L’ombra della mente. Cos’è il narcisismo

Il tentativo di questa rubrica è quello di essere utile per chiunque riconoscesse in sé o in qualcuno di vicino una forma di malessere. La sensibilizzazione è importante nel momento della comprensione e dell’azione, in quanto spinge alle opportune cure mirate.

“Spec­chio del­le mie bra­me, chi è il più insi­cu­ro del reame?” 

Oggi si par­la di nar­ci­si­smo, uno dei distur­bi più affa­sci­nan­ti e con­tro­ver­si.
L’e­sor­dio tra­di­sce la con­clu­sio­ne: il sog­get­to che sof­fre di que­sto distur­bo di per­so­na­li­tà è un’i­den­ti­tà fram­men­ta­ta per non aver rice­vu­to dal mon­do un cor­ri­spet­ti­vo pari alle pro­prie aspet­ta­ti­ve.

Ciò che ha fat­to sor­ge­re que­ste aspet­ta­ti­ve può esse­re rin­trac­cia­to nel rap­por­to con le figu­re geni­to­riali: il figlio è trat­ta­to come se fos­se miglio­re degli altri e meri­tas­se un trat­ta­men­to pri­vi­le­gia­to, quin­di, una vol­ta entra­to nel con­te­sto extra­fa­mi­lia­re non vede le pro­prie con­vin­zio­ni sod­di­sfat­te; oppu­re il figlio non è con­si­de­ra­to, per­tan­to è neces­sa­rio costruir­si da sé, ma soprat­tut­to tute­lar­si dal­le insi­die del mondo. 

Pertanto la personalità narcisista cerca di compensare attraverso una visione gloriosa del sé, che ostenta con marcata pretesa che queste imprese possano essere considerate come tali. 

Le fan­ta­sie del sog­get­to affet­to da que­sto distur­bo sono di suc­ces­so illi­mi­ta­to, il che ren­de anco­ra più dif­fi­ci­le lo spo­gliar­si di tut­ta quel­la dimen­sio­ne idea­le alla qua­le si è aggrap­pa­ti per sopravvivere. 

L’empa­tia scar­seg­gia nel momen­to in cui non vi è dimen­sio­ne di imme­de­si­ma­zio­ne e coin­vol­gi­men­to: altro non è che una mos­sa di dife­sa per non ren­der­si vulnerabili. 

Oppu­re l’em­pa­tia può esse­re uti­liz­za­ta in ter­mi­ni stra­te­gi­ci, non per mali­gni­tà, quan­to piut­to­sto per il ten­ta­ti­vo di rice­ve­re l’a­mo­re idea­le: quan­do que­sto indi­vi­duo si scon­tra con la real­tà del­l’im­per­fe­zio­ne ten­de a mani­po­la­re l’al­tro affin­ché pos­sa rien­tra­re nel­la sua dimen­sio­ne con­cet­tua­le di amore. 

Gli atteg­gia­men­ti che può assu­me­re appa­io­no come arro­gan­ti e pre­sun­tuo­si, ma occor­re ana­liz­za­re quel­li che sono i mec­ca­ni­smi intrin­se­ci alla patologia.

Chi soffre di questo disturbo della personalità, difficilmente lo riconosce, dal momento che difficile è infrangere le corazze che sono state create per proteggersi. 

La visio­ne del sé è in con­ti­nuo sta­to di aller­ta, per­tan­to si ricor­re a stra­te­gie di com­pen­sa­zio­ne del “sono il miglio­re, sono uni­co e spe­cia­le, per­tan­to nes­su­no può scal­fi­re que­sta con­di­zio­ne man­dan­do­mi in crisi”. 

La visio­ne degli altri è a sua vol­ta mar­ca­ta da un sospet­to e sfi­du­cia, così vige il risen­ti­men­to di non esse­re sta­ti con­si­de­ra­ti nel­le pro­prie vesti di “esse­ri speciali”. 

