Cosa succede alla musica indipendente?

Non è un segre­to che la cri­si in cui il mon­do inte­ro ver­sa negli ulti­mi tem­pi abbia col­pi­to dura­men­te impre­se gran­di e pic­co­le in ogni Pae­se. Alcu­ne, più di altre, paghe­ran­no le con­se­guen­ze di que­sto virus per un tem­po mol­to lun­go: tut­te quel­le atti­vi­tà che pre­ve­do­no la pre­sen­za fisi­ca del­le per­so­ne, che anzi esi­sto­no pro­prio gra­zie al fat­to che del­le per­so­ne si riu­ni­sco­no. È il caso del mer­ca­to del­la musi­ca, che non è solo una bel­la can­zo­ne cari­ca­ta su qual­che piat­ta­for­ma, ma è anche con­cer­ti, regi­stra­zio­ni, distri­bu­zio­ni. La musi­ca è intrin­se­ca­men­te lega­ta alle persone.

Il mer­ca­to indi­pen­den­te pri­ma del Covid-19
Il 99% del­le com­pa­gnie musi­ca­li euro­pee è costi­tui­to da pic­co­le, micro e medie impre­se e arti­sti auto­suf­fi­cien­ti. Cono­sciu­ti come “indi­pen­den­ti”, essi rap­pre­sen­ta­no oltre l’80% di tut­te le nuo­ve usci­te e l’80% dei posti di lavo­ro del set­to­re. Si trat­ta di lea­der mon­dia­li in ter­mi­ni di inno­va­zio­ne e sco­per­ta di nuo­va musi­ca e arti­sti, for­nen­do un con­tri­bu­to impor­tan­te per quan­to riguar­da la cre­sci­ta culturale.

Chi sce­glie di far par­te del mon­do del­la musi­ca indi­pen­den­te è mos­so prin­ci­pal­men­te dal­l’e­si­gen­za di non pie­gar­si alle logi­che di mer­ca­to sot­te­se alla gran­de indu­stria musi­ca­le. Il mer­ca­to indi­pen­den­te com­pren­de tut­ti i grup­pi del set­to­re (esat­ta­men­te come avvie­ne per la gran­de indu­stria): da eti­chet­te che si occu­pa­no di pro­du­zio­ne e regi­stra­zio­ne ad agen­zie di mana­ge­ment e con­cer­ti. Il loro impe­gno cul­tu­ra­le è atti­vo soprat­tut­to sul ter­ri­to­rio dal momen­to che sono pres­so­ché esclu­si dai prin­ci­pa­li cir­cui­ti musi­ca­li, pri­mi tra tut­ti i gran­di grup­pi radio­fo­ni­ci.

Per i più curio­si o appas­sio­na­ti esi­ste infat­ti il mon­do del­le radio indi­pen­den­ti. Lo stes­so vale per con­cor­si e festi­val, in pri­mis quel­lo di San­re­mo. È dove­ro­so ricor­da­re però che in que­sto ambi­to esi­sto­no anche real­tà più aper­te al mon­do indi­pen­den­te, anche se meno cono­sciu­te, come quel­la del Musi­cul­tu­ra. Per tut­ti que­sti moti­vi mol­to spes­so que­ste impre­se si avval­go­no del­la col­la­bo­ra­zio­ne del­la gran­de indu­stria. Ad esem­pio alcu­ne eti­chet­te deci­do­no di affi­da­re la distri­bu­zio­ne dei loro pro­dot­ti a chi può rag­giun­ge­re un pub­bli­co mol­to più vasto – è il caso del­la Mache­te Empi­re Records che si avva­le del­la distri­bu­zio­ne di Sony Music – o di alcu­ne agen­zie nate per orga­niz­za­re i tour live degli arti­sti e a gesti­re i loro rap­por­ti con i media e con gli spon­sor – come nel caso del­la mila­ne­se Color Sound, che col­la­bo­ra con arti­sti sot­to con­trat­to con una major come Ornel­la Vanoni.

