Chuck Bass contro Nick Miller: le figure maschili dal teen drama alla sitcom

Chuck Bass contro Nick Miller: le figure maschili dal teen drama alla sitcom

I pro­dot­ti tele­vi­si­vi sono con­fe­zio­na­ti a tavo­li­no per deter­mi­na­ti tar­get: le ragaz­ze in fase (pre)adolescenziale rap­pre­sen­ta­no il pub­bli­co dei cosid­det­ti teen dra­ma, le serie che han­no sem­pre gli stes­si per­so­nag­gi ado­le­scen­ti come pro­ta­go­ni­sti e che decli­na­no e rac­con­ta­no le loro vicen­de in manie­ra simile. 

La con­se­guen­za diret­ta dell’assimilazione di que­ste nar­ra­zio­ni da par­te del tar­get è che la vita per­so­na­le del­lo spet­ta­to­re (più pre­ci­sa­men­te, spet­ta­tri­ce) ne esce for­te­men­te influenzata. 

Si attiva quel procedimento inconscio per cui cambia in modo più o meno significativo il nostro accostarsi alla realtà.

Cre­scen­do si entra a far par­te di un nuo­vo tar­get, a cui sono quin­di pro­po­sti nuo­vi pro­dot­ti: dai teen dra­ma si pas­sa alla sit­com. Ana­liz­zan­do le somi­glian­ze e le dif­fe­ren­ze tra que­sti due gene­ri si nota un impor­tan­te cam­bia­men­to nel­la carat­te­riz­za­zio­ne del per­so­nag­gio maschi­le prin­ci­pa­le, soprat­tut­to in quan­to love inte­re­st: se nel teen dra­ma il cam­pio­ne del­la sua cate­go­ria era Chuck Bass di Gos­sip Girl, nel­la sit­com l’interesse amo­ro­so diven­ta Nick Mil­ler di New Girl.

Nate Archi­bald (Cha­ce Cra­w­ford) e Chuck Bass (Ed West­wick) in Gos­sip Girl

Chuck è il ragaz­zo che si com­por­ta male, ma non per­ché sia cat­ti­vo; è per­ché ha un pas­sa­to dif­fi­ci­le, che lo por­ta a non esse­re in gra­do di espri­me­re le sue emo­zio­ni. Nick, d’altra par­te, non si com­por­ta mai vera­men­te male, ma non per que­sto è col­lo­ca­bi­le all’opposto di una idea­le linea. Anzi, sot­to diver­si aspet­ti è mol­to simi­le a Chuck (cosa che dimo­stra la con­ti­nui­tà e il pas­sag­gio gra­dua­le da teen dra­ma a sitcom). 

Uno su tut­ti il fat­to che sia distac­ca­to dai suoi sen­ti­men­ti: la dif­fe­ren­za impor­tan­te tra i due sta nel fat­to che, men­tre Nick è così con tut­ti – e dun­que si trat­ta di un aspet­to carat­te­ria­le –, Chuck ten­de a repri­me­re le sue emo­zio­ni non per­ché sia fat­to così, ma per­ché non può e non vuo­le mostrar­si vul­ne­ra­bi­le con nes­su­no, tran­ne che con Blair. 

Messaggio corretto da passare a chi sta guardando?

Il nostro stan­dard, in ogni caso, si for­ma su pro­dot­ti come Gos­sip Girl: quan­do poi, però, cono­scia­mo per­so­nag­gi come Nick, ma anche come Jake Peral­ta di Broo­klyn Nine-Nine, Jim Hal­pert di The Offi­ce, insom­ma tut­ti quel­li nati da Chand­ler Bing di Friends, ci tro­via­mo a dire che que­sto stan­dard è sta­to “rovi­na­to”. Ma non si trat­ta di uomi­ni rivo­lu­zio­na­ri: solo di uomi­ni decenti. 

Sia­mo set­ta­te sull’uomo che si annul­la spi­ri­tual­men­te per la don­na che ama (non che gli uomi­ni del­le sit­com non sia­no for­te­men­te lega­ti alla loro part­ner), ma che comun­que con­ti­nua a man­te­ne­re quel­la pati­na di durez­za, di distac­co, di scar­sa ten­den­za alla vulnerabilità. 

