Situazione spazi: sgombero auletta A e intervista al Rettore

L’e­mer­gen­za rela­ti­va agli spa­zi non è una novi­tà nel nostro Ate­neo, come testi­mo­nia­no anche i recen­ti avve­ni­men­ti rela­ti­vi allo sgom­be­ro del­l’au­let­ta occu­pa­ta in Festa del Per­do­no e degli spa­zi del­l’As­sem­blea di Scien­ze Poli­ti­che in Via Con­ser­va­to­rio. La situa­zio­ne in real­tà è mol­to ampia e com­ples­sa e si tra­sci­na da diver­si anni. 

Il fuo­co del­la pole­mi­ca è desti­na­to a non estin­guer­si tan­to pre­sto. […] la doman­da che, tut­ta­via, resta ina­scol­ta­ta è: come ven­go­no asse­gna­te que­ste aule? Con qua­li cri­te­ri? Quan­to anco­ra è pro­cra­sti­na­bi­le l’uscita del ban­do del­le asso­cia­zio­ni che aspet­tia­mo da due anni e richie­sto a gran voce da tut­te le rap­pre­sen­tan­ze poli­ti­che, grup­pi stu­den­te­schi, asso­cia­zio­ni e col­let­ti­vi? I gior­ni pre­ce­den­ti alle ele­zio­ni sono sem­pre quel­li più lun­ghi e tor­men­ta­ti. E sicu­ra­men­te l’emergenza spa­zi sarà all’ordine del gior­no dei pros­si­mi even­ti elettorali.

Que­sta cita­zio­ne risa­le ad un nostro arti­co­lo di un anno e mez­zo fa, era la cam­pa­gna elet­to­ra­le uni­ver­si­ta­ria di apri­le 2018 quan­do l’auletta A veni­va ria­per­ta dopo anni di chiusura.

Ma per­ché da allo­ra nul­la sem­bra esse­re cambiato?

Il nostro Ate­neo pre­sen­ta sen­za dub­bio diver­si pro­ble­mi rela­ti­vi alla que­stio­ne spa­zi, essen­do un edi­fi­cio sto­ri­co ci sono di fat­to mol­te aree che non sono agi­bi­li o uti­liz­za­bi­li, que­sto ren­de dif­fi­ci­le tro­va­re spa­zi di aggre­ga­zio­ne per le asso­cia­zio­ni, i grup­pi e qual­sia­si altra for­ma di orga­niz­za­zio­ne spon­ta­nea sor­ga in università.

Sto­ri­ca­men­te sono sta­te diver­se le occu­pa­zio­ni di aule, da par­te di varie real­tà, al fine di riap­pro­priar­si di uno spa­zio in cui poter­si riu­ni­re all’interno dell’Ateneo. Come sot­to­li­nea­to anche nel nostro pre­ce­den­te arti­co­lo in meri­to, non esi­ste ad oggi alcun ban­do o rego­la­men­to che si occu­pi di asse­gna­re le aule ai vari grup­pi atti­vi in uni­ver­si­tà. Nono­stan­te que­sto, diver­si spa­zi sono rima­sti comun­que uti­liz­za­ti da una serie di real­tà che han­no godu­to di occu­pa­zio­ni sto­ri­che o accor­di ver­ba­li pre­si con le varie amministrazioni.

L’esigenza di rice­ve­re in asse­gna­zio­ne uno spa­zio è sta­ta lun­ga­men­te lamen­ta­ta anche duran­te le pre­ce­den­ti ammi­ni­stra­zio­ni, nume­ro­se pro­ble­ma­ti­che sono sor­te duran­te quel­la del Ret­to­re Gian­lu­ca Vago, che sono poi appun­to sfo­cia­te nell’occupazione dell’auletta A. L’aula in ori­gi­ne era sta­ta con­ces­sa alla lista di rap­pre­sen­tan­za Uni­Lab, che ne avreb­be usu­frui­to duran­te la cam­pa­gna elet­to­ra­le come depo­si­to per il mate­ria­le, sem­pre appun­to appel­lan­do­si però ad una dina­mi­ca di accor­do arbi­tra­rio che esclu­de­va qual­sia­si tipo effet­ti­vo di rego­la­men­ta­zio­ne uffi­cia­le rela­ti­va agli spa­zi, tant’è che le pro­ble­ma­ti­che in meri­to era­no già costan­te­men­te lamen­ta­te in quel perio­do da vari grup­pi e liste di rap­pre­sen­tan­za, in quan­to non tut­ti ave­va­no un’au­la a disposizione. 

