Tra presente e futuro: intervista a Terrenuove

Al civi­co 127 di Via Archi­me­de, ci si imbat­te nel­lo stu­dio di una real­tà mene­ghi­na di rile­van­te impor­tan­za nell’ambito del Ter­zo Set­to­re e del­l’im­pe­gno socia­le. La ONLUS Ter­re­nuo­ve da più di 20 anni si occu­pa, oltre a ricer­ca inter­per­so­na­le e inter­cul­tu­ra­le, di for­ni­re con­su­len­za psi­co­lo­gi­ca e for­ma­zio­ne ad un’ampia rosa di real­tà del­la nostra epo­ca, con par­ti­co­la­re atten­zio­ne per gli stra­nie­ri. Abbia­mo avu­to l’occasione di inter­vi­sta­re Lele Mag­gio­ra, edu­ca­to­re e coun­se­lor da 20 anni a Ter­re­nuo­ve, e Elga Qua­ri­glio, psi­co­te­ra­peu­ta anche lei da 20 anni a Ter­re­nuo­ve, entram­bi impe­gna­ti nell’area dedi­ca­ta ai mino­ri stra­nie­ri non accom­pa­gna­ti. Nume­ro­sis­si­me infor­ma­zio­ni sul­la ONLUS sono comun­que repe­ri­bi­li sugli appo­si­ti siti web, e sull’apposita pagi­na di Facebook.

Quando e come nasce Terrenuove?

Ter­re­nuo­ve nasce nel 1998, da par­te di un team di spe­cia­li­sti in psi­co­lo­gia, in rife­ri­men­to ai muta­men­ti avve­nu­ti riguar­do l’immigrazione, volen­do for­ni­re un ser­vi­zio di con­su­len­za psi­co­lo­gi­ca gra­tui­ta in appog­gio al lavo­ro socia­le svol­to dai ser­vi­zi ter­ri­to­ria­li. Suc­ces­si­va­men­te, sono sta­te crea­te 3 aree rela­ti­ve ai ser­vi­zi che Ter­re­nuo­ve offre: mino­ri stra­nie­ri non accom­pa­gna­ti, (MSNA), rifu­gia­ti e richie­den­ti asi­lo, e un ser­vi­zio per la fami­glia. Io e Lele ci occu­pia­mo da sem­pre del ser­vi­zio mino­ri stra­nie­ri non accompagnati.

Le modalità con cui Terrenuove opera hanno subito cambiamenti negli anni?

Sì, ini­zial­men­te la nostra atti­vi­tà era con­cen­tra­ta sul­le con­su­len­ze indi­vi­dua­li, suc­ces­si­va­men­te abbia­mo pro­po­sto i grup­pi di appren­di­men­to del­la lin­gua ita­lia­na, men­tre negli ulti­mi anni sono arri­va­ti i grup­pi di paro­la. Abbia­mo anche lavo­ra­to per anni con i mino­ri in ricon­giun­gi­men­to fami­lia­re, appog­gian­do i Ser­vi­zi Socia­li del comu­ne di Mila­no. Il ricon­giun­gi­men­to avvie­ne tra i mino­ri, e la fami­glia d’origine, pre­sen­te da anni in Ita­lia per moti­vi di lavo­ro. In que­sto caso, sono sta­ti uti­li dei grup­pi di auto-aiu­to per geni­to­ri e per figli per favo­ri­re que­sto loro ricongiungimento.

Nel lungo periodo quali sono stati i progressi dei giovani passati da voi?

L’anno scor­so, abbia­mo volu­to invi­ta­re dei ragaz­zi che abbia­mo segui­to negli anni pas­sa­ti, in modo tale che rac­con­tas­se­ro la loro espe­rien­za a quel­li appe­na entra­ti nel pro­get­to. I per­cor­si auto­no­mi di que­sti ragaz­zi, che abbia­mo ricon­tat­ta­to, sono sta­ti mol­to buo­ni; han­no otte­nu­to un lavo­ro, una loro casa, qual­cu­no è per­si­no riu­sci­to a por­ta­re la sua fami­glia in Ita­lia. In sin­te­si, han­no con­ti­nua­to con suc­ces­so il loro per­cor­so di auto­no­mia. Tut­ta­via, non per tut­ti è sta­to un suc­ces­so roseo: alcu­ni han­no infat­ti deci­so di abban­do­na­re il per­cor­so per anda­re all’estero, per esempio.

