Quando Joaquin Phoenix ingannò i media americani

Mandatory Credit: Photo by ETTORE FERRARI/EPA-EFE/Shutterstock (10375993f) Joaquin Phoenix poses at a photocall for 'Joker' during the 76th annual Venice International Film Festival, in Venice, Italy, 31 August 2019. The movie is presented in the official competition 'Venezia 76' at the festival running from 28 August to 07 September. Joker - Photocall - 76th Venice Film Festival, Italy - 31 Aug 2019

Que­sta set­ti­ma­na usci­rà nei cine­ma ita­lia­ni Joker, ulti­ma fati­ca di Todd Phil­lips, for­tu­na­to regi­sta auto­re del­la tri­lo­gia comi­ca The Han­go­ver. Nono­stan­te ulti­ma­men­te si leg­ga di tut­to sull’attore pro­ta­go­ni­sta del­la pel­li­co­la, Joa­quin Phoe­nix, nes­su­no si è espres­so sul­la pagi­na più inte­res­san­te e arti­sti­ca­men­te inno­va­ti­va del­la sua car­rie­ra.

Qua­si tut­ti lo ricor­de­ran­no soprat­tut­to per il suo ruo­lo ne Il gla­dia­to­re, oppu­re per le incre­di­bi­li doti atto­ria­li dimo­stra­te in Her diret­to da Spi­ke Jon­ze, meno per­so­ne si ricor­da­no di lui per la sua inter­pre­ta­zio­ne nel bio­pic Walk the Line, nel qua­le inter­pre­ta John­ny Cash. Solo gli appas­sio­na­ti del gene­re lo han­no apprez­za­to nei due film diret­ti da Paul Tho­mas Ander­son, The MasterVizio di for­ma e in pochis­si­mi lo han­no apprez­za­to nei suoi ulti­mi due film, uno del 2018 diret­to da Gus Van Sant, Don’t Wor­ry e l’altro del 2018 da Lyn­ne Ram­say, You Were Never Real­ly Here. Que­sti solo per cita­re alcu­ne le sue nume­ro­se interpretazioni.

Un film in particolare sembra però mancare quasi sempre all’appello quando si parla dello straordinario talento di Mr. Phoenix, il mocumentario diretto da Casey Affleck, “I’m still here”.

Per chiun­que non abbia dato l’esame di Toma­so Subi­ni, Sto­ria e cri­ti­ca del cine­ma, un mocu­men­ta­rio è let­te­ral­men­te un gene­re cine­ma­to­gra­fi­co e tele­vi­si­vo nel qua­le even­ti fit­ti­zi sono pre­sen­ta­ti come rea­li attra­ver­so il lin­guag­gio docu­men­ta­ri­sti­co (per inten­der­ci è il modo in cui sono nar­ra­ti TheOf­fi­ceThe Blair Witch Pro­ject, tra gli altri).
I’m still here è appun­to un mocu­men­ta­rio del 2010 diret­to da Casey Affleck che rac­con­ta la sto­ria di Joa­quin inter­pre­ta­to da sé stes­so duran­te un perio­do di appa­ren­te cri­si per­so­na­le.
Dopo la sua nomi­na­tion all’oscar del 2006 per Walk the Line infat­ti Joa­quin entra in un perio­do di rea­le depres­sio­ne che lo por­te­rà ad aver pro­ble­mi con alcol e droghe.

Al termine dei periodi di riabilitazione, nel 2008, esattamente il 3 novembre, durante un’intervista rilasciata all’Associated Press decide di annunciare il suo definitivo ritiro dall’industria cinematografica.

Da qui ini­zia­no le ripre­se di I’m still here che assi­sto­no, assie­me alla stam­pa di tut­to il mon­do, al fin­to crol­lo psi­co­lo­gi­co, fisi­co e socia­le di uno dei più impor­tan­ti atto­ri dell’industria cine­ma­to­gra­fi­ca americana.
Il film ruo­ta intor­no alla deci­sio­ne di Phoe­nix di diven­ta­re una stel­la del rap e del­le varie situa­zio­ni tra­gi­co­mi­che che vedo­no pro­ta­go­ni­sta l’ormai ex atto­re; a par­ti­re dal disa­stro­so avvio del­la sua car­rie­ra musi­ca­le, agli sva­ria­ti rifiu­ti di Puff Dad­dy che Phoe­nix vor­reb­be come pro­du­cer, fino ad arri­va­re al con­flit­tua­le rap­por­to con i suoi ami­ci e col­la­bo­ra­to­ri.

Si passa da momenti in cui lo vediamo aver rapporti con delle escort a scene in cui qualcuno gli defeca letteralmente in faccia, fino ad arrivare alla ingloriosa intervista al Late Show con David Letterman.

https://www.youtube.com/watch?v=ENJr98KXs5g

Dopo esser sta­to pre­sen­ta­to a Vene­zia nel set­tem­bre del 2010 il film esce in Ame­ri­ca a novembre.

Di fronte allo schermo lo spettatore assiste a tutto ciò con la sicurezza che sia tutto uno scherzo, che sia tutto frutto di scelte narrative di Affleck e che Phoenix non stia interpretando davvero sé stesso; nonostante si chiami con il suo stesso nome e nonostante viva nella sua vera casa.

Lo spet­ta­to­re lo sa, per­ché lo sta guar­dan­do al cine­ma, a poste­rio­ri, dopo che una vol­ta tor­na­to da Let­ter­man Joa­quin gli pre­sen­ta le pro­prie scu­se affer­man­do che era una sor­ta di espe­ri­men­to socia­le.

Un progetto per indagare il rapporto tra celebrità, media e spettatori, perché, a differenza di questi ultimi, all’epoca dei fatti i media tradizionali credettero al finto breakdown dell’attore, generando una sorta di grande fake news che vendettero al pubblico come vera.

Una sor­ta di pal­la di neve fat­ta sci­vo­la­re dal­la cima di un mon­te per pro­vo­ca­re una sla­vi­na. Ed è in que­sti ter­mi­ni che lo stes­so Joa­quin si rife­ri­sce al momen­to che die­de vita a tut­to ciò, ovve­ro l’intervista nel­la qua­le dis­se di voler dire addio al mon­do del cinema.

Quest’opera rap­pre­sen­ta la super­fi­cia­li­tà dell’industria dell’informazione e di come essa sia pron­ta a distrug­ge­re ogni suo ido­lo, solo per qual­che visua­liz­za­zio­ne. Rac­con­ta di come una sto­ria ven­ga dif­fu­sa al mon­do sen­za alcu­na ricer­ca per con­fer­mar­la, e di come ogni noti­zia data per un anno su un per­so­nag­gio noto del­lo sho­w­biz fos­se tut­to frut­to di uno scherzo.

Joaquin Phoenix e Casey Affleck son riusciti in un’impresa a cui nessuno fino ad ora era riuscito, ridicolizzare i media tradizionali americani.

Nono­stan­te fos­se sta­to dato per mor­to dal quar­to pote­re Joa­quin Phoe­nix è anco­ra qui.

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Luca Pagani
Ten­to di espri­mer­mi su un po’ di cose e spes­so fallisco. 
Però sono simpatico.

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