In segui­to agli even­ti descrit­ti nel nostro arti­co­lo l’auletta è rima­sta chiu­sa per un perio­do, fino a set­tem­bre 2018 quan­do è sta­ta la lista di rap­pre­sen­tan­za Udu a ria­prir­la e riu­nir­si al suo inter­no per un perio­do di cir­ca tre set­ti­ma­ne. Il loro pro­get­to sareb­be sta­to quel­lo di orga­niz­zar­si, duran­te quest’arco di tem­po, per coin­vol­ge­re poi anche i grup­pi e le varie asso­cia­zio­ni che lamen­ta­va­no l’assenza di uno spa­zio a svol­ge­re atti­vi­tà e riu­nir­si all’interno dell’auletta. Ma il 26 set­tem­bre 2018 è il col­let­ti­vo LUMe che deci­de di occu­pa­re lo spa­zio, lamen­tan­do la gestio­ne del­l’au­la che ave­va ope­ra­to la lista Udu. Vie­ne poi con­vo­ca­ta un’as­sem­blea da LUMe, dove i grup­pi e le asso­cia­zio­ni sono sta­ti invi­ta­ti a unir­si a loro nel­l’u­ti­liz­zo del­l’au­la, deci­den­do di estro­met­te­re le liste di rap­pre­sen­tan­za da que­sta possibilità. 

Da allo­ra si è sus­se­gui­ta la par­te­ci­pa­zio­ne di diver­si grup­pi e col­let­ti­vi­tà all’interno del­lo spa­zio, tra i qua­li anche noi, che come Vul­ca­no Sta­ta­le, ci sia­mo riu­ni­ti lì una vol­ta a set­ti­ma­na per le nostre riu­nio­ni di redazione. 

L’avvenimento più recen­te risa­le al ritor­no dal­le vacan­ze nata­li­zie, il 7 gen­na­io 2020, gior­no in cui l’auletta A è sta­ta tro­va­ta chiu­sa e sigil­la­ta da una lamie­ra, sul­la qua­le un car­tel­lo avvi­sa­va del fat­to che sta­va avve­nen­do una riqua­li­fi­ca­zio­ne del loca­le per l’assegnazione alle orga­niz­za­zio­ni studentesche:

Nono­stan­te nes­su­no fos­se sta­to avvi­sa­to di que­sta chiu­su­ra, lo sgom­be­ro non è arri­va­to pro­prio come un ful­mi­ne a ciel sere­no, viste le recen­ti misu­re appli­ca­te anche in Via Con­ser­va­to­rio (con gli sgom­be­ri del­l’Assem­blea di Scien­ze Poli­ti­che). Il pun­to inte­res­san­te da com­pren­de­re all’in­ter­no di tut­ta que­sta serie di even­ti è se le occu­pa­zio­ni sia­no effet­ti­va­men­te ser­vi­te come cam­pa­nel­lo d’al­lar­me per l’A­te­neo, così da riflet­te­re sul­la pro­ble­ma­ti­ca situa­zio­ne degli spa­zi e ope­rar­si in qual­che modo affin­chè que­sto cambi.