Come ha fatto Terrenuove a ottenere visibilità dopo essere nata?

Attra­ver­so con­ve­gni, pub­bli­ca­zio­ni, gra­zie ad alcu­ni finan­zia­men­ti otte­nu­ti dai ban­di orga­niz­za­ti dal­Co­mu­ne di Mila­no. Il ruo­lo dei ban­di è sta­to fon­da­men­ta­le soprat­tut­to nei pri­mi anni. Da alcu­ni anni la Fon­da­zio­ne Cari­plo sostie­ne alcu­ne del­le atti­vi­tà di Ter­re­nuo­ve (come il pro­get­to GESI di cui que­sto grup­po di paro­la fa par­te) e anche c’è mol­to lavo­ro volon­ta­rio da par­te dei pro­fes­sio­ni­sti. In que­sti anni con il nostro modo di lavo­ra­re abbia­mo costrui­to una rete di col­la­bo­ra­zio­ne all’interno del­la real­tà mila­ne­se e del­l’­hin­ter­land, che va dai Ser­vi­zi Socia­li, alle comu­ni­tà per mino­ri, alle UONPIA, e abbia­mo pre­so con­tat­to con mol­teas­so­cia­zio­ni del Ter­zo Set­to­re già ope­ran­ti sul territorio.

Lavo­ra­re in rete, rima­nen­do in con­tat­to con real­tà come le nostre, è fondamentale.Il con­tat­to con le assi­sten­ti socia­li del Comu­ne è sta­to impor­tan­tis­si­mo spe­cial­men­te per la cono­scen­za di pro­get­ti futu­ri riguar­do l’immigrazione o l’assistenza ai mino­ri. Anche la col­la­bo­ra­zio­ne con l’USSM (Uffi­cio Ser­vi­zio Socia­le Mino­ren­ni) è sta­ta rile­van­te, tra­mi­te con­su­len­ze ese­gui­te, da par­te nostra, ver­so i gio­va­ni dete­nu­ti stra­nie­ri del car­ce­re mino­ri­le Beccaria.

Che progetti avete per il futuro?

Il tema cen­tra­le rima­ne sem­pre quel­lo del­la con­su­len­za ai mino­ri stra­nie­ri non accom­pa­gna­ti. La leg­ge Zam­pa del 2017 ha per­mes­so la for­ma­zio­ne e l’utilizzo di tuto­ri volon­ta­ri, ed è con que­sta nuo­va figu­ra isti­tu­zio­na­le che stia­mo aven­do un approc­cio e lavo­ran­do ad una col­la­bo­ra­zio­ne tra assi­sten­ti socia­li, edu­ca­to­ri di comu­ni­tà e tuto­ri. Per il resto, tenia­mo aper­ti alla con­su­len­za i ser­vi­zi sto­ri­ci, oltre al ser­vi­zio MSNA il ser­vi­zio per le fami­glie e quel­lo per richie­den­ti asi­lo. I nostri inter­ven­ti sono con­nes­si ai cam­bia­men­ti a livel­lo sto­ri­co e socia­le che avven­go­no: per esem­pio, la chiu­su­ra di mol­ti cen­tri d’accoglienza e la disper­sio­ne di una rete di ser­vi­zi sul ter­ri­to­rio ha com­por­ta­to anche da par­te nostra una rifles­sio­ne e un ripen­sa­men­to su alcu­ne moda­li­tà di intervento.

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Matteo Lo Presti
Cal­cio­fi­lo e meme lord, il tut­to innaf­fia­to da Poret­ti 9 lup­po­li. Amo i tatuag­gi, la filo­so­fia mora­le, la Ligu­ria e scri­ve­re. Sogno l’au­tar­chia e l’atarassia.

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