Le parole possono essere le migliori medicine

L’assal­to di que­ste ulti­me set­ti­ma­ne alle far­ma­cie è un pale­se sin­to­mo dell’ipo­con­dria spes­so incon­trol­la­ta e ecces­si­va a cui sia­mo sog­get­ti. Gel disin­fet­tan­ti sono anda­ti a ruba in pochi gior­ni, così come masche­ri­neguan­ti, rag­giun­gen­do prez­zi esor­bi­tan­ti sui siti di ven­di­ta online.

Il panico generalizzato genera a sua volta panico: istintivamente ci dirigiamo quasi di corsa a cercare il rimedio a qualsiasi presunto problema, delegando ogni responsabilità a oggetti o medicinali salvifici.

Que­sto atteg­gia­men­to non è nuo­vo e non è cir­co­scrit­to al virus che si sta dif­fon­den­do attual­men­te. Se abbia­mo un mal di testa, qual­che linea di feb­bre o un bri­vi­do di fred­do che non ci aspet­ta­va­mo, ecco che tiria­mo fuo­ri dal­la bor­sa un anal­ge­si­co o un anti­do­lo­ri­fi­co. E se la nostra ami­ca ha un leg­ge­ro mal di gola? Nien­te pau­ra! Abbia­mo sem­pre nel por­ta­fo­glio una pasti­glia mira­co­lo­sa che dopo qual­che ora le farà pas­sa­re qual­sia­si fasti­dio. Uno sti­ra­men­to in pale­stra? Cerot­ti ter­mo­ri­scal­dan­ti e pas­sa la paura.

Insom­ma, sia­mo diven­ta­ti un po’ medi­ci di noi stes­si, usia­mo anti­do­lo­ri­fi­ci a ogni mini­mo sin­to­mo del dolo­re, sen­za nem­me­no riflet­te­re su cosa ci sia capi­ta­to di pre­ci­so, sen­za infor­mar­ci ade­gua­ta­men­te agia­mo d’impulso, tal­men­te abi­tua­ti ad affi­da­re le cure dei nostri mali a minu­sco­li com­po­sti chi­mi­ci che risol­ve­ran­no non solo il dolo­re ma anche le nostre pau­re. E nel caso non suc­ce­des­se? Beh, saran­no i pri­mi respon­sa­bi­li da colpevolizzare.

Delegare le responsabilità per ottenere il massimo con il minimo sforzo: questa è la filosofia di oggi. Siamo sicuri che ogni nostro male sia perfettamente curabile grazie alla medicina?

Se ci fer­mia­mo un secon­do a pen­sa­re potrem­mo razio­na­liz­za­re i nostri pro­ble­mi, spes­so ipo­tiz­za­ti e pre­sun­ti. Ele­na Moli­ni, idea­tri­ce del­la Pic­co­la Far­ma­cia Let­te­ra­ria di Firen­ze, ci sug­ge­ri­sce che la cura ai nostri dolo­ri può pas­sa­re attra­ver­so le pagi­ne dei libri. Una sco­per­ta inte­res­san­te e par­ti­co­la­re, ma anche piut­to­sto impe­gna­ti­va: si trat­ta di un per­cor­so tera­peu­ti­co che vede il pazien­te atti­vo e pro­po­si­ti­vo, richie­de un impe­gno mag­gio­re che il sem­pli­ce gesto di inge­ri­re un far­ma­co. La let­tu­ra vuo­le la par­te­ci­pa­zio­ne atti­va del let­to­re, un coin­vol­gi­men­to rea­le e vivo e, infi­ne, la pie­na fidu­cia nei bugiar­di­ni. Bugiar­di­ni nei libri? Sì, pro­prio così.

Ele­na Moli­ni scri­ve per­so­nal­men­te i bugiar­di­ni per i libri che ha in ven­di­ta nel­la sua libre­ria: sono testi scrit­ti con cura e tutt’altro che casua­li, in quan­to sono il frut­to del­la pas­sio­ne e dell’esperienza di Ele­na nel cam­po dell’editoria, uni­te alla for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le di altre due figu­re fon­da­men­ta­li: Ester Moli­ni e Debo­rah Ser­giam­pie­tri, due psi­co­lo­ghe, ami­che e sorel­le (una del­le due è acqui­si­ta) del­la tito­la­re, che sup­por­ta­no ogni gior­no que­sto incre­di­bi­le progetto.

I testi presenti in questa farmacia sui generis sono catalogati per emozioni e stati d’animo, non in base all’autore, al genere o alla trama.

Chi entra in que­sti 35 metri qua­dra­ti di libri, entra in una dimen­sio­ne par­ti­co­la­re: ci si sen­te accol­ti e ascol­ta­ti, non con­ta la ricer­ca dell’ultima novi­tà edi­to­ria­le imper­di­bi­le, ma come ci sen­tia­mo, come stia­mo vera­men­te. Ogni libro pre­sen­ta un pic­co­lo bugiar­di­no che indi­ca le pro­prie­tà bene­fi­che per chi ne usu­frui­rà, ma anche i suoi effet­ti col­la­te­ra­li: l’idea è che ogni libro sia adat­to ad una par­ti­co­la­re situa­zio­ne emo­ti­va e pos­sa aiu­ta­re ad affron­ta­re perio­di nega­ti­vi, dif­fi­ci­li oppu­re per­di­te importanti.

