“L’ascesa di Skywalker”: un film per i nostalgici

Nel 1977, con l’uscita di Guer­re Stel­la­ri di Geor­ge Lucas, la sto­ria del cine­ma è sta­ta rivo­lu­zio­na­ta: non solo dal pun­to di vista stret­ta­men­te tec­ni­co (Star Wars è sta­to il pri­mo film rila­scia­to con il siste­ma del Dol­by ste­reo), ma soprat­tut­to dal pun­to di vista del­la distri­bu­zio­ne e dell’impatto media­ti­co. Guer­re Stel­la­ri è uni­ver­sal­men­te con­si­de­ra­to il film che dà il via all’era dei bloc­k­bu­ster, cioè quel­le pel­li­co­le che pun­ta­no ad ave­re un gran­de gua­da­gno da par­te di un pub­bli­co che cer­ca puro intrat­te­ni­men­to. Lucas è sta­to un pio­nie­re di enor­me suc­ces­so: dopo Guer­re Stel­la­ri, non ci ha pen­sa­to due vol­te a crea­re l’immortale L’Impero col­pi­sce anco­ra, segui­to a sua vol­ta da Il ritor­no del­lo Jedi. Ma la “lega­cy” di Star Wars non sareb­be fini­ta lì, come ben sap­pia­mo: nel 1999, con l’uscita di La minac­cia fan­ta­sma, ini­zia la tri­lo­gia pre­quel. Non è solo que­sta a fare par­te del­la “cano­ni­ci­ty” del fran­chi­se, che com­pren­de spin-off tele­vi­si­vi, roman­zi, fumet­ti, video­gio­chi… insom­ma, una for­tu­na vera­men­te glo­ba­le che ha reso Star Wars uno dei pro­dot­ti più ico­ni­ci del­la cul­tu­ra di mas­sa.

Nel 2012 la casa di pro­du­zio­ne Luca­sfilm è pas­sa­ta nel­le mani di Disney. Sia­mo nel­lo stes­so anno di Aven­gers ed è ormai chia­ro a tut­ti che a Disney impor­ta soprat­tut­to di occu­par­si di sto­rie che pos­sa­no dilun­gar­si nel tem­po – e che quin­di gli dia­no la cer­tez­za di un pub­bli­co affe­zio­na­to e di un gua­da­gno sicu­ro. A dimo­stra­zio­ne di ciò, nel 2015 esce Il risve­glio del­la For­za, il nuo­vo film del­la saga di Star Wars, ambien­ta­to dopo gli even­ti dell’ultimo film del­la tri­lo­gia ori­gi­na­le. Cono­scia­mo Rey, Finn, Poe e Kylo/Ben, ritro­via­mo Lei­la (che ora però por­ta il nome ingle­se Leia), Han e anche Luke. Tra eroi nuo­vi e minac­ce anti­che, il pub­bli­co tor­na a river­sar­si in sala; lo ha rifat­to, per l’ultima vol­ta, dal 18 dicem­bre per vede­re l’ultimo film del­la leg­gen­da­ria saga: L’ascesa di Sky­wal­ker.

Il film, diret­to da J. J. Abrams, ha (come sem­pre) spac­ca­to il pub­bli­co. C’è da pre­met­te­re che il com­pi­to di Abrams non era sicu­ra­men­te dei più sem­pli­ci: appor­re la paro­la “fine” a una sto­ria lun­ga qua­ran­ta­due anni e lascia­re con­ten­ti e sod­di­sfat­ti i gran­di che entra­ro­no in sala nel 1977 e i pic­co­li che inve­ce ci si avvi­ci­na­ro­no solo nel 2015 non era mis­sio­ne da poco. Tut­ta­via, sem­bra che Abrams e il suo col­le­ga di sce­neg­gia­tu­ra Chris Ter­rio abbia­no pec­ca­to trop­po di fret­ta e di amo­re per la nostal­gia.