Que­sto aspet­to spa­ri­sce nel­la sit­com pro­prio per via del cam­bio di tar­get, che impli­ca un cam­bio di nar­ra­zio­ne e pro­spet­ti­va. Una ven­ten­ne-tren­ten­ne non sareb­be più attrat­ta da un Chuck Bass, dun­que tut­ti i simil-Chuck del­le sit­com sono con­no­ta­ti nega­ti­va­men­te in quei pochi epi­so­di in cui com­pa­io­no. Non sono per­so­nag­gi posi­ti­vi che vor­rem­mo accan­to a noi nel­la vita vera: sono dei bel­lis­si­mi per­so­nag­gi fit­ti­zi, ma incon­tra­ti nel­la real­tà, for­se, ci fareb­be­ro scap­pa­re a gam­be levate. 

Blair Wal­dorf (Leighton Mee­ster) e Chuck Bass in Gos­sip Girl

Tra l’altro, la sitcom ci apre di più le porte della manifestazione dei sentimenti, proprio perché si lascia alle spalle la caratterizzazione a “tipo” dei suoi componenti. 

È que­sto il moti­vo per cui pos­sia­mo affer­ma­re con cer­tez­za che Nick Mil­ler ten­de a repri­me­re la sua emo­ti­vi­tà per una que­stio­ne carat­te­ria­le, per­ché vedia­mo anche il rap­por­to che costrui­sce con Sch­midt (men­tre man­ca un rap­por­to simi­le in Gos­sip Girl). Lui sì che è, inve­ce, un per­so­nag­gio rivo­lu­zio­na­rio: par­te esat­ta­men­te come l’archetipo maschi­le alla Chuck, ma subi­sce un’evoluzione che lo por­ta a diven­ta­re e a rap­pre­sen­ta­re tut­to un altro tipo di uomo. 

Sch­midt, ad esem­pio, ha mol­te più cose in comu­ne con il Jake Peral­ta di Broo­klyn Nine-Nine di quan­te non ne abbia Nick: il fat­to che sia com­ple­ta­men­te devo­to a Cece, esat­ta­men­te come Jake è com­ple­ta­men­te devo­to ad Amy, e che lo sia sta­to da mol­to pri­ma di quan­do si sia­no effet­ti­va­men­te mes­si insieme. 

Cer­to, anche Damon Sal­va­to­re di The Vam­pi­re Dia­ries era com­ple­ta­men­te devo­to ad Ele­na Gil­bert ancor pri­ma di comin­cia­re  effet­ti­va­men­te una rela­zio­ne con lei, ma anche que­sto rien­tra in quel­la carat­te­riz­za­zio­ne di un uomo che vede nell’amore – e quin­di del­la don­na ama­ta – non solo una com­pa­gna di vita, ma qua­si la sua rea­liz­za­zio­ne per­so­na­le: un po’ come se Ele­na fos­se la don­na-ange­lo che lo por­te­rà alla sal­vez­za e che sarà in gra­do di redi­mer­lo, migliorandolo. 

Ci sono diver­si temi impli­ca­ti all’interno di que­sta scel­ta nar­ra­ti­va, e il mes­sag­gio che pas­sa è che il ragaz­zo cat­ti­vo (pura­men­te e com­ple­ta­men­te cat­ti­vo – Chuck nel­le pri­me pun­ta­te ten­ta di for­zar­si ses­sual­men­te su Jen­ny Hum­ph­rey), in real­tà può tra­sfor­mar­si quan­do si inna­mo­ra. È un tema costan­te­men­te pre­sen­te nei teen dra­ma e più in gene­ra­le nel­le rom­com: il pro­ta­go­ni­sta cam­bia nel momen­to in cui si avvi­ci­na alla pro­ta­go­ni­sta, sco­pre cosa vuol dire ama­re gra­zie lei e diven­ta un’altra persona. 

Ma que­sto non è inte­ra­men­te vero: o meglio, può suc­ce­de­re, ma se ci sono già dei pre­sup­po­sti pre­sen­ti. Si vede pro­prio nel rac­con­to di Sch­midt: gra­zie a una serie di vicen­de – che non si svi­lup­pa­no solo a cau­sa dall’amore che lui pro­va per Cece, ma che han­no le loro basi nel con­te­sto socia­le in cui vive, nel­le rela­zio­ni che svi­lup­pa con tut­ti gli altri – vedia­mo un cam­bia­men­to: que­sto sì che è realistico.