Con­tan­do la quan­ti­tà di stu­den­ti iscrit­ti in Sta­ta­le la per­cen­tua­le di que­sti che effet­ti­va­men­te vive l’u­ni­ver­si­tà appli­can­do­si per par­te­ci­par­vi atti­va­men­te, riflet­ten­do su ciò che suc­ce­de al suo inter­no e cer­can­do di orga­niz­zar­si, dibat­te­re o pro­por­re ini­zia­ti­ve cul­tu­ra­li è già di per sé un nume­ro mol­to bas­so. Que­ste atti­vi­tà rap­pre­sen­ta­no, seb­be­ne mol­ti con­ti­nui­no a soste­ne­re fer­ma­men­te la net­ta supe­rio­ri­tà edu­ca­ti­va del­le lezio­ni fron­ta­li, dei momen­ti fon­da­men­ta­li nel­la for­ma­zio­ne non tan­to del­lo stu­den­te (anche se in par­te sì), quan­to più del­la per­so­na. La capa­ci­tà di auto-orga­niz­za­zio­ne e di col­la­bo­ra­zio­ne tra pari svi­lup­pa sen­za dub­bio un per­cor­so di cre­sci­ta e la matu­ra­zio­ne di com­pe­ten­ze alle qua­li non sarà mai pos­si­bi­le acce­de­re attra­ver­so una nor­ma­le lezio­ne. Per que­sto sareb­be impor­tan­te che l’u­ni­ver­si­tà nel­la costru­zio­ne di un per­cor­so didat­ti­co real­men­te for­ma­ti­vo e coe­ren­te tenes­se con­to di que­st’ot­ti­ca, cer­can­do di sti­mo­la­re la for­ma­zio­ne di grup­pi, asso­cia­zio­ni e col­let­ti­vi e facen­do in modo di for­ni­re loro degli spa­zi di lavo­ro ade­gua­ti all’in­ter­no dell’Ateneo.

Chia­ra­men­te tut­ta que­sta rifles­sio­ne sareb­be mol­to più vali­da nel­la misu­ra in cui anche da par­te di que­ste real­tà non si vives­se la dimen­sio­ne di auto-orga­niz­za­zio­ne con riva­li­tà e chiu­su­ra, ma con mag­gio­re aper­tu­ra e comu­ni­ca­zio­ne tra i rispet­ti­vi grup­pi. Gli spa­zi che ven­go­no devo­lu­ti all’u­ti­liz­zo degli stu­den­ti è fon­da­men­ta­le che sia­no dav­ve­ro aper­ti a tut­ti, vera­men­te par­te­ci­pa­ti e vis­su­ti dal­la mag­gior par­te del­la comu­ni­tà stu­den­te­sca, e non aule di ritro­vo chiu­se per il bene­fi­cio sol­tan­to di pochi. Altri­men­ti que­sto gene­re di con­di­zio­ni por­reb­be le real­tà a costi­tui­re per pri­me una situa­zio­ne di pri­va­tiz­za­zio­ne del­lo spa­zio uni­ver­si­ta­rio, che andreb­be inve­ce resti­tui­to agli studenti. 


Sia­mo sta­ti dal Ret­to­re Elio Fran­zi­ni per rivol­ger­gli qual­che doman­da in meri­to alla situa­zio­ne degli spa­zi e alle futu­re sor­ti dell’auletta A. 

[L’in­ter­vi­sta è sta­ta edi­ta­ta per bre­vi­tà e chiarezza]

Cosa pensa degli eventi relativi all’auletta A e quali sono le ragioni dello sgombero?

Io vedo e rico­no­sco le ragio­ni di que­sta occu­pa­zio­ne, è un gua­io dell’Ateneo quel­lo di non ave­re suf­fi­cien­ti spa­zi da poter con­ce­de­re agli stu­den­ti per i momen­ti di aggre­ga­zio­ne. Que­sto è il pro­ble­ma serio e rea­le, ai gio­va­ni non si può sem­pre chie­de­re così tan­ta buro­cra­zia, per quei pochi ai qua­li inte­res­sa l’aggregazione gli spa­zi van­no con­ces­si. Cer­ta­men­te baste­reb­be­ro poche rego­le basi­la­ri: una por­ta da poter chiu­de­re e che ci sia un’equa frui­zio­ne dell’aula da par­te tut­ti colo­ro che real­men­te la neces­si­ta­no. Pri­ma del man­da­to di Vago c’era un’assegnazione del­le aule tra­mi­te ban­di, i grup­pi si aggre­ga­va­no in base alle ten­den­ze ideo­lo­gi­che, attra­ver­so rag­grup­pa­men­ti le varie asso­cia­zio­ni si auto­ge­sti­va­no nei vari spa­zi, poi que­sto ban­do non è più sta­to rin­no­va­to dal­la suc­ces­si­va ammi­ni­stra­zio­ne, che ha inve­ce asse­gna­to diret­ta­men­te degli spa­zi alle liste, pur sem­pre sol­tan­to tra­mi­te accor­di ver­ba­li e non con un vero e pro­prio rego­la­men­to. Uni­Lab attual­men­te è l’unico ad usu­frui­re di uno spa­zio tra­mi­te un accor­do lega­le con l’Ateneo, sol­tan­to per­ché è sta­to di fat­to l’ultimo ad otte­ner­lo. Per me il siste­ma miglio­re, che ades­so cer­che­rò di pro­por­re alla com­mis­sio­ne spa­zi, è quel­lo di met­ter­si attor­no ad un tavo­lo e sud­di­vi­de­re nuo­va­men­te le aule tra le asso­cia­zio­ni, liste e grup­pi pre­sen­ti in università. 

