Pillole di economia. Il MES

Le tematiche di carattere economico rientrano senza dubbio in quel ventaglio di argomenti spesso difficili da comprendere a fondo per chi non ne ha mai approfondito lo studio. Abbiamo deciso di dare vita a questa rubrica nella quale cercheremo di sviscerare, con il linguaggio più semplice e accessibile possibile, vari temi economici legati all’attualità. A questo link trovate la scorsa puntata.


Il MES sem­bra ormai costi­tui­re una crea­tu­ra mito­lo­gi­ca, tut­ti ne par­la­no, tan­ti lo cri­ti­ca­no, ma in pochis­si­mi san­no di cosa si trat­ti effet­ti­va­men­te. Pri­ma di spie­gar­ne nel det­ta­glio fun­zio­na­men­ti e con­di­zio­ni con­vie­ne par­ti­re dal­la sua ori­gi­ne sto­ri­ca e politica. 

Ci si tro­va nel 2010, nel pie­no di quel­la che vie­ne defi­ni­ta “cri­si del debi­to sovra­no”. L’Europa dove­va far fron­te all’emergenza nel­la qua­le si tro­va­va­no i Pae­si mem­bri pro­prio per la loro inca­pa­ci­tà di gesti­re il pro­prio debi­to pub­bli­co. Nac­que così il Mec­ca­ni­smo Euro­peo di Sta­bi­li­tàappro­va­to il 23 mar­zo 2011 dal Par­la­men­to Euro­peo e rati­fi­ca­to il 25 del­lo stes­so mese, con il quar­to gover­no Ber­lu­sco­ni in cari­ca in Ita­lia. Il pro­ce­di­men­to di appro­va­zio­ne in Ita­lia si tra­sci­nò fino al luglio 2012, anche a cau­sa di tut­te le dina­mi­che che si era­no venu­te a crea­re nell’ambito del­la poli­ti­ca inter­na ita­lia­na che por­ta­ro­no al gover­no Monti.

Ma cos’è il MES?

Si trat­ta di un’or­ga­niz­za­zio­ne inter­go­ver­na­ti­va, con sede in Lus­sem­bur­go, con l’obiettivo di soste­ne­re i Pae­si a rischio default. Pro­prio per que­sto vi si rife­ri­sce spes­so come “fon­do sal­va-Sta­ti”. Que­sta orga­niz­za­zio­ne è com­po­sta da tut­ti gli Sta­ti che vi con­tri­bui­sco­no (l’Italia è il ter­zo con­tri­bu­to­re, aven­do ver­sa­to 14 miliar­di di euro, dopo Ger­ma­nia e Fran­cia). Si strut­tu­ra prin­ci­pal­men­te in tre uffi­ci.

Il Board of Gover­nor è: il Con­si­glio dei gover­na­to­ri, com­po­sto dai Mini­stri del­le Finan­ze degli Sta­ti mem­bri, dal Com­mis­sa­rio euro­peo per gli Affa­ri eco­no­mi­ci, dal Pre­si­den­te dell’Eurogruppo e dal Pre­si­den­te del­la Bce.

Il Board of Direc­tors è l’or­ga­no for­ma­to da tec­ni­ci, esper­ti di eco­no­mia e finan­za nomi­na­to dai Mini­stri del­le Finan­ze, che asse­gna­no ad esso i compiti.

Il Diret­to­re Gene­ra­le, che attual­men­te è Klaus Regling, si occu­pa di coor­di­na­re le fun­zio­ni e pre­sie­de­re le riu­nio­ni di Gover­na­to­ri e Direttori.

Per spiegare al meglio come agisce possiamo dividere la sua modalità di funzionamento in quattro fasi. 

La pri­ma con­si­ste nel crea­re effet­ti­va­men­te il fon­do, ossia rac­co­glien­do del­le quo­te dagli Sta­ti. L’azione nei con­fron­ti di un Pae­se che ne neces­si­ta par­te dal­la richie­sta di quest’ultimo di usu­frui­re del fon­do, attra­ver­so una richie­sta di assi­sten­za al Con­si­glio dei Gover­na­to­ri. A que­sto pun­to vie­ne chie­sto alla Com­mis­sio­ne UE di espri­mer­si sul­la vali­di­tà del­la richie­sta, e per far­lo al meglio si richie­de anche l’intervento del­la BCE. Una vol­ta com­piu­te que­ste fasi si pro­ce­de con l’effettivo pre­sti­to (o più pre­sti­ti, a secon­da del­la situa­zio­ne). Può esse­re inte­res­san­te nota­re la cele­ri­tà con cui le ope­ra­zio­ni ven­go­no com­piu­te: di soli­to, infat­ti, la deci­sio­ne di aiu­ta­re il Pae­se vie­ne pre­sa entro set­te gior­ni dal­la richiesta.

Ovvia­men­te il MES non vie­ne elar­gi­to sen­za alcu­na limi­ta­zio­ne: se così fos­se non sareb­be pos­si­bi­le garan­ti­re né l’efficacia né tan­to men­to la “giu­sti­zia” del pre­sti­to. Per­ciò lo Sta­to che ne bene­fi­cia deve garan­ti­re il rispet­to di una serie di rifor­me sul­le qua­li vigi­la­no Ban­ca Cen­tra­le Euro­pea, Com­mis­sio­ne Euro­pea e Fon­do Mone­ta­rio Inter­na­zio­na­le (il trio vie­ne spes­so defi­ni­to come troi­ka da poli­ti­ci e media). Chia­ra­men­te l’obiettivo del­le rifor­me è quel­lo di risa­na­re la situa­zio­ne eco­no­mi­ca di un Pae­se in cri­si: le rifor­me sono spes­so mol­to rigi­de e orien­ta­te all’austerità e ciò le ren­de poco gra­di­te ai gover­ni nazio­na­li e alla popo­la­zio­ne, dato che spes­so con­si­sto­no in ingen­ti tagli alla spe­sa pub­bli­ca. Que­ste rifor­me le qua­li si sta­bi­li­sco­no all’interno di un pro­to­col­lo d’intesa, il Memo­ran­dum of Under­stan­ding.

Al momento ad aver usufruito del Mes sono stati Grecia, Cipro, Portogallo e Irlanda.

A ren­der­lo par­ti­co­lar­men­te discus­so negli ulti­mi tem­pi è il fat­to che esso sia attual­men­te sog­get­to a un pro­get­to di rifor­ma, per il qua­le l’Eurogruppo anco­ra fati­ca a tro­va­re un accor­do: da una par­te ci sono degli Sta­ti che vor­reb­be­ro acce­de­re, in par­ti­co­la­re l’Italia, a cau­sa dell’emergenza in cor­so, toglien­do tut­te le restri­zio­ni che il fon­do pre­ve­de, o alme­no atte­nuan­do­le attra­ver­so que­sto pro­get­to di rifor­ma; dall’altro inve­ce il biso­gno di garan­ti­re la sta­bi­li­tà eco­no­mi­ca dell’intera Unione.

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Martina Di Paolantonio
Dal 1999 fac­cio con­cor­ren­za all’a­gen­zia di pro­mo­zio­ne turi­sti­ca abruz­ze­se, nel tem­po libe­ro mi lamen­to per qual­sia­si cosa.

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