Il nar­ci­si­smo è sti­ma­to esse­re all’1% del­la popo­la­zio­ne, ten­den­zial­men­te occi­den­ta­le di ses­so maschi­le. È neces­sa­rio svol­ge­re anche una rifles­sio­ne di carat­te­re socia­le in meri­to a que­sta pre­pon­de­ran­za: i pre­sup­po­sti di viri­li­tà e di com­pe­ti­zio­ne desta­no nume­ro­se com­pli­ca­zio­ni per gli uomi­ni di oggi, pro­prio per­ché vi è uno ste­reo­ti­po idea­le al qua­le ade­ri­re. L’uo­mo occi­den­ta­le è costret­to a masche­ra­re le pro­prie emo­zio­ni per non esse­re con­si­de­ra­to debo­le ed “effem­mi­na­to”.

Il narcisismo altro non è che il frutto di una società maschilista che miete vittime in entrambi i sessi. 

La nega­zio­ne di que­sto distur­bo, defi­ni­to ego­sin­to­ni­co, rien­tra in quel­la dina­mi­ca per cui assog­get­tar­si a una con­di­zio­ne è da debo­li, per­tan­to è dif­fi­ci­le che si ammet­ta di sof­frir­ne. Il per­cor­so di accet­ta­zio­ne rispet­to a un distur­bo è com­ples­so, ver­rà quin­di trat­ta­to in un altro articolo. 

La tera­pia pos­si­bi­le varia: si può par­la­re di tera­pia cogni­ti­vo com­por­ta­men­ta­le, sche­ma the­ra­py e tera­pia meta­co­gni­ti­va com­por­ta­men­ta­le, tut­te vol­te alla rico­sti­tu­zio­ne del sé e del­le rela­zio­ni inter­per­so­na­li. Lo sco­po prin­ci­pa­le è quel­lo di ren­de­re il pazien­te con­sa­pe­vo­le del­le pro­prie dina­mi­che, per quan­to sia dif­fi­ci­le ammet­ter­le, ed edu­car­lo a rico­no­sce­re le pro­prie emo­zio­ni sen­za fil­tri di dife­sa, ovvia­men­te con la dovu­ta cau­te­la e calma. 

Per quan­to riguar­da l’u­so di far­ma­ci nei distur­bi di per­so­na­li­tà, si può dire che pos­sa­no ser­vi­re solo nel momen­to in cui si deve tute­la­re il pazien­te da alcu­ne mani­fe­sta­zio­ni a rischio.
I sog­get­ti affet­ti da que­sto distur­bo infat­ti pre­sen­ta­no sta­ti depres­si­vi, ipo­con­dria e attac­chi d’an­sia. Ma non c’è solu­zio­ne, se non la tera­pia di paro­la, per quan­to riguar­da la strut­tu­ra del­la per­so­na­li­tà, che non può esse­re modi­fi­ca­ta attra­ver­so l’u­so far­ma­co­lo­gi­co.

Il nar­ci­si­smo è una pato­lo­gia psi­chia­tri­ca come le altre, non deve esse­re demo­niz­za­ta e, come tut­ti i distur­bi di per­so­na­li­tà, non si deve iden­ti­fi­ca­re l’in­di­vi­duo con il pro­prio distur­bo. Si trat­ta di una disfun­zio­ne del­la per­so­na­li­tà nei ter­mi­ni di rela­zio­ni con gli altri e, soprat­tut­to, con se stes­si, non si trat­ta di carat­te­re o indole. 

Come anche occor­re non con­fon­de­re la vani­tà con un sin­to­mo: pato­lo­giz­za­re le per­so­ne che ci cir­con­da­no è rischio­so e, a sua vol­ta, pre­sun­tuo­so. La dia­gno­si deve esse­re fat­ta da spe­cia­li­sti nel set­to­re, come in qual­sia­si altra patologia. 

Il ter­mi­ne nar­ci­si­sta è abu­sa­to, ma in psi­co­lo­gia cli­ni­ca indi­ca uno sta­to di sof­fe­ren­za, non l’es­se­re “cat­ti­ve” per­so­ne. In tera­pia non vi è giu­di­zio sul pazien­te, vi è solo ana­li­si e ten­ta­ti­vo di risoluzione. 

C’è una solu­zio­ne alle ombre del­la men­te, occor­re cre­de­re che i pro­fes­sio­ni­sti del set­to­re sia­no com­pe­ten­ti e capa­ci di aprir­ci una fine­stra sul­la nostra psi­che, spes­so così insi­dio­sa e subdola. 

Arti­co­lo di Chia­ra Dambrosio

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