Cosa dobbiamo aspettarci dal partito Laburista di Keir Starmer?

A sei mesi di distan­za dal­le ele­zio­ni che han­no visto il fal­li­men­to del pro­gram­ma socia­li­sta di Jere­my Cor­byn, nel Regno Uni­to anco­ra si sta ten­tan­do di capi­re la linea poli­ti­ca che il par­ti­to Labu­ri­sta ha inten­zio­ne di met­te­re in atto da qui al ter­mi­ne del man­da­to di Boris Jhonson. 

Nono­stan­te solo ulti­ma­men­te si sia­no ini­zia­te a capi­re le dina­mi­che del­la scon­fit­ta dell’ex Lea­der, che stan­do a un’inchiesta del The Indi­pen­dent è sta­ta aiu­ta­ta in par­te dall’azione di alcu­ni fun­zio­na­ri anti-Cor­byn vici­ni all’ala con­ser­va­tri­ce del par­ti­to, il 4 apri­le 2020 è sta­to elet­to il nuo­vo vol­to del­la sini­stra inglese. 

Keir Star­mer, 57 anni, ha vin­to con ampio mar­gi­ne le pri­ma­rie, arri­van­do al 56,2% al pri­mo tur­no, bat­ten­do la del­fi­na di Cor­byn Rebec­ca Long-Bai­ley. Keir, così chia­ma­to in ono­ra­re del fon­da­to­re del par­ti­to labu­ri­sta Keir Har­die, è nato in una fami­glia del­la wor­king class bri­tan­ni­ca a Lon­dra, da un padre ope­ra­io e da una madre infer­mie­ra, e da allo­ra altro non ha fat­to che allon­ta­nar­si dal­le sue umi­li ori­gi­ni. Dopo esser­si lau­rea­to a Oxford ha intra­pre­so la car­rie­ra da avvo­ca­to nel­la City ed è addi­rit­tu­ra arri­va­to a van­ta­re il tito­lo di “uno dei depu­ta­ti più ric­chi di Westminister”. 

Nomi­na­to Baro­net­to da Sua Mae­stà nel 2014 per il suo lavo­ro come pub­bli­co mini­ste­ro, Star­mer in pas­sa­to ha lavo­ra­to a stret­to con­tat­to con Mili­band, dal qua­le ha ere­di­ta­to le visio­ni poli­ti­che uni­ta­rie che lo por­te­reb­be­ro a cer­ca­re coe­sio­ne in un par­ti­to come quel­lo Labu­ri­sta ingle­se che è più divi­so che mai.  Si defi­ni­sce socia­li­sta ma meno mas­si­ma­li­sta del suo pre­de­ces­so­re, sostie­ne il capi­ta­li­smo e il glo­ba­li­smo ma in una ver­sio­ne giu­ri­di­ca e meno blairiana. 

Oratore brillante e ottimo negoziatore, in molti ritengono che la sua abilità possa garantire l’abbassamento dei toni all’interno del partito di cui adesso è il segretario. 

Nono­stan­te que­ste pre­mes­se, che potreb­be­ro anche sem­bra­re otti­mi pun­ti di par­ten­za da cui ini­zia­re, Star­mer è total­men­te diver­so dal suo pre­de­ces­so­re e que­sto potreb­be por­ta­re ad un incat­ti­vi­men­to del­la fran­gia socia­li­sta del par­ti­to che pos­sie­de anco­ra mol­ta rile­van­za. Keir infat­ti è asso­lu­ta­men­te lon­ta­no da quel­li che sono, e saran­no negli anni a veni­re, i pro­ble­mi del­la wor­king class bri­tan­ni­ca a cui len­ta­men­te e con mol­ta fati­ca i labu­ri­sti ave­va­no ini­zia­to a riav­vi­ci­nar­si. È rap­pre­sen­tan­te di uno dei col­le­gi più cen­tra­li e ric­chi di Lon­dra e di con­se­guen­za è un euro­pei­sta con­vin­to, in più di un’occasione, pri­ma del 13 dicem­bre, ave­va infat­ti dichia­ra­to che si sareb­be dovu­to indi­re un nuo­vo refe­ren­dum a pro­po­si­to dell’uscita dall’Ue. Il timo­re che ser­peg­gia tra gli osser­va­to­ri non è che una sua lea­der­ship pos­sa spo­sta­re gli equi­li­brii più a destra ma che, a cau­sa del suo back­ground, il par­ti­to diven­ti anco­ra più Lon­dra-cen­tri­co

Tut­ta­via, Star­mer ha a suo favo­re un man­da­to for­te e, nono­stan­te non sia anco­ra chia­ra la linea poli­ti­ca che voglia dare alla base del suo par­ti­to è già di fron­te ad una cri­si sen­za pre­ce­den­ti. Visto che agli ingle­si pia­ce par­la­re in ter­mi­ni gene­ra­zio­na­li, si può cer­ta­men­te dire che la pan­de­mia di Coro­na­vi­rus è di cer­to la sfi­da più gran­de di mol­te generazioni. 

La pandemia rischia di togliere lo slancio che, soprattutto dopo le elezioni del 13 dicembre, avrebbe dovuto avere il nuovo leader Labour. 

L’attenzione media­ti­ca che gli è sta­ta rivol­ta infat­ti non è di cer­to para­go­na­bi­le a quel­la che avreb­be avu­to nel caso in cui il virus non ci fos­se sta­to. Il Coro­na­vi­rus, oltre che satu­ra­re i main­stream media, potreb­be anche costrin­ge­re il nuo­vo lea­der Labour a tene­re un pro­fi­lo bas­so, che in casi di emer­gen­za è quel­lo che vie­ne richie­sto alle oppo­si­zio­ni (anche, in teo­ria, a quel­le italiane).

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Luca Pagani
Ten­to di espri­mer­mi su un po’ di cose e spes­so fallisco. 
Però sono simpatico.

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