Schi­mdt (Max Green­field) e Nick Mil­ler (Jake John­son) in New Girl

Con­ti­nuia­mo però a dire che que­sti uomi­ni han­no “rovi­na­to il nostro stan­dard”: eppu­re, dovreb­be­ro esse­re loro lo stan­dard. Sono solo uomi­ni nor­ma­li, che sba­glia­no e a vol­te si com­por­ta­no in modo erra­to, ma non per­ché deb­ba­no tene­re alta la fac­cia­ta dell’uomo di ghiac­cio sen­za emo­zio­ni, ma per­ché sono umani. 

Consideriamo rivoluzionario Nick Miller semplicemente perché, dopo essere cresciute con Chuck Bass, vedere lui ci fa tirare un sospiro di sollievo.

Solo che, pri­ma di arri­va­re a guar­da­re New Girl, o tut­te le altre sit­com, ci sia­mo lascia­te tra­sci­na­re emo­ti­va­men­te da Gos­sip Girl e abbia­mo con­ces­so ai teen dra­ma di pla­smar­ci la men­te. Que­sto non signi­fi­ca che que­sti pro­dot­ti sia­no sba­glia­ti di per sé: va bene pre­fe­ri­re i per­so­nag­gi ambi­gui, non si deve ave­re sem­pre una pre­ci­sa mora­le che non ammet­ta pos­si­bi­li­tà di erro­re, non si deve can­cel­la­re la pos­si­bi­li­tà di que­ste pro­du­zio­ni in favo­re di serie tele­vi­si­ve su san Fran­ce­sco. Solo che non ave­va­mo la pie­na con­sa­pe­vo­lez­za per sepa­ra­re serie tv e vita vera, fin­zio­ne e real­tà, e que­sto ha por­ta­to a set­ta­re il nostro “stan­dard” su un model­lo errato.

Quin­di, che fare?

Jess (Zoey Descha­nel) e Nick in New Girl

Che i teen drama siano più aperti, più realistici, meno ossessionati dall’idea del cambiamento veicolato solo ed esclusivamente dalla donna e dell’amore salvifici. 

Qual­cu­no sta lavo­ran­do in que­sta dire­zio­ne: la spa­gno­la Éli­te ci ha pro­va­to con il per­so­nag­gio di Guz­mán (con risul­ta­ti discu­ti­bi­li, ma lo sfor­zo c’è). Dall’altro lato, che le sit­com sia­no più acces­si­bi­li anche ai più gio­va­ni: la recen­tis­si­ma Never Have I Ever, ad esem­pio, è il per­fet­to incro­cio tra sit­com e teen drama. 

L’obiettivo non è solo ave­re una come­dy che par­li agli ado­le­scen­ti: è anda­re a pesca­re nel­la cor­ret­ta rap­pre­sen­ta­zio­ne del­le rela­zio­ni mes­sa in atto nel­le sit­com e por­tar­la sul ter­re­no del teen dra­ma, per far sì che lo “stan­dard” maschi­le sia da subi­to figlio diret­to di Chand­ler Bing, e che nel momen­to in cui ci si acco­sti a Friends si capi­sca solo da dove sono sca­tu­ri­ti i model­li con cui sia­mo già cre­sciu­te, e non si pen­si più che per “col­pa” sua e dei per­so­nag­gi come lui le nostre aspet­ta­ti­ve ora sia­no “tra­via­te”.

Perché si tratta veramente di essere solo degli esseri umani dignitosi.

È un discor­so che toc­ca i media solo in manie­ra tra­sver­sa­le, e che ha le sue radi­ci pro­fon­de nel­la con­ce­zio­ne dei ruo­li di gene­re nel­la nostra società. 

Ma qua­le mez­zo può esse­re più for­te e imme­dia­to, nel momen­to in cui si vuo­le edu­ca­re a una rap­pre­sen­ta­zio­ne più rea­li­sti­ca, meno ste­reo­ti­pa­ta e più genui­na, che for­mi degli indi­vi­dui più consapevoli?

Il cine­ma e la seria­li­tà han­no un pote­re gran­dis­si­mo: non pos­so­no esse­re chia­ma­ti solo a regi­stra­re i cam­bia­men­ti del­la socie­tà, devo­no anche esse­re in gra­do di anticiparli.

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Valentina Testa
Guar­do serie tv, a vol­te anche qual­che bel film, leg­go libri, scri­vo. Da gran­de voglio diven­ta­re Vin­cen­zo Mollica.

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