Twenty One Pilots: una band oltre la musica

Arti­co­lo di Fede­ri­co Metri

Un duo che in otto anni con quat­tro album in stu­dio pas­sa da suo­na­re nei loca­li più squin­ter­na­ti dell’Ohio a con­clu­de­re un tour mon­dia­le tut­to esau­ri­to dimo­stra, sen­za dub­bio, di ave­re quel “qual­co­sa in più”. 

Tra i con­tem­po­ra­nei non sono para­go­na­bi­li a nes­su­no, han­no un sound e un gene­re mol­to par­ti­co­la­re: Tyler, il can­tan­te e bas­si­sta, pas­sa anche in una sin­go­la can­zo­ne dal rap all’a­cu­sti­co accom­pa­gna­to con l’ukulele, men­tre il bat­te­ri­sta Josh è capa­ce di dare poe­sia a uno stru­men­to che ingiu­sta­men­te si cre­de pos­sa ave­re poche evo­lu­zio­ni. Dedi­ca­no mol­ta atten­zio­ne anche alle per­for­man­ce live, riu­scen­do a rega­la­re con­cer­ti uni­ci tra­mi­te sce­no­gra­fie spet­ta­co­la­ri (mac­chi­ne che pren­do­no fuo­co) e una con­ti­nua con­nes­sio­ne con il pub­bli­co, facen­do­lo gio­ca­re, can­ta­re e bal­la­re per più di un’ora e mezza.

È un’alchimia di mai vista e sen­ti­ta pri­ma che gli ha dato la spin­ta per spin­ger­si oltre e usci­re dal gene­re Indie e affac­ciar­si al gran­de pubblico.

Il loro successo però non è legato solo al suono che portano, ma anche all’incredibile storia che hanno voluto raccontare e inserire nei loro testi.

Nei pri­mi due album Tyler par­la dei suoi lati inte­rio­ri, del­le sue insi­cu­rez­ze e del­le sue emo­zio­ni, ma anco­ra in modo gene­ra­le; è però dal ter­zo e quar­to album, Blur­ry­fa­ce e Trench, che deci­de di non limi­tar­si a rac­con­ta­re, ma di crea­re un mon­do meta­fo­ri­co dove poter tra­spor­re i suoi sen­ti­men­ti den­tro una sto­ria, rac­con­ta­ta non solo tra­mi­te i testi del­le can­zo­ni, ma anche tra­mi­te mes­sag­gi crip­ti­ci, video musi­ca­li e  let­te­re scrit­te dal duo posta­te in siti inter­net rag­giun­gi­bi­li solo dai fan più accaniti. 

Dema, la cit­tà trap­po­la che obbli­ga a repri­me­re e omo­lo­ga­re i sen­ti­men­ti, una trin­cea, luo­go peri­co­lo­so e sel­vag­gio e la ter­ra libe­ra, luo­go ine­splo­ra­to ricol­mo di liber­tà d’espressione e libe­ro arbi­trio. Que­sti sono i luo­ghi descrit­ti e rac­con­ta­ti dal can­tan­te nei pro­pri testi e Clan­cy, ragaz­zi­no auto­re del­le let­te­re che si pos­so­no leg­ge­re sui vari siti. 

Il protagonista vive proprio a Dema e Blurryface, personificazione delle paure e della depressione di Tyler descritta ampiamente nell’omonimo album, è personificata da nove vescovi, ciascuno al comando di una delle sezioni della città. 

Clan­cy, insie­me ai suoi com­pa­gni, è chiu­so li den­tro inca­pa­ce di usci­re all’esterno. Il suo desi­de­rio di liber­tà però lo spin­ge a cer­ca­re l’evasione, ad anda­re oltre i suoi disa­gi interiori.

