Parola agli studenti: intervista ai ragazzi di GayStatale

Sono molte le realtà associative che ruotano intorno all’Università Statale di Milano, e tantissimi sono gli studenti che partecipano attivamente a interessantissimi progetti, legati al mondo universitario e non solo. Noi di Vulcano Statale abbiamo deciso di indagare questo “fenomeno”, e per farlo abbiamo coinvolto alcuni studenti che ci hanno raccontato la loro esperienza.


Abbia­mo inter­vi­sta­to Gaia Zaga­to Kulak, Isa­bel­la Mara­sco e Gabe Negro stu­den­ti di Let­te­re moder­ne e Scien­ze Uma­ni­sti­che per la comu­ni­ca­zio­ne affin­ché ci par­las­se­ro del­le istan­ze dell’asso­cia­zio­ne Gay­Sta­ta­le.

[L’intervista è sta­ta edi­ta­ta per bre­vi­tà e chiarezza]

Come spie­ghe­re­ste il vostro pro­get­to a chi non ne ha mai sen­ti­to parlare?

Gay­Sta­ta­le è nata e con­ti­nua ad esi­ste­re come spa­zio sicu­ro per tut­ti colo­ro che appar­ten­go­no alla comu­ni­tà LGBTQ+. Al suo inter­no infat­ti è pos­si­bi­le par­la­re libe­ra­men­te, con­fron­tan­do­si e con­di­vi­den­do le pro­prie espe­rien­ze e le pro­prie idee, allo sco­po di instau­ra­re un siste­ma di soste­gno fra i suoi mem­bri e rea­liz­za­re così quel­lo che è l’obiettivo del grup­po: acco­glie­re, uni­re e infor­ma­re gli stu­den­ti. Paral­le­la­men­te, l’associazione s’impegna in un atti­vi­smo vol­to a favo­ri­re un’inclusività tota­le in rife­ri­men­to non solo all’orientamento ses­sua­le ma anche all’identificazione di gene­re, in pri­mis all’interno dell’associazione stes­sa, poi a livel­lo di ambien­te uni­ver­si­ta­rio e infi­ne nel­la socie­tà tut­ta. Que­sto nostro orien­ta­men­to va a rispec­chia­re una ten­den­za gene­ra­le all’apertura, rap­pre­sen­ta­ta sim­bo­li­ca­men­te dall’ampliarsi pro­gres­si­vo del­la sigla inter­na­zio­na­le LGBTQ+. Negli ulti­mi decen­ni infat­ti la comu­ni­tà ‘rain­bow’ si è impe­gna­ta ad acco­glie­re non solo Lesbi­che, Gay, Tran­sgen­der e Queer, ma anche altri indi­vi­dui qua­li Que­stio­ning, Pan­se­xual, Polya­mo­rous, Ase­xual, Inter­se­xual e Two Spi­ri­ts le cui inzia­li sono sta­te man mano riu­ni­te sot­to il sim­bo­lo +. Rite­nia­mo che l’aumento di que­ste eti­chet­te sia da con­si­de­rar­si posi­ti­va­men­te in quan­to esse van­no a defi­ni­re sog­get­ti da sem­pre esi­sten­ti, ma solo recen­te­men­te rico­no­sciu­ti e rap­pre­sen­ta­ti, dan­do­gli un pote­re e una sicu­rez­za dovu­ti al fat­to di poter­si rico­no­sce­re in un grup­po e far­ne parte.

Di qua­li tema­ti­che vi occu­pa­te e che tipo di atti­vi­tà orga­niz­za­te per far­le conoscere? 

Ovvia­men­te ci occu­pia­mo di tut­ti quei temi lega­ti alla comu­ni­tà rain­bow qua­li inclu­si­vi­tà, anti­di­scri­mi­na­zio­ne, pari­tà dei dirit­ti e tap­pe for­ma­ti­ve dell’identità. Tut­ta­via, dal momen­to che esse­re un’associazione LGBTQ+ non ci ren­de esclu­si­va­men­te estra­nei ad altre tema­ti­che, il nostro inte­res­se è rivol­to più gene­ral­men­te al rag­giun­gi­men­to di una pari­tà per tut­te le mino­ran­ze, in modo da scon­fig­ge­re l’antidiscriminazione in tut­te le sue for­me con un atti­vi­smo che sia a 360°. Ciò avvie­ne tra­mi­te una serie di atti­vi­tà da noi orga­niz­za­te in diver­si for­mat che van­no dal­le più clas­si­che con­fe­ren­ze, con pre­sen­za di rela­to­ri e finan­zia­te dall’università (ad esem­pio “Skam Ita­lia” sul­la rap­pre­sen­ta­zio­ne LGBTQ+ nel cine­ma ita­lia­no, “Uni­ver­so Drag”, “Disa­bi­li­tà e omo­ses­sua­li­tà”), a even­ti che favo­ri­sca­no un con­tat­to più diret­to con i par­te­ci­pan­ti. In que­sto sen­so abbia­mo dato vita a degli incon­tri chia­ma­ti KIKI che somi­glia­no a del­le tavo­le roton­de dove, sot­to il con­trol­lo di un media­to­re che pre­sen­ta la tema­ti­ca del gior­no (ad esem­pio “Coming out”, “Salu­te men­ta­le”, “Masco­li­ni­tà tos­si­ca”), si svi­lup­pa un dibat­ti­to e una con­di­vi­sio­ne a par­te­ci­pa­zio­ne total­men­te libe­ra. Vi sono poi for­mat più infor­ma­li come gli Ape­ri­ti­vi orga­niz­za­ti in loca­li mila­ne­si che ser­vo­no anche al finan­zia­men­to del grup­po e i Tea Par­ty, incon­tri set­ti­ma­na­li in Aulet­ta A (Festa del Per­do­no) dal­le 17 alle 19 pen­sa­ti come occa­sio­ne per i par­te­ci­pan­ti di cono­scer­si meglio e strin­ge­re amicizia. 