Al con­tem­po, ogni libro pre­sen­ta­to al futu­ro let­to­re in que­sta moda­li­tà, ci fa com­pren­de­re quan­to sia­no impor­tan­ti cer­ti mes­sag­gi e cer­te fra­si rece­pi­te in un pre­ci­so momen­to del­la nostra vita piut­to­sto che in un altro: in un cer­to sen­so non sia­mo noi a sce­glie­re i libri che fan­no per noi, ma vice­ver­sa. Ele­na Moli­ni ha lavo­ra­to per anni nel­la gran­de distri­bu­zio­ne, cono­sce a mena­di­to le stra­te­gie di mar­ke­ting edi­to­ria­le e anche la tran­quil­li­tà di un posto fis­so, eppu­re ha volu­to dare vita al pro­prio sogno: dare la pos­si­bi­li­tà alle per­so­ne che pas­sa­no attra­ver­so la sua libre­ria di ascol­ta­re, leg­ge­re e veni­re a con­tat­to con le paro­le giu­ste per loro nei par­ti­co­la­ri momen­ti che stan­no vivendo.

Chi è sta­to lascia­to da poco, chi ha per­so un ami­co caro, chi ha tra­di­to e non sa come affron­ta­re il sen­so di col­pa, chi deve pren­de­re deci­sio­ni impor­tan­ti e si sen­te a un bivio. C’è chi inve­ce è sicu­ro di non ave­re alcun pro­ble­ma ma sen­te che gli man­ca qual­co­sa.

Leg­ge­re un libro crea un rap­por­to a tu per tu nel qua­le non pos­sia­mo fin­ge­re, sia­mo por­ta­ti ad esse­re noi stes­si nel modo più auten­ti­co pos­si­bi­le. L’idea di Ele­na è che le paro­le pos­sa­no sal­var­ci, ma soprat­tut­to che pos­sia­mo impa­ra­re tan­to dal­le sto­rie degli altri, che non sono sem­pre lon­ta­ni da noi, anzi, pos­so­no inse­gnar­ci qual­co­sa, pos­so­no indi­car­ci la stra­da che voglia­mo segui­re, oppu­re far­ci capi­re ciò che non voglia­mo. Leg­ge­re è anche imma­gi­na­re, sogna­re, può far emer­ge­re in noi desi­de­ri sopi­ti che non sape­va­mo di ave­re, ma è anche riflet­te­re, ragio­na­re, pen­sa­re. Un buon libro, ma soprat­tut­to un libro “giu­sto” per noi in un deter­mi­na­to momen­to del­la nostra vita può esse­re il per­fet­to com­pa­gno di viag­gio in un momen­to buio, scon­vol­gen­te o ecces­si­va­men­te tran­quil­lo. Incon­tra­re il libro per­fet­to in un fran­gen­te del­la nostra vita può fare ciò che nes­sun anal­ge­si­co o medi­co potrà mai, può apri­re gli oriz­zon­ti dei nostri pen­sie­ri, mol­ti­pli­ca­re i nostri sogni.

Solo sogna­re può per­met­ter­ci di scon­fig­ge­re le nostre pau­re, dar­ci la for­za di pen­sa­re al futu­ro. Que­sta pic­co­la e poten­te libre­ria ci rega­la una gran­de veri­tà: la cura è spes­so nasco­sta den­tro la malat­tia. Per sco­prir­lo, dob­bia­mo fare leva sul­la for­za che si nascon­de in noi, che spes­so nem­me­no ci ricor­dia­mo di avere.

Oggi “La pic­co­la far­ma­cia let­te­ra­ria” è diven­ta­to anche un libro, edi­to da Mon­da­do­ri e scrit­to da Ele­na Moli­ni. L’idea illu­mi­nan­te di uni­re medi­ci­na, psi­co­lo­gia e let­te­ra­tu­ra ha avu­to così tan­to suc­ces­so da crea­re una secon­da libre­ria a Pietrasanta.

Chis­sà se la pros­si­ma vol­ta che avver­tia­mo un for­te mal di testa al posto di anda­re in far­ma­cia deci­dia­mo di affi­dar­ci alla let­tu­ra di un buon libro, maga­ri sarà pro­prio lui che ci farà capi­re cosa si cela die­tro la nostra emi­cra­nia e, fini­to il libro, ci ren­de­re­mo con­to improv­vi­sa­men­te di esse­re gua­ri­ti, qua­si per magia.

L’im­ma­gi­ne di coper­ti­na ritrae Ele­na Moli­ni ed è sta­ta pub­bli­ca­ta da Repubblica.it

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Caterina Cerio
Vivo a Mila­no ma sono inna­mo­ra­ta di Sivi­glia, dove ho fat­to il pri­mo Era­smus. Amo il sole, il mare e la buo­na com­pa­gnia. Mi pia­ce cono­sce­re cose nuo­ve e l’arte in gene­ra­le con tut­ti gli sti­mo­li che dà.

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