Cile: l’immortale sorriso di «El Mimo»

Quan­do lo scor­so 18 otto­bre in Cile è sta­ta appro­va­ta una leg­ge che aumen­ta­va il prez­zo del bigliet­to del­la metro­po­li­ta­na nel­la capi­ta­le San­tia­go, miglia­ia di pas­seg­ge­ri han­no ini­zia­to a mani­fe­sta­re. Pre­sto però le pro­te­ste si sono allar­ga­te a temi eco­no­mi­ci mol­to più ampi, coin­vol­gen­do un nume­ro sem­pre mag­gio­re di persone. 

Un esem­pio lam­pan­te di ciò è sta­to l’incendio del­la sede di Enel Cile, col­pe­vo­le di aver recen­te­men­te alza­to i prez­zi del­le for­ni­tu­re del die­ci per cento.

Qua­si subi­to – con durez­za inquie­tan­te anche pen­san­do alla sto­ria di un Pae­se ret­to fino al 1989 da una dit­ta­tu­ra mili­ta­re – i sol­da­ti sono sce­si nel­le stra­de ed è sta­to impo­sto il coprifuoco. 

Poi, dopo otto gior­ni di pro­te­ste e una mar­cia di ben un milio­ne di per­so­ne river­sa­te­si nel­le stra­de di San­tia­go, il pre­si­den­te Seba­stian Pine­ra ha sospe­so il copri­fuo­co e annun­cia­to un rim­pa­sto di gover­no. Oltre a ciò, natu­ral­men­te, è vola­ta a cal­do la pro­mes­sa del mon­do del­la poli­ti­ca che si sareb­be imboc­ca­ta la stra­da ver­so un Cile miglio­re per tut­ti e più libe­ro dal­la mor­sa del carovita.

Vio­len­ze, sac­cheg­gi e il mar­chio di “delin­quen­ti” comun­que impres­so sui mani­fe­stan­ti pro­prio da Pine­ra, con­ti­nua­no però a dila­nia­re il pae­se, ridu­cen­do le pos­si­bi­li­tà di dia­lo­go. Le pro­te­ste pro­se­guo­no, e non ci sono segna­li di vero cam­bia­men­to in un con­te­sto dove pover­tà e disu­gua­glian­za cre­sco­no, tra gli avan­zi del­la dit­ta­tu­ra di Pino­chet e il mal­go­ver­no odier­no.

A ina­spri­re il mal­con­ten­to socia­le poi pen­sa la poli­zia, che non si fa scru­po­li nell’usare la vio­len­za con­tro oppo­si­to­ri iner­mi duran­te le mani­fe­sta­zio­ni e anche al di fuo­ri di esse. 

Stan­do alle cifre uffi­cia­li del Gover­no, in un mese di scon­tri ci sono sta­ti 23 mor­ti e 2.391 feri­ti, sen­za dimen­ti­ca­re i 17mila arre­sti, che in ben 759 casi han­no riguar­da­to i mino­ri. E in que­sti casi, pur­trop­po, le cifre uffi­cia­li non dico­no tut­ta la veri­tà: mol­ti abu­si resta­no in qual­che modo celati.

Una figu­ra, in par­ti­co­la­re, è emer­sa in que­sti gior­ni: quel­la dell’artista e atti­vi­sta Danie­la Car­ra­sco, di tren­ta­sei anni, det­ta «El Mimo», tro­va­ta mor­ta il 20 ottobre.

La don­na è sta­ta uno dei vol­ti del­la pro­te­sta socia­le e rima­ne nel­la men­te di mol­ti come un sim­bo­lo. Si esi­bi­va per stra­da, a San­tia­go, truc­ca­ta da clo­wn, spes­so sor­ri­den­te e sem­pre por­ta­tri­ce di un’idea di pro­te­sta paci­fi­ca e originale. 

E’ sta­ta vista viva per l’ultima vol­ta il 19 otto­bre men­tre le for­ze dell’ordine la por­ta­va­no via da un cor­teo di mani­fe­stan­ti. Poi il buio, fino al ritro­va­men­to del cor­po, impic­ca­to a una recin­zio­ne. Gli esi­ti dell’autopsia con­dot­ta dall’Instituto Nacio­nal des Dere­chos Huma­nos del Cile, comu­ni­ca­ti il 21 novem­bre, dico­no che Danie­la è mor­ta per asfis­sia e che il cor­po non pre­sen­ta lesio­ni né segni di vio­len­za ses­sua­le; ma i sospet­ti di un omi­ci­dio per­pe­tra­to dai mili­ta­ri resta­no for­ti. Il ritro­va­men­to di una let­te­ra che par­reb­be dell’attivista ha por­ta­to anche gli avvo­ca­ti del­la fami­glia a pro­pen­de­re per l’ipotesi di sui­ci­dio, ma le inda­gi­ni del pub­bli­co mini­ste­ro non sono anco­ra concluse. 

Il modo di pro­te­sta­re di Danie­la, comun­que, così ori­gi­na­le, sim­bo­li­co e non vio­len­to, potreb­be risve­glia­re il ricor­do di un uomo che nell’800 ave­va dato al riso un sen­so tut­to par­ti­co­la­re, soste­nen­do poi che dob­bia­mo esse­re tita­ni davan­ti a un mon­do in cui tut­to è male, Gia­co­mo Leopardi.

Il riso dipin­to da Leo­par­di non è quel­lo cini­co di anzia­ni disil­lu­si, né quel­lo bef­far­do, o pura­men­te este­ti­co, che pren­de for­ma in socie­tà al solo fine di mostrar­si for­ti, ben­sì un modus di pro­te­sta socia­le e uno stru­men­to dato­ci per risve­glia­re la nostra mora­li­tà. Esem­pio di ciò, come sot­to­li­nea Ame­deo Vigo­rel­li nel suo sag­gio La “pazien­za” di Gia­co­mo Leo­par­di, è l’elogio degli uccel­li nel­le Ope­ret­te mora­li per quel­la loro leti­zia oppo­sta a ogni vio­len­za e per­ciò ispiratrice.

Similmente Daniela Carrasco, vestita da clown, nelle manifestazioni non intendeva far ridere ma ispirare ai suoi compagni di protesta e al mondo un senso più profondo, intriso di un ridere morale capace di sostenere l’accusa e la denuncia.

El Mimo non ha mai usa­to la vio­len­za, ren­den­do­si così all’apparenza tan­to visi­bi­le quan­to fra­gi­le, indi­fe­so, inno­cen­te. La sua for­za sta­va tut­ta nell’idea, nel sogno di un Cile miglio­re por­ta­to avan­ti con la pro­te­sta paci­fi­ca, pazien­te, inarrestabile.

La ricor­de­re­mo come una don­na corag­gio­sa, tita­ni­ca nel suo por­si sen­za scu­di dinan­zi a una poli­zia, un eser­ci­to e un gover­no che lascia­no che la vio­len­za divo­ri l’ascoltarsi.

Arti­co­lo di Car­lo Codini

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Carlo Codini
Nato nel 2000, sono uno stu­den­te di let­te­re. Appas­sio­na­to anche di sto­ria e filo­so­fia, non mi nego mai let­tu­re e appro­fon­di­men­ti in tali ambi­ti, con­vin­to che la varie­tà sia ric­chez­za, sempre.

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