Qua­li pro­get­ti ave­te in can­tie­re al momento?

I pros­si­mi appun­ta­men­ti di una cer­ta impor­tan­za sono le gior­na­te mon­dia­li LGBTQ+ che ci pre­pa­ria­mo anche noi a ono­ra­re. La data più immi­nen­te è l’11 otto­bre che cele­bra il Coming Out Day, poi il Tran­sgen­der Day Of Remem­bran­ce che cade il 20 novem­bre. Più inol­tra­ti ma altret­tan­to impor­tan­ti sono l’Omocausto il 27 gen­na­io, che vuo­le por­re l’accento anche sull’alto nume­ro di vit­ti­me che la comu­ni­tà rain­bow ha sof­fer­to nei cam­pi di ster­mi­nio, e poi la Gior­na­ta Mon­dia­le Con­tro l’Aids il pri­mo dicem­bre. In pas­sa­to rea­liz­za­va­mo più che altro dei ban­chet­ti infor­ma­ti­vi, ma per quest’anno stia­mo orga­niz­zan­do anche diver­si KIKI.

Oltre alle atti­vi­tà già cita­te, sia­mo soste­ni­to­ri di un pro­get­to per il rico­no­sci­men­to dei dirit­ti tran­sgen­der in uni­ver­si­tà por­ta­to avan­ti da Stu­den­ti Indi­pen­den­ti. Una gran­de vit­to­ria in tal sen­so è sta­ta nel 2016 la con­ces­sio­ne del dop­pio libret­to che per­met­te agli stu­den­ti tran­sgen­der di esse­re rico­no­sciu­ti con il loro nome di scel­ta, sia nel quo­ti­dia­no rap­por­to con segre­te­ria e inse­gnan­ti sia per quan­to riguar­da la deno­mi­na­zio­ne del­le pagi­ne infor­ma­ti­che. Per otte­ne­re tale dirit­to biso­gna for­ni­re un cer­ti­fi­ca­to medi­co, rila­scia­to in segui­to ad un per­cor­so psi­co­lo­gi­co, che atte­sti la disfo­ria di gene­re; tut­ta­via, non tut­ti gli stu­den­ti tran­sgen­der pos­so­no acce­der­vi poi­ché tale pro­ces­so medi­co è lun­go e dispen­dio­so. È quin­di in cor­so una pro­po­sta al Sena­to Acca­de­mi­co per l’approvazione di un’autocertificazione che per­met­te­reb­be di otte­ne­re il dop­pio libret­to bypas­san­do tale pra­ti­ca. Il pro­ce­di­men­to è al momen­to in stand-by poi­ché in con­flit­to con la legi­sla­zio­ne cor­ren­te, ma l’impegno nostro e di mol­te altre real­tà come Stu­den­ti Indi­pen­den­ti pro­se­gue e spe­ria­mo di otte­ne­re que­sto rico­no­sci­men­to in un pros­si­mo futuro.

Com’è strut­tu­ra­ta Gay­Sta­ta­le e come si rap­por­ta con le altre asso­cia­zio­ni LGBTQ+ del territorio?

