L’Antartide è un problema per tutti

Antar­ti­de, e no, non si trat­ta di una can­zo­ne dei Pin­gui­ni Tat­ti­ci Nuclea­ri, anche se sicu­ra­men­te un qual­che tipo di pin­gui­no è coin­vol­to. Si par­la, infat­ti, del con­ti­nen­te di ghiac­cio situa­to nel Polo Sud del nostro pia­ne­ta. Defi­nir­lo di ghiac­cio for­se è un po’ azzar­da­to, dato che di ghiac­cio ne è rima­sto ben poco.

Il distac­co di un ice­berg gran­de come l’isola di Mal­ta ha col­pi­to in mol­ti, ma biso­gne­reb­be esse­re ugual­men­te col­pi­ti dal­le noti­zie giun­te dall’iso­la di Sey­mour il 9 feb­bra­io: 20.75 gra­di cen­ti­gra­di, la tem­pe­ra­tu­ra più alta mai regi­stra­ta nel polo austra­le del pia­ne­ta. Ci si potreb­be qua­si anda­re in vacan­za per pren­de­re il sole, se non fos­se per il fat­to che il pez­zo di ghiac­cio su cui ci si tro­va potreb­be scio­glier­si o spa­ri­re in un atti­mo. Que­ste tem­pe­ra­tu­re e gli spo­sta­men­ti rela­ti­vi ano­ma­li sono atten­ta­men­te moni­to­ra­ti dal­la NASA, che con l’operation Ice­brid­ge ha pro­prio l’obiettivo di con­trol­la­re la situa­zio­ne dell’acqua antar­ti­ca. Acqua vit­ti­ma di un cir­co­lo vizio­so, se da un lato infat­ti l’uomo ha le sue col­pe, igno­ran­do l’emergenza cli­ma­ti­ca alla qua­le si assi­ste ogni gior­no, la ter­ra di ghiac­cio, per le sue carat­te­ri­sti­che, non oppo­ne gran­de resi­sten­za: la neve, infat­ti, rifran­gen­do i rag­gi sola­ri por­ta a un’accelerazione del­lo scio­gli­men­to dei ghiac­ciai, al qua­le si aggiun­ge il fat­to che l’acqua disciol­ta rima­ne in super­fi­cie in una sor­ta di effet­to “olio nell’acqua” rispet­to al mare sala­to, por­tan­do ad ulte­rio­re riscal­da­men­to il resto dei ghiac­ci.

E se proprio non importa dei pinguini, perché tanto non ci si preoccupa finché il problema non ce lo si ritrova dentro casa, allora è meglio parlare delle conseguenze per il proprio orticello.

Par­ten­do dal con­cet­to di base che se un ghiac­cia­io si scio­glie l’acqua da qual­che par­te deve fini­re, si da il caso che essa fini­sca in mare (ma chi l’avrebbe mai det­to!), con­se­guen­za ovvia di que­sto sil­lo­gi­smo è che il livel­lo di quest’ultimo aumen­ta: stu­di auto­re­vo­li stan­no seguen­do pro­prio la rela­zio­ne tra scio­gli­men­to e aumen­to dei livel­li del mare, e le pro­ie­zio­ni descri­vo­no un rischio di innal­za­men­to di 63 cm degli ocea­ni, solo per quan­to riguar­da il ghiac­cia­io antar­ti­co Thwaites.

Anco­ra non è chia­ro? Scen­den­do più nel pra­ti­co Cina, Giap­po­ne, Viet­nam, ma anche le Mal­di­ve ver­ran­no par­zial­men­te (o total­men­te) som­mer­se, e 150 milio­ni di per­so­ne si potreb­be­ro ritro­va­re come i pin­gui­ni ora: alla ricer­ca di una casa in un mon­do dove le risor­se sono trop­po scar­se. In Ita­lia saran­no a rischio gran par­te del­le coste, e non solo Vene­zia che già quest’anno ha spe­ri­men­ta­to sul­la sua pel­le quan­to l’acqua sia pericolosa.

Si è di fron­te a un esem­pio pra­ti­co di prin­ci­pio del­la rana bol­li­ta: così come la rana non si accor­ge del­la tem­pe­ra­tu­ra dell’acqua che aumen­ta len­ta­men­te e con­ti­nua a sguaz­zar­ci alle­gra­men­te, così l’essere uma­no non si ren­de con­to del disa­stro che dila­ga intor­no a lui. Se non doves­se esse­re abba­stan­za spa­ven­to­sa l’idea di ter­ri­to­ri e inte­re iso­le som­mer­se, le con­se­guen­ze sareb­be­ro innu­me­re­vo­li anche in altri ambi­ti dell’esistenza uma­na: la pro­du­zio­ne agri­co­la, quin­di l’intero asset­to eco­no­mi­co di mol­ti Sta­ti, subi­reb­be del­le tra­sfor­ma­zio­ni irri­me­dia­bi­li, sen­za con­ta­re i costi per rime­dia­re ai dan­ni che i recen­ti feno­me­ni meteo­ro­lo­gi­ci ano­ma­li han­no com­por­ta­to. Non basta? Anche la salu­te uma­na può esse­re intac­ca­ta da que­sti feno­me­ni, pro­vo­can­do un aumen­to del­la dif­fu­sio­ne di deter­mi­na­te pato­lo­gie, pro­vo­can­do una mal­nu­tri­zio­ne ovve­ro espo­nen­do a mag­gio­ri rischi tut­te quel­le cate­go­rie di per­so­ne più vul­ne­ra­bi­li (dia­be­ti­ci, anzia­ni, sog­get­ti con malat­tie respiratorie…).

A que­sto pun­to è pale­se che quel­lo che può sem­bra­re un ghiac­cio­lo che si scio­glie dall’altra par­te del mon­do non è un pro­ble­ma solo per gli abi­tan­ti del Polo Sud.

Forse dovrebbe essere un problema per tutti, non solo dei pinguini.

Con­di­vi­di:
Martina Di Paolantonio
Dal 1999 fac­cio con­cor­ren­za all’a­gen­zia di pro­mo­zio­ne turi­sti­ca abruz­ze­se, nel tem­po libe­ro mi lamen­to per qual­sia­si cosa.

2 Trackback & Pingback

  1. Cos'è la "watermelon snow" - Vulcano Statale
  2. Il catastrofico State of Global Climate 2021 - Vulcano Statale

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.