Io Chiedo di +, e tu?

Io Chiedo di +, e tu? -Vulcano Statale

Doma­ni, mer­co­le­dì 30 otto­bre, gra­zie alla cam­pa­gna “CHIEDO DI +” ver­ran­no pre­sen­ta­ti al Sena­to i die­ci pun­ti pre­sen­ti in quel­lo che Euro­pa Don­na Ita­lia defi­ni­sce il “nostro deca­lo­go”, ovve­ro le prin­ci­pa­li neces­si­tà del­le don­ne affet­te dal tumo­re al seno.

Euro­pa Don­na Ita­lia è un’associazione indi­pen­den­te di pro­mo­zio­ne socia­le, che ha come obiet­ti­vo crea­re una sen­si­bi­liz­za­zio­ne appro­fon­di­ta e quan­to più vasta pos­si­bi­le riguar­do a que­sta malattia.

La sua attività è costante tutto l’anno, ma si intensifica in ottobre, il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno.

Nel video “CHIEDO DI +”, posta­to sui social e con­di­vi­so dai soste­ni­to­ri, ven­go­no mostra­ti die­ci pas­si che si pos­so­no com­pie­re oggi per dare “di più” a tut­te le don­ne affet­te dal can­cro alla mam­mel­la.

Innan­zi­tut­to, sareb­be auspi­ca­bi­le un mag­gior nume­ro di don­ne cura­te pres­so le Brea­st Uni­ts, ossia cen­tri di seno­lo­gia spe­cia­liz­za­ti nel­la dia­gno­si pre­co­ce e nel­la cura del tumore.

Ogni Brea­st Unit è com­po­sta da medi­ci spe­cia­liz­za­ti in diver­si ambi­ti, che seguo­no le pazien­ti in modo com­ple­to duran­te il cor­so del­la malattia.

L’approccio multidisciplinare e d’équipe permette un’approfondita attenzione fisica e psicologica nelle fasi di diagnosi, terapia e controlli post-operatori, comprendendo anche la valutazione dei rischi ereditari.

Dal 2006 il Par­la­men­to Euro­peo esor­ta i Pae­si mem­bri a garan­ti­re sul loro ter­ri­to­rio la pre­sen­za di que­sti cen­tri spe­cia­liz­za­ti. Secon­do l’intesa Sta­to-Regio­ni del 18 dicem­bre 2014, in Ita­lia ogni cen­tro dovreb­be trat­ta­re alme­no 150 nuo­vi casi ogni anno e dovreb­be ave­re alme­no un core team di 6 pro­fes­sio­ni­sti dedi­ca­ti: radio­lo­go, chi­rur­go, pato­lo­go, onco­lo­go, radio­te­ra­pi­sta, data manager.

Attual­men­te, secon­do i dati di Euro­pa Don­na Ita­lia, lo svi­lup­po del­le Brea­st Uni­ts non è com­ple­to in tut­te le regio­ni d’Italia: anche per que­sto è neces­sa­rio ren­de­re anco­ra più vasta l’opera di sen­si­bi­liz­za­zio­ne riguar­do a que­sto tema, soprat­tut­to a livel­lo isti­tu­zio­na­le oltre che sociale.

Ulte­rio­ri richie­ste ver­to­no sull’impor­tan­za del soste­gno psi­co­lo­gi­co nel­la fase che pre­ce­de e segue l’operazione, in modo par­ti­co­la­re si sot­to­li­nea quan­to sia fon­da­men­ta­le per la pazien­te esse­re ade­gua­ta­men­te infor­ma­ta riguar­do alla pro­pria fer­ti­li­tà futu­ra e alla pre­di­spo­si­zio­ne gene­ti­ca del­la malattia.

L’AIOM stima che nel 2019 ci saranno in totale 53.000 nuovi casi di tumore al seno, cioè il 29% delle diagnosi di tumore effettuate nelle donne: un numero alto e preoccupante, infatti il tumore alla mammella è tra i cinque più diffusi.

La pre­ven­zio­ne è fon­da­men­ta­le: segui­re uno sti­le di vita sano ed equi­li­bra­to dal pun­to di vista del movi­men­to e del­la nutri­zio­ne è indi­spen­sa­bi­le, ma una mag­gio­re cono­scen­za dell’argomento da par­te del­la popo­la­zio­ne è altret­tan­to importante.

Esse­re adul­ti signi­fi­ca ini­zia­re a pen­sa­re che le cose non acca­do­no solo agli altri o sola­men­te in TV, ma potreb­be­ro coin­vol­ge­re anche noi e chi ci sta accanto.

Esse­re adul­ti signi­fi­ca anche infor­mar­si e resta­re aggior­na­ti, non solo per cono­sce­re i rischi che potrem­mo cor­re­re e cer­ca­re di pre­ve­nir­li, ma anche per capi­re cosa suc­ce­de nel mon­do attor­no a noi.

“CHIEDO DI +” nasce da pazien­ti e soste­ni­tri­ci che, insie­me alla pre­si­den­te di Euro­pa Don­na Ita­lia Rosan­na D’Antona, si fan­no por­ta­vo­ce di edu­ca­zio­ne e civil­tà: illu­stra­no i nostri dirit­ti in ambi­to medi­co-sani­ta­rio e ciò che dob­bia­mo cono­sce­re per pre­ve­ni­re que­sta malattia.

Troppo spesso la disinformazione, la frenesia delle nostre routine, o la più banale indifferenza non ci permettono di approfondire argomenti importanti per la nostra salute, come questo.

Io Chiedo di +, e tu? -Vulcano StataleI social ci ven­go­no incon­tro: pub­bli­ca­re una foto su Insta­gram e Face­book con il sim­bo­lo “+” è un modo appa­ren­te­men­te sem­pli­ce ma effi­ca­ce per sup­por­ta­re que­sta ini­zia­ti­va di sen­si­bi­liz­za­zio­ne, che ci augu­ria­mo potrà rag­giun­ge­re un con­si­de­re­vo­le nume­ro di per­so­ne all’interno e all’esterno del­le Istituzioni.

 

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Caterina Cerio
Vivo a Mila­no ma sono inna­mo­ra­ta di Sivi­glia, dove ho fat­to il pri­mo Era­smus. Amo il sole, il mare e la buo­na com­pa­gnia. Mi pia­ce cono­sce­re cose nuo­ve e l’arte in gene­ra­le con tut­ti gli sti­mo­li che dà.