Libertà per Patrick George Zaki

Libertà per Patrick George Zaki

Non è dif­fi­ci­le rive­de­re Giu­lio Rege­ni nel­la cro­na­ca sul il caso di Patrick Geor­ge Zaki.

Sono solo pas­sa­ti quat­tro anni da quan­do il ricer­ca­to­re ita­lia­no fu tor­tu­ra­to e ucci­so e ci si pre­oc­cu­pa che le due vicen­de pos­sa­no con­di­vi­de­re lo stes­so esito.

A desta­re que­sta pre­oc­cu­pa­zio­ne è sta­to l’ar­re­sto di uno stu­den­te del­l’U­ni­ver­si­tà di Bolo­gna. Si chia­ma Patrick Geor­ge Zaki, 27 anni, ricer­ca­to­re egi­zia­no e atti­vi­sta per i dirit­ti uma­ni. Dal set­tem­bre scor­so era in Ita­lia per par­te­ci­pa­re al pro­gram­ma Gem­ma, un master in stu­di di gene­re e di don­ne, finan­zia­to dal pro­gram­ma Era­smus Mun­dus del­l’U­nio­ne Europea.

Tornato in Egitto il 7 febbraio per trascorrere una breve vacanza nella sua città natale, Mansoura sul Delta del Nilo, il giovane è stato preso in custodia dalla polizia poco dopo il suo arrivo.

Secon­do quan­to dichia­ra­to dal­l’av­vo­ca­to del­lo stu­den­te, Samuel Tha­bet, Patrick sareb­be sta­to ben­da­to e trat­te­nu­to pres­so l’ae­ro­por­to del Cai­ro per diver­se ore. Suc­ces­si­va­men­te sareb­be sta­to scor­ta­to fino a Man­sou­ra, dove avreb­be subi­to sevi­zie e tor­tu­re. Solo dome­ni­ca 9 feb­bra­io a Patrick sareb­be sta­to comu­ni­ca­to di esse­re accu­sa­to di dif­fon­de­re fake news, minac­cia­re l’or­di­ne socia­le e la sicu­rez­za e di inci­ta­re alla vio­len­za. Gli è sta­to chie­sto di ren­de­re con­to del­la sua per­ma­nen­za ita­lia­na e del suo lavo­ro nel­la dif­fu­sio­ne dei dirit­ti umani.

Il ragaz­zo col­la­bo­ra­va infat­ti con l’as­so­cia­zio­ne Eipr (Ini­zia­ti­va egi­zia­na per i dirit­ti indi­vi­dua­li). Una sua ami­ca, Karo­li­ne Kamel, anch’es­sa col­la­bo­ra­tri­ce pres­so la stes­sa asso­cia­zio­ne, ha così com­men­ta­to ai gior­na­li­sti di Repub­bli­ca:“Era par­ti­to lo scor­so Ago­sto per l’I­ta­lia con l’i­dea di per­fe­zio­na­re la sua for­ma­zio­ne e poi ritor­na­re qui per lavo­ra­re e miglio­ra­re in Egit­to”. Anche il respon­sa­bi­le del Ece­sr, il Cen­tro egi­zia­no di Eco­no­mia e dirit­ti socia­li, Mina Tha­bit, ha pre­so la paro­la sul­la que­stio­ne soste­nen­do che le accu­se rivol­te al ricer­ca­to­re sareb­be­ro infon­da­te: “Patrick è un ragaz­zo tran­quil­lo, non ha mai fat­to nien­te di male e non ha pre­ce­den­ti. È solo un atti­vi­sta dei diritti.”

Sul­l’at­ti­vi­smo del ragaz­zo, un gior­na­le egi­zia­no Akh­bar al Youm, ha ripor­ta­to l’o­pi­nio­ne del noto pre­sen­ta­to­re Al Dihyi che ha soste­nu­to che Patrick sareb­be un omo­ses­sua­le, “anda­to a stu­dia­re per un master sul­l’o­mo­ses­sua­li­tà all’e­ste­ro e che lavo­ra per un’or­ga­niz­za­zio­ne di pro­mo­zio­ne del­l’o­mo­ses­sua­li­tà”, accu­se pesan­ti in un Egit­to dove, l’o­mo­ses­sua­li­tà vie­ne repu­ta­ta anco­ra un cri­mi­ne. Que­sto rivol­ger­si all’o­rien­ta­men­to ses­sua­le del gio­va­ne non è un caso uni­co, anche duran­te il caso Rege­ni, il ricer­ca­to­re ita­lia­no fu descrit­to come omo­ses­sua­le dal­la stam­pa egiziana.

