­va una che ne duras­se addi­rit­tu­ra 5. Di soli­to si com­pie ogni anno, ma era dal 2017 che non veni­va attua­ta, ren­den­do quest’ultima ses­sio­ne par­la­men­ta­re la più lun­ga da cir­ca 400 anni. Ed è que­sta una del­le ragio­ni pre­sen­ta­te da John­son in favo­re del­la proroga.

Come però tutto ciò possa influenzare Brexit non è ancora chiaro.

Per que­stio­ni buro­cra­ti­che l’aver abbas­sa­to il tem­po per legi­fe­ra­re even­tua­li pro­po­ste con­tro Bre­xit ha fat­to sì che la pos­si­bi­li­tà di un’u­sci­ta sen­za deal risul­ti sem­pre più con­cre­ta e attua­bi­le. C’è inol­tre da con­si­de­ra­re il fat­to che dall’estate del refe­ren­dum il par­la­men­to bri­tan­ni­co ha avu­to dif­fi­col­tà a espri­mer­si e a pren­de­re deci­sio­ni su pra­ti­ca­men­te qual­sia­si cosa.

Chia­ra inve­ce sem­bra la rea­zio­ne di una par­te dell’elettorato che dal 28 ago­sto scor­so, gior­no in cui la regi­na ha auto­riz­za­to la sospen­sio­ne, ha ini­zia­to ad affol­la­re le piaz­ze ingle­si, orga­niz­zan­do deci­ne di mani­fe­sta­zio­ni in tut­to il Regno Uni­to. Un moto di pro­te­ste che non spa­ven­ta però il pri­mo mini­stro, che in una recen­te inter­vi­sta ha affer­ma­to:

Il fat­to è che più i par­la­men­ta­ri ten­ta­no di bloc­ca­re una Bre­xit sen­za accor­do e più aumen­ta­no le pos­si­bi­li­tà che si fini­sca con un no deal.

Intan­to sul por­ta­le UK.GOV è sta­to dira­ma­to un vade­me­cum rivol­to a tut­ti colo­ro che vivo­no attual­men­te in Gran Bre­ta­gna con il tito­lo “Get rea­dy for Bre­xit”.

Luca Pagani
Ten­to di espri­mer­mi su un po’ di cose e spes­so fallisco. 
Però sono simpatico.
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Tento di esprimermi su un po' di cose e spesso fallisco. Però sono simpatico.

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