Quindi possiamo dire che il criterio di assegnazione ad oggi, seppur soltanto accordato verbalmente, è quello di avere un rappresentante negli organi superiori, per poter ottenere uno spazio in università? E che quindi questo diritto spetterebbe soltanto ad alcune liste di rappresentanza, tagliandone fuori altre, oltre ai vari gruppi e collettivi? 

Attual­men­te tut­te le liste con un rap­pre­sen­tan­te negli orga­ni han­no uno spa­zio. La mia inten­zio­ne è comun­que quel­la di ado­pe­rar­mi per for­ni­re anche agli altri la pos­si­bi­li­tà di ave­re un’aula in uni­ver­si­tà, anche alle liste che al momen­to non han­no rap­pre­sen­tan­ti negli orga­ni. C’è una com­mis­sio­ne spa­zi, che già nel­la pros­si­ma riu­nio­ne discu­te­rà un nuo­vo cri­te­rio di asse­gna­zio­ne, che garan­ti­sca equi­tà e demo­cra­zia. È sem­pre dif­fi­ci­le tro­va­re dei cri­te­ri, per me sareb­be comun­que posi­ti­vo lascia­re uno spa­zio aggre­ga­ti­vo libe­ro e non buro­cra­tiz­za­to, io non avrei pro­ble­mi a garan­ti­re anche ai col­let­ti­vi, a LUMe e a tut­ti colo­ro che pur non si fan­no rico­no­sce­re dall’università uno spa­zio in cui riu­nir­si e orga­niz­za­re atti­vi­tà. Chie­do sol­tan­to di sape­re chi ha le chia­vi del­l’au­la, che a que­ste ven­ga dato acces­so a chiun­que, sen­za alcu­na restri­zio­ne buro­cra­ti­ca. Rifiu­ta­re la rap­pre­sen­tan­za signi­fi­ca rifiu­ta­re i cri­te­ri basi­la­ri del­la demo­cra­zia, ma io non mi pon­go que­sto pro­ble­ma, com­pren­do che le ten­den­ze poli­ti­che pos­sa­no esse­re di vario tipo e con­ce­do volen­tie­ri la pos­si­bi­li­tà di usu­frui­re di uno spa­zio a chi dimo­stra di impe­gnar­si per svol­ge­re effet­ti­va­men­te un lavo­ro cul­tu­ra­le per la col­let­ti­vi­tà dell’Ateneo. Sono mol­to a favo­re degli spa­zi di libe­ra aggre­ga­zio­ne, ma vor­rei che da ora in poi si des­se un nuo­vo indi­riz­zo gene­ra­le a que­sta situa­zio­ne rela­ti­va alle aule per gli stu­den­ti. Nes­su­no vor­reb­be fare azio­ni for­ti, ma io ho del­le respon­sa­bi­li­tà di cui dover ren­de­re con­to, anche se mi dispiac­cio di esse­re visto come un repres­so­re per­ché non mi sen­to tale. 

Quali saranno quindi i cambiamenti in merito all’utilizzo e alla concessione degli spazi e per quali motivazioni?