La nar­ra­zio­ne si spo­sta su un uomo adul­to cit­ta­di­no di Dema, raf­fi­gu­ra­to da Tyler nei video musi­ca­li dedi­ca­ti, risve­glia­to­si nel­la trin­cea,  dove però rea­liz­za di non esse­re solo, ma di esse­re in un luo­go abi­ta­to dai ban­di­ti, fug­gi­ti­vi rico­per­ti di gial­lo, colo­re capa­ce di scon­fig­ge­re e ren­der­li invi­si­bi­li dal­la pau­ra e dal­le insi­cu­rez­ze. Su di un caval­lo arri­va però uno dei novi vesco­vi, inten­to a ripor­tar­lo a casa. Appe­na lo toc­ca e lo mar­ca sul col­lo, l’uomo per­de il con­trol­lo del suo cor­po ed è costret­to a segui­re gli ordi­ni, dimo­stra­zio­ne di come a vol­te i pen­sie­ri nega­ti­vi rie­sca­no a pren­de­re pos­ses­so del nostro io e coman­dar­ci, a indi­riz­zar­ci dove voglio­no loro sen­za lasciar­ci più occa­sio­ne di sce­glie­re e di come tut­to que­sto fac­cia cade­re in una for­te depressione.

“Mi ave­va­no det­to che quan­do sarei cre­sciu­to tut­te le mie pau­re si sareb­be­ro rim­pic­cio­li­te, ma ora sono insi­cu­ro e mi inte­res­sa ciò che la gen­te pensa”

                                             Stres­sed Out, Blurryface

Si ritro­va cosi den­tro Dema, rin­chiu­so come pri­ma. Quan­do si pre­sta a pog­gia­re un fio­re rac­col­to nel­la trin­cea in un cas­set­to e nota che ce ne sono deci­ne ugua­li, capi­sce che è un viag­gio che con­ti­nua ad intra­pren­de­re, una con­ti­nua lot­ta ver­so la reden­zio­ne che però sta per­den­do con­tro se stes­so, con­tro il suo alter ego, Blur­ry­fa­ce. I ban­di­ti però insie­me van­no alla ricer­ca di Tyler e rie­sco­no a por­tar­lo con se, di nuo­vo fuo­ri dal­la città.

“Quan­do i vesco­vi si uni­ran­no sapran­no che Dema non ci controlla”

                                Nico and the niners, Trench

Sem­bra cosi ini­zia­re un nuo­vo viag­gio per l’uomo ver­so la liber­tà, ma i vesco­vi rie­sco­no nuo­va­men­te a rag­giun­ger­lo e a tra­sci­nar­lo nel­la trappola. 

La loro sto­ria, solo per ora, si fer­ma qui, con la con­ti­nua scon­fit­ta di Tyler, inca­pa­ce anco­ra di lasciar­si alle spal­le i dub­bi e le dif­fi­col­tà. Il pros­si­mo album, di cui non si ha anco­ra nes­su­na noti­zia, for­ni­rà mag­gio­ri tas­sel­li di que­sta incre­di­bi­le storia. 

È una sto­ria per­so­na­le, ma che rie­sce a descri­ve­re pro­ble­mi che mol­ti si tro­va­no ad affron­ta­re. Arti­sti che si met­to­no com­ple­ta­men­te a nudo, dispo­sti a rac­con­tar­si cosi nel pro­fon­do meri­ta­no tut­to il suc­ces­so che ades­so stan­no rac­co­glien­do in tut­to il mondo.

La musi­ca a loro non basta, sen­to­no il biso­gno di lascia­re un mes­sag­gio che va oltre un suo­no: un mes­sag­gio rea­li­sti­co, di come la vita non sia sem­pli­ce, di come si pie­na di osta­co­li, ma di come insie­me, con la con­di­vi­sio­ne, si pos­sa­no scon­fig­ge­re i pro­pri demo­ni inte­rio­ri, quel­li che ci bloc­ca­no e non ci fan­no rag­giun­ge­re la feli­ci­tà. È un viag­gio lun­go, pie­no di ten­ta­ti­vi e fal­li­men­ti, ma è pro­prio que­sto gene­re di per­cor­so che fa cre­sce­re e ren­de per­so­ne migliori.

“Cadrò, fal­li­rò, ma tu mi hai det­to che non sono solo.”

                                          Fake you out, Vessel

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