Perché in Italia manca una destra moderata

(FILES) picture taken on December 02, 2006 of (L to R) Italian Northern League leader Umberto Bossi, Forza Italia party leader Silvio Berlusconi and Alleanza Nazionale leader Gianfranco Fini during a rally at St. Giovanni square in Rome. Silvio Berlusconi's Forza Italia party, the National Alliance and the Northern League will run in April elections as a single party. For April elections, the new party will expand to include the right-wing National Alliance and will form a federation with the populist Northern League, said Berlusconi. AFP PHOTO / ALBERTO PIZZOLI (Photo credit should read ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

L’Italia non è mai sta­ta capa­ce di espri­me­re una gran­de Destra. È questo,
pro­ba­bil­men­te, il fat­to deter­mi­nan­te di tut­ta la sua sto­ria recen­te. Ma non si trat­ta di una cau­sa, ben­sì di un effet­to. L’Italia non ha avu­to una gran­de Destra per­ché non ha avu­to una cul­tu­ra capa­ce di espri­mer­la. Essa ha potu­to solo espri­me­re quel­la roz­za, ridi­co­la, fero­ce destra che è il fascismo.

Così scri­ve­va nel 1974 Paso­li­ni in un arti­co­lo pub­bli­ca­to sul Cor­rie­re del­la Sera in occa­sio­ne del­la vit­to­ria del NO nel refe­ren­dum sul divor­zio. A distan­za di anni rileg­gen­do que­ste righe vie­ne da chie­der­si: l’Italia è cam­bia­ta? E’ nato un par­ti­to di destra mode­ra­to, libe­ra­le, in gra­do di rap­pre­sen­ta­re i valo­ri del­la destra (amo­re per la patria, sicu­rez­za, liber­tà in cam­po economico)?

Analizzando la situazione del nostro paese la risposta sembra essere negativa.

I due prin­ci­pa­li par­ti­ti di quel­lo che oggi, impro­pria­men­te, vie­ne chia­ma­to “cen­tro­de­stra”, Lega e Fra­tel­li d’Italia, espri­mo­no del­le posi­zio­ni che in un qual­sia­si altro perio­do del­la nostra sto­ria sareb­be­ro sta­te rite­nu­te di estre­ma destra. Eppu­re oggi vivia­mo in un’epoca in cui il dibat­ti­to poli­ti­co ita­lia­no si è pola­riz­za­to così tan­to che per­si­no posi­zio­ni xeno­fo­be e omo­fo­be sono rite­nu­te “mode­ra­te”. In que­sta situa­zio­ne agli occhi di mol­ti (per­si­no a per­so­ne di sini­stra) Ber­lu­sco­ni potreb­be appa­ri­re come un abi­le sta­ti­sta, l’ uni­co in gra­do di miti­ga­re l’ ege­mo­nia dei sovra­ni­sti nel­la destra ita­lia­na. Sareb­be bene ricor­da­re che 25 anni fa fu lo stes­so Cava­lie­re il pri­mo a sdo­ga­na­re i fasci­sti, allean­do­si con Allean­za Nazio­na­le, il par­ti­to nato dall’evoluzione dell’MSI (even­to che lo stes­so Ber­lu­sco­ni ha riven­di­ca­to recen­te­men­te) e che un “mode­ra­to” come Taja­ni, poco tem­po fa, ha rila­scia­to un’ inter­vi­sta in cui ha soste­nu­to il fat­to che il Duce abbia fat­to anche “cose buone”.

Insom­ma, sem­bre­reb­be che la destra ita­lia­na sia natu­ral­men­te attrat­ta dal fasci­smo, un fat­to qua­si uni­co nel pano­ra­ma euro­peo. Per­ché se è vero che negli ulti­mi anni i par­ti­ti di estre­ma destra sono cre­sciu­ti in qua­si tut­ti i pae­si euro­pei è anche vero che esi­sto­no, in que­ste nazio­ni, par­ti­ti di cen­tro­de­stra con una lun­ga tra­di­zio­ne: i Repub­bli­ca­ni in Fran­cia, il Par­ti­to Popo­la­re in Spa­gna, ma, soprat­tut­to, lo CDU-CSU del­la Mer­kel in Germania.

La can­cel­lie­ra in que­sti anni di gover­no è arri­va­ta a far appro­va­re i matri­mo­ni gay (anche sen­za i voti di tut­ti i mem­bri del suo par­ti­to) e ha
accol­to, a par­ti­re dal 2015, nume­ro­si pro­fu­ghi pro­ve­nien­ti dal­la Siria. Cer­to, mol­ti par­ti­ti di cen­tro­de­stra attual­men­te al gover­no dei loro pae­si, come l’OVP in Austria e Nuo­va Demo­cra­zia in Gre­cia, han­no assun­to posi­zio­ni estre­me in alcu­ni ambi­ti (soprat­tut­to per quan­to riguar­da l’immigrazione).

Eppure l’Italia rimane una mosca bianca: secondo i sondaggi attuali, sommando i voti di Lega e Fratelli d’Italia, l’ estrema destra arriverebbe al 43%.

Ed anche i gior­na­li di destra ita­lia­ni (Il Gior­na­le, Libe­ro Quo­ti­dia­no, La Veri­tà) sono noti per il loro sen­sa­zio­na­li­smo ed estre­mi­smo, oltre che per il quan­ti­ta­ti­vo ele­va­to di noti­zie fal­se che pub­bli­ca­no. Ma come sia­mo arri­va­ti a que­sto? Per anni la DC, il polo mode­ra­to per eccel­len­za, era riu­sci­to a spo­sta­re ver­so posi­zio­ni di cen­tro nume­ro­si elet­to­ri di destra. Ma una vol­ta scom­par­sa que­sti ulti­mi non han­no più tro­va­to alcun par­ti­to. in gra­do di rap­pre­sen­ta­re i valo­ri del­la destra seria­men­te, sen­za per­so­na­li­smi (il “ber­lo­scu­ni­smo”) o estremismi.

Ma le cose in un futu­ro non trop­po lon­ta­no potreb­be­ro cam­bia­re: oggi si affac­cia­no nuo­vi par­ti­ti che si defi­ni­sco­no “libe­ra­li” e “cen­tri­sti” (+Euro­pa, Ita­lia Viva di Ren­zi e Azio­ne di Calen­da). Sono anco­ra piut­to­sto pic­co­li ma
han­no ampi spa­zi di cre­sci­ta. For­se quel­lo che ser­ve oggi all’ Ita­lia è pro­prio un polo libe­ra­le, sto­ri­ca­men­te assen­te nel nostro pae­se, in gra­do di attrar­re i voti di colo­ro che sono stan­chi di dover­si accon­ten­ta­re di que­sta “roz­za, ridi­co­la, fero­ce destra” che attual­men­te domi­na il pano­ra­ma poli­ti­co italiano.

Arti­co­lo di Davi­de Muffatti

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