Sen­za una rego­la­men­ta­zio­ne non si capi­sce più nul­la, anche dal­le pla­ni­me­trie e dal­le car­ti­ne, non si sa più chi usu­frui­sce di qua­li spa­zi e su qua­li basi di dirit­to lo fa. Ades­so gli spa­zi ver­ran­no resti­tui­ti quan­to più pos­si­bi­le agli stu­den­ti ma va sem­pli­ce­men­te reso chia­ro qua­li sia­no effet­ti­va­men­te uti­liz­za­ti e da chi. Per quan­to mi riguar­da poi tut­ti potran­no ave­re dirit­to ad uno spa­zio in cui riu­nir­si, ripe­to, anche gli auto­no­mi. Sicu­ra­men­te però andreb­be fat­to un esa­me di coscien­za in ognu­no, mi chie­do quan­to si abbia real­men­te biso­gno di que­sti spa­zi. Le aulet­te vici­no al Bro­n­x­Lab (attual­men­te uti­liz­za­te da Uni­Sì, Stu­den­ti Indi­pen­den­ti e Uni­Lab) sono spes­so chiu­se, l’unica real­men­te vis­su­ta e sem­pre aper­ta era l’auletta A e mi dispia­ce aver­la dovu­ta tem­po­ra­nea­men­te chiu­de­re. Stia­mo effet­tuan­do uno scree­ning asso­lu­to di tut­ti gli spa­zi libe­ri o libe­ra­bi­li. Il pro­ble­ma è che nes­su­no è dispo­sto a spo­star­si in via Mer­cal­li, lì il posto ci sareb­be. Gli spa­zi in sede sono pochi, mol­ti non rispet­ta­no le nor­me di sicu­rez­za, non sono abi­ta­bi­li. Appe­na avre­mo ria­per­to anche l’e­di­fi­cio in San­ta Sofia sarà tut­to diver­so, il pro­get­to nel 2012 era sta­to lascia­to cade­re, ades­so i lavo­ri for­tu­na­ta­men­te inve­ce ini­zie­ran­no, una vol­ta ria­per­to quel­lo sarà più sem­pli­ce gesti­re gli spa­zi qui. 

Quando è prevista la riapertura dell’auletta e con quali modalità?

L’auletta A per feb­bra­io sarà aper­ta, non c’è da atten­de­re tem­pi lun­ghi, va aspet­ta­ta sol­tan­to la com­mis­sio­ne spa­zi, nel­la qua­le risie­do­no anche i rap­pre­sen­tan­ti degli stu­den­ti che vi potran­no aggior­na­re sull’andamento. La mia pro­po­sta sarà sem­pli­ce­men­te quel­la di mon­ta­re una por­ta nuo­va con una ser­ra­tu­ra in fun­zio­ne che con­sen­ta all’occorrenza di chiu­de­re lo spa­zio. Dopo­di­ché qual­cu­no dell’amministrazione si dovrà occu­pa­re di for­ni­re e riti­ra­re le chia­vi nei momen­ti in cui l’aula è vuo­ta, ma per il resto sono favo­re­vo­le al fat­to che sia­no gli stu­den­ti a orga­niz­zar­si per gestir­si gli ora­ri di uti­liz­zo, sen­za trop­pi pro­ce­di­men­ti formali. 

Qual è invece lo statuto che regolamenta uno spazio come quello della CUSL?

La Cusl paga un affit­to, senz’altro c’è sta­to un ban­do, sono cose che comun­que stia­mo appu­ran­do attra­ver­so tut­te que­ste veri­fi­che rela­ti­ve agli spa­zi. Paga­no un affit­to che per altro natu­ral­men­te non è bas­so, ma comun­que l’Ateneo non può asse­gna­re nul­la sen­za ban­di. Per altro lo spa­zio vie­ne uti­liz­za­to anche dai ragaz­zi di Lista Aper­ta- Obiet­ti­vo stu­den­ti, che gra­zie a que­sto infat­ti non pre­mo­no per otte­ne­re ulte­rio­ri spazi. 

La prerogativa alla base della fruizione di qualsiasi spazio in Ateneo comunque sarà soggetta anche ad un nuovo emendamento riguardante l’antifascismo, giusto? 

Sì, entre­rà in vigo­re dal 30 gen­na­io e a tut­ti colo­ro che richie­de­ran­no uno spa­zio (pro­fes­so­ri com­pre­si), ver­rà chie­sto di fir­ma­re una dichia­ra­zio­ne in cui si affer­mi di rispet­ta­re la costi­tu­zio­ne repub­bli­ca­na e antifascista. 