[qual­che spoi­ler da qui in avanti]

I tito­li usa­ti in Star Wars sono sem­pre sta­ti estre­ma­men­te elo­quen­ti: lo dimo­stra “Il ritor­no del­lo Jedi”, che spie­ga la fine di Ana­kin Sky­wal­ker a quei pochi che potreb­be­ro esse­re rima­sti con­fu­si. Quin­di è sta­to solo natu­ra­le che tut­te le aspet­ta­ti­ve per Epi­so­dio IX si sia­no con­cen­tra­te sul gran­de miste­ro del­la fami­glia di Rey. Essen­do la pro­ta­go­ni­sta, chi altro pote­va esse­re lo Sky­wal­ker del tito­lo? Ma in che modo sareb­be potu­ta esse­re una Sky­wal­ker? Figlia di Luke? Figlia per­du­ta di Lei­la e Han? Gemel­la disper­sa di Ben? O for­se il tito­lo si rife­ri­va pro­prio a Ben Solo e al suo redemp­tion arc che lo avreb­be quin­di dovu­to por­ta­re a sep­pel­li­re defi­ni­ti­va­men­te la sua con­tro­par­te sith Kylo Ren? Tut­te doman­de inu­ti­li, per­ché sin dai tito­li di testa e dal ritor­no del cat­ti­vo di sem­pre, l’Imperatore Pal­pa­ti­ne, si capi­sce chia­ra­men­te che si andrà in tutt’altra direzione.

L’ascesa di Skywalker è un film perfetto, visto con gli occhi del nostalgico.

C’è anco­ra Lei­la (una Car­rie Fisher por­ta­ta sul­lo scher­mo gra­zie al CGI), tor­na Luke (Mark Hamill) come fan­ta­sma del­la For­za e com­pa­re per­si­no Han Solo (Har­ri­son Ford). Il ritor­no di Pal­pa­ti­ne (Ian McDiar­mid) apre al richia­mo costan­te di Darth Vader e dà lo spun­to per l’arrivo del­le voci dei pas­sa­ti Jedi – Ana­kin e Obi Wan Keno­bi pri­mi su tut­ti. Le vicen­de di Rey (Dai­sy Rid­ley), Finn (John Boye­ga), Poe (Oscar Isaac) e Ben/Kylo (Adam Dri­ver) si avvia­no a una con­clu­sio­ne e con­ti­nua­no a svi­lup­par­si sul tema cen­tra­le del Bene e del Male, del­le due fac­ce del­la stes­sa meda­glia, del­la Resi­sten­za. Pec­ca­to però che tut­ti que­sti richia­mi al pas­sa­to si mostri­no fin trop­po spes­so vuo­ti di sostan­za, mere copie este­ti­che e cita­zio­ni­smo: dopo due ore e ven­ti di gira­to, lo spet­ta­to­re si ritro­va a anco­ra davan­ti a doman­de sen­za rispo­sta e buchi di tra­ma, di pro­por­zio­ni così gran­di che anche il momen­to cli­max fina­le tra Ben e Rey lascia fin trop­pi soprac­ci­gli alzati.

Tra Jedi tau­ma­tur­ghi, pia­ne­ti nasco­sti ma cono­sciu­ti a tut­ti e ante­na­ti che si cre­de­va­no sco­no­sciu­ti ma che in real­tà era­no ben noti ai più impor­tan­ti, L’ascesa di Sky­wal­ker lascia mol­to ama­ro in boc­ca. Si pote­va fare di più per il dram­ma di Ben/Kylo, che inve­ce è sta­to liqui­da­to con poche bat­tu­te. Si dove­va fare di più per Rey: dove­va esse­re la dimo­stra­zio­ne che si può diven­ta­re uno dei Jedi più for­ti di sem­pre anche sen­za esse­re nes­su­no, e inve­ce ci è sta­to tol­to anche que­sto. Si pote­va fare di più per Finn e Poe – ma que­sto sol­le­va un altro e ben più gran­de problema.

Insom­ma, è un film che emo­zio­na, sen­za dub­bio: le navi­cel­le dei civi­li che arri­va­no su Exe­gol per aiu­ta­re la Resi­sten­za pas­se­ran­no alla sto­ria. E anche la sce­na fina­le su Tatooi­ne non può non scuo­te­re i cuo­ri. Pec­ca­to per le occa­sio­ni spre­ca­te: for­se impa­re­re­mo tut­ti a guar­dar­lo solo con gli occhi dei roman­ti­ci e lo apprez­ze­re­mo mol­to di più. Intan­to, salu­tia­mo gli eroi di una vita, e che la For­za sia con noi.

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Valentina Testa
Guar­do serie tv, a vol­te anche qual­che bel film, leg­go libri, scri­vo. Da gran­de voglio diven­ta­re Vin­cen­zo Mollica.

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