La vicen­da ha desta­to mol­ta atten­zio­ne nel­la comu­ni­tà euro­pea tan­to che David Sas­so­li, pre­si­den­te del par­la­men­to euro­peo, ave­va richie­sto l’im­me­dia­to rila­scio di Zaky sot­to­li­nean­do “alle auto­ri­tà egi­zia­ne che l’U­nio­ne euro­pea con­di­zio­na i suoi rap­por­ti con i Pae­si ter­zi al rispet­to dei dirit­ti uma­ni”. Affer­ma­zio­ne che era sta­ta con­te­sta­ta dagli egi­zia­ni, in par­ti­co­lar modo da Ali Abdel Aal, pre­si­den­te del­la Came­ra dei depu­ta­ti egi­zia­ni, che ha com­men­ta­to che, trat­tan­do­si di un affa­re inter­no egi­zia­no, la dichia­ra­zio­ne di Sas­so­li sareb­be “un’in­ge­ren­za inac­cet­ta­bi­le negli affa­ri inter­ni e un attac­co con­tro il pote­re giu­di­zia­rio egi­zia­no”.

Nel resto d’Europa c’è stata una mobilitazione generale per il caso Zaky. 

L’U­ni­ver­si­tà di Bolo­gna ha annun­cia­to una fiac­co­la­ta lune­dì 17 feb­bra­io, dove sfi­le­ran­no, assie­me ai col­le­ghi e ami­ci di Patrick, il sin­da­co Vir­gi­nio Mero­la e il ret­to­re del­l’A­te­neo Fran­ce­sco Ubertini.

Saba­to 15 feb­bra­io ci sarà la pri­ma discus­sio­ne tra i lega­li di Patrick per il ricor­so alla deten­zio­ne del ragaz­zo. Nel caso in cui l’e­si­to sarà posi­ti­vo Zaky ver­rà scar­ce­ra­to, ma in caso nega­ti­vo l’u­dien­za ver­rà riman­da­ta al 22 feb­bra­io, quan­do la sua custo­dia cau­te­la­re potreb­be per­si­no esser ricon­fer­ma­ta per altri 15 giorni.

Se le isti­tu­zio­ni euro­pee e cul­tu­ra­li ita­lia­ne si stan­no muo­ven­do, da par­te dei poli­ti­ci ita­lia­ni non c’è sta­ta una pre­sa di posi­zio­ne net­ta. Il Mini­stro degli Este­ri, Lui­gi Di Maio, ha affer­ma­to che si trat­ta comun­que di una que­stio­ne inter­na egi­zia­na, “il ragaz­zo è egi­zia­no” ha sot­to­li­nea­to il poli­ti­co, riba­den­do che, tut­ta­via, sono sta­ti atti­va­ti “tut­ti i sog­get­ti per cono­sce­re cosa sia suc­ces­so” e che a livel­lo euro­peo, l’I­ta­lia ha richie­sto “che l’U­nio­ne Euro­pea segua tut­ti pas­sag­gi del pro­ces­so”.

Pro­prio in que­ste set­ti­ma­ne Di Maio ha anche dife­so l’o­pe­ra­to del­l’am­ba­scia­to­re ita­lia­no in Egit­to, Giam­pao­lo Can­ti­ni, dal­le accu­se di disin­te­res­se nel­la ricer­ca del­la veri­tà sul­l’uc­ci­sio­ne di Giu­lio Rege­ni, da par­te del­la fami­glia del ricer­ca­to­re ita­lia­no. Il mini­stro degli este­ri ha affer­ma­to: “Se si voglio­no difen­de­re i dirit­ti uma­ni e si vuo­le la veri­tà su Giu­lio Rege­ni non si può pre­scin­de­re da una rela­zio­ne con l’E­git­to”.

In un clima del genere non è difficile che la vicenda possa avere un esito diverso rispetto a quello del caso Regeni.

In un mura­les ad ope­ra del­lo street arti­st Lai­ka, rea­liz­za­to sui muri di Vil­la Aida a Roma, poco distan­te dal­l’am­ba­scia­ta egi­zia­na in Ita­lia, i due ragaz­zi, Patrick Geor­ge Zaky e Giu­lio Rege­ni, si abbrac­cia­no. Nel mura­les l’ar­ti­sta per­met­te al ricer­ca­to­re ita­lia­no di augu­ra­re quel­lo che in mol­ti spe­ra­no: “Sta­vol­ta andrà tut­to bene”.

Arti­co­lo di Edoar­do Fla­vio Tesolin.

Con­di­vi­di:
Redazione on FacebookRedazione on InstagramRedazione on TwitterRedazione on Youtube
Redazione

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.