Gay­Sta­ta­le è nata nel 2008 come sem­pli­ce grup­po su Face­book e poi si è svi­lup­pa­ta in un’associazione rico­no­sciu­ta anche dall’Università degli Stu­di di Mila­no. Con­tia­mo una cin­quan­ti­na di mem­bri per­ma­nen­te­men­te atti­vi e sia­mo pri­vi di una gerar­chia inter­na. Vige infat­ti un rap­por­to pari­ta­rio fra i mem­bri alcu­ni dei qua­li, a rota­zio­ne, ven­go­no scel­ti annual­men­te come fir­ma­ta­ri uffi­cia­li ma sen­za dover assu­me­re un pre­ci­so ruo­lo orga­niz­za­ti­vo. Ci è sta­to rife­ri­to che sia­mo l’associazione stu­den­te­sca LGBTQ+ più vec­chia sul ter­ri­to­rio mila­ne­se, ma sia­mo sta­ti pre­sto rag­giun­ti da altre asso­cia­zio­ni qua­li LGB­catT (Uni­ver­si­tà Cat­to­li­ca), B.Rain (Uni­ver­si­tà Bicoc­ca), BESt (Uni­ve­ri­stà Boc­co­ni) e PoliE­dro (Poli­tec­ni­co di Mila­no) con le qua­li abbia­mo instau­ra­to una rete di con­tat­ti e sup­por­to reci­pro­co. Sia­mo poi atti­va­men­te coin­vol­ti con altre enti­tà ester­ne all’università qua­li il Coor­di­na­men­to Arco­ba­le­no di Mila­no, che riu­ni­sce e coor­di­na le asso­cia­zio­ni LGBTQ+ del ter­ri­to­rio e orga­niz­za i Mila­no Pri­de, e LILA (Lega Ita­lia­na per la Lot­ta con­tro l’Aids) che ci for­ni­sce i mate­ria­li infor­ma­ti­vi che distribuiamo.

Per quan­to riguar­da inve­ce il rap­por­to con gli stu­den­ti, qua­li cana­li di comu­ni­ca­zio­ne usate?

I social net­work sono il nostro prin­ci­pa­le mez­zo comu­ni­ca­ti­vo sia per attrar­re nuo­vi mem­bri, sia per fare infor­ma­zio­ne, sia per aggior­na­re gli inte­res­sa­ti sugli svi­lup­pi del­le nostre ini­zia­ti­ve e sui diver­si appun­ta­men­ti. È infat­ti seguen­do­ci sui social che è pos­si­bi­le tro­va­re tut­te le infor­ma­zio­ni riguar­dan­ti i nostri even­ti, ad ecce­zio­ne dei Fri­day Tea Par­ty che sono un even­to per­ma­nen­te e per­tan­to non pub­bli­ciz­za­to. La scel­ta di que­sto cana­le è di nuo­vo dovu­ta alla pos­si­bi­li­tà di rea­liz­za­re una comu­ni­ca­zio­ne più diret­ta e imme­dia­ta con gli stu­den­ti; in par­ti­co­la­re, abbia­mo un pro­fi­lo Insta­gram mol­to atti­vo e un account Face­book che ven­go­no costan­te­men­te aggior­na­ti. Vi è poi un account Twit­ter nascen­te che ver­rà pre­sto incrementato. 

Poi­ché l’inclusività tota­le è un obiet­ti­vo anco­ra da rag­giun­ge­re, come pen­sa­te di coin­vol­ge­re gli altri, soprat­tut­to i gio­va­ni, nel vostro pro­get­to e qua­li sono le vostre aspet­ta­ti­ve per il futuro?

Le atti­vi­tà e gli incon­tri che svol­gia­mo ogni gior­no sono par­te inte­gran­te del nostro coin­vol­ge­re gli altri in una par­te­ci­pa­zio­ne atti­va: è infat­ti tra­mi­te l’infor­ma­zio­ne e la sen­si­bi­liz­za­zio­ne degli indi­vi­dui appar­te­nen­ti all’universo LGBQ+, come anche del­le per­so­ne ester­ne ad esso, che pos­sia­mo con­tra­sta­re la discri­mi­na­zio­ne come comu­ni­tà uni­ta. Tale col­la­bo­ra­zio­ne è resa ancor più neces­sa­ria dai pas­si indie­tro che stan­no avve­nen­do dall’inizio dell’era Trump e Sal­vi­ni, le cui con­se­guen­ze ven­go­no da noi sen­ti­te anche solo cam­mi­nan­do per stra­da. Ciò nono­stan­te rite­nia­mo che, se i perio­di di regres­sio­ne sono ine­vi­ta­bi­li, più rile­van­te è il cor­so gene­ra­le dell’umanità e del­la sto­ria che sta pro­ce­den­do comun­que in avan­ti. Negli ulti­mi anni abbia­mo infat­ti assi­sti­to a gran­di cam­bia­men­ti qua­li l’avvicinamento pro­gres­si­vo alla rea­liz­za­zio­ne del­la pari­tà dei ses­si o, ancor più lega­to al nostro grup­po, l’abbracciamento del con­cet­to non-bina­ry accan­to alla mag­gior inclu­si­vi­tà rispet­to alla comu­ni­tà tran­sgen­der. Sia­mo quin­di ten­den­zial­men­te otti­mi­sti per quan­to riguar­da il com­pi­men­to di un’accoglienza tota­le e con­ti­nue­re­mo ad esse­re pre­sen­ti fino al momen­to in cui Gay­Sta­ta­le non avrà più ragion d’essere, per­ché il suo pro­get­to sarà sta­to final­men­te realizzato.

Con­di­vi­di:
Rossana Merli
Mi affa­sci­na la crea­ti­vi­tà decli­na­ta in ogni sua espres­sio­ne e for­se è per que­sto che non so sce­glier­ne una pre­fe­ri­ta. Uni­ci pun­ti fer­mi nel­la mia vita sono il nuo­to e la scrittura.