É a conoscenza di come si sia espressa in merito la lista di rappresentanza Azione Universitaria? (Qui trovate ciò a cui ci riferiamo in questa domanda)

Non sape­vo aves­se­ro espres­so opi­nio­ni con­tra­rie all’e­men­da­men­to, comun­que quel­lo che so è che l’apologia di fasci­smo è rea­to, quin­di fin­ché una lista di rap­pre­sen­tan­za rego­lar­men­te rico­no­sciu­ta dall’Ateneo mi richie­de uno spa­zio e fir­ma la sud­det­ta dichia­ra­zio­ne di anti­fa­sci­smo per me non ci saran­no pro­ble­mi a con­sen­ti­re gli spa­zi, ma appun­to sol­tan­to fir­man­do e affer­man­do di rico­no­scer­si in quei valo­ri descrit­ti. So anche io che mol­ti gesti e azio­ni sono ric­chi di pro­vo­ca­zio­ni, e che le ragio­ni di chi rea­gi­sce pos­so­no esse­re vali­de, ma spes­so rea­gen­do a que­ste pro­vo­ca­zio­ni con la for­za e la vio­len­za, spe­cial­men­te se in pre­sen­za di uffi­cia­li del­la digos, si può arri­va­re a con­se­guen­ze spia­ce­vo­li per tut­ti (il Ret­to­re qui fa rife­ri­men­to ad un recen­te ban­chet­to di Azio­ne Uni­ver­si­ta­ria in Festa del Per­do­no, inter­rot­to e con­te­sta­to da varie real­tà stu­den­te­sche). Pon­go un que­si­to che mi aspet­to mol­ti sol­le­ve­ran­no: per­ché non si fa fir­ma­re anche una dichia­ra­zio­ne di anti­co­mu­ni­smo? Per­ché que­sta non si tro­va tra i nostri prin­ci­pi costi­tu­zio­na­li. Si trat­ta di rispet­ta­re la leg­ge, l’apologia di fasci­smo è un rea­to e quin­di chiun­que non dichia­re­rà di rispet­ta­re que­sto emen­da­men­to in futu­ro (da feb­bra­io 2020) non avrà né spa­zio né rico­no­sci­men­to dal­la nostra uni­ver­si­tà, anche per­ché sot­to­scri­ve­re i valo­ri dell’antifascismo signi­fi­ca rispet­ta­re tut­ta una serie di valo­ri di demo­cra­zia, dirit­ti e liber­tà. La cosa però che con­si­glio è di fare atten­zio­ne anche a non com­por­tar­si come i fasci­sti che si cer­ca­no di com­bat­te­re, ma di usa­re mez­zi più sag­gi, qua­li il con­fron­to e il dibattito. 


Stan­do quin­di alle paro­le del Ret­to­re, l’au­let­ta A dovreb­be esse­re ria­per­ta entro feb­bra­io 2020 e resta­re uno spa­zio piut­to­sto libe­ro e poco buro­cra­tiz­za­to per i vari grup­pi e col­let­ti­vi­tà che saran­no inte­res­sa­ti a par­te­ci­par­vi. Oltre a que­sto la com­mis­sio­ne spa­zi si occu­pe­rà di effet­tua­re un’a­na­li­si di tut­te le aule pre­sen­ti in uni­ver­si­tà, anche di quel­le già in uso a grup­pi o liste di rap­pre­sen­tan­za, in modo da garan­ti­re la distri­bu­zio­ne equa degli spa­zi in cui riu­nir­si a tut­ti colo­ro che li neces­si­ti­no. La con­di­zio­ne neces­sa­ria per acce­de­re a que­sta rior­ga­niz­za­zio­ne degli spa­zi sarà la fir­ma del nuo­vo emen­da­men­to in cui si dichia­ri di rispet­ta­re i valo­ri del­la costi­tu­zio­ne repub­bli­ca­na e antifascista. 

Che real­men­te il cor­so degli even­ti ci stia por­tan­do ver­so una riso­lu­zio­ne del­l’e­mer­gen­za spa­zi? O per­lo­me­no una mag­gio­re vivi­bi­li­tà di que­sti da par­te del­le real­tà stu­den­te­sche? Noi non sia­mo in gra­do di assi­cu­rar­lo. Ma con­ti­nue­re­mo sen­z’al­tro a inda­ga­re il pro­ble­ma e sol­le­ci­ta­re affin­chè que­sto ven­ga effet­ti­va­men­te risol­to nel minor tem­po possibile. 

Con­di­vi­di:
Arianna Preite
Stu­den­tes­sa di Let­te­re Moderne.
Mi appas­sio­na­no le con­ver­sa­zio­ni sti­mo­lan­ti, ma non le chiac­chie­re di pri­ma mattina.

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