Se da un lato si vede la neces­si­tà di riser­va­re uno spa­zio ai pro­get­ti meno com­mer­cia­liz­za­bi­li, per un altro ver­so è infat­ti neces­sa­rio poter rag­giun­ge­re il pro­prio pub­bli­co. In que­sto sen­so un gran­de ruo­lo è svol­to da con­cer­ti e festi­val che aiu­ta­no a dif­fon­de­re i pro­get­ti indi­pen­den­ti diret­ta­men­te sul territorio.

Scegliere di essere un artista indipendente, magari rifiutando anche contratti con le major, è allora una scelta quantomeno coraggiosa.

Tan­to più in un pae­se come l’Italia che non si pre­oc­cu­pa nem­me­no di isti­tui­re una par­ti­ta Iva cul­tu­ra­le. C’è da dire, però, che le poche occa­sio­ni for­ni­te dal­lo Sta­to spes­so non ven­go­no sfrut­ta­te: è il caso del Fon­do Inps per gli arti­sti Psm­sad pen­sa­to per offri­re dei con­tri­bu­ti al fine di pro­muo­ve­re il set­to­re cul­tu­ra, come con­tri­bu­ti e/o patro­ci­ni a mani­fe­sta­zio­ni, pre­mi di ope­ro­si­tà o inco­rag­gia­men­to e prov­vi­den­ze eco­no­mi­che. Ad oggi le iscri­zio­ni al fon­do non han­no infat­ti supe­ra­to quo­ta mil­le, seb­be­ne secon­do Fon­da­zio­ne Sym­bo­la e Union­ca­me­re si sti­mi la pre­sen­za di cir­ca 145.000 arti­sti nel nostro pae­se tra tut­te le per­for­ming arts. Come risul­ta­to, la ricer­ca del­la Fon­da­zio­ne Cen­tro Stu­di Doc ha evi­den­zia­to che il som­mer­so nel set­to­re del­la musi­ca live in Ita­lia si aggi­ra tra i 3 e i 5 miliar­di di euro.

Il mer­ca­to indi­pen­den­te duran­te la pan­de­mia
Real­tà così pic­co­le ed esclu­se dal­le prin­ci­pa­li reti media­ti­che sono poten­zial­men­te anco­ra più espo­ste alla gran­de cri­si eco­no­mi­ca cau­sa­ta dal­l’e­mer­gen­za sani­ta­ria. Per quan­to riguar­da i live, mol­tis­si­me real­tà indi­pen­den­ti sof­fri­ran­no mol­to la pos­si­bi­li­tà di non poter incas­sa­re con con­cer­ti e mani­fe­sta­zio­ni di vario tipo. Tra i più pena­liz­za­ti tro­via­mo il set­to­re del­la musi­ca da bal­lo, che soprat­tut­to nel perio­do esti­vo orga­niz­za even­ti da miglia­ia di per­so­ne. Ma non si lascia fer­ma­re: «Per quan­to riguar­da gli even­ti dal vivo sia­mo ovvia­men­te fer­mi, ma stia­mo lavo­ran­do mol­to nel­la pro­du­zio­ne, così da non far­ci tro­va­re impre­pa­ra­ti per la pros­si­ma esta­te» ci rife­ri­sce Ema­nue­la Bon­gior­ni, che con la sua Orche­stra EB gira piaz­ze e disco­te­che di tut­ta Ita­lia (ha pub­bli­ca­to per Edi­zio­ni Bagutti).

In gene­ra­le, se da un lato le misu­re di con­te­ni­men­to sono più faci­li da rispet­ta­re per even­ti di pic­co­la por­ta­ta, a par­ti­re dal vin­co­lo di un mas­si­mo di 1000 spet­ta­to­ri, per un altro ver­so i costi di orga­niz­za­zio­ne riman­go­no inva­ria­ti e dif­fi­cil­men­te soste­ni­bi­li da pic­co­le e medie impre­se – spe­ran­do che per risol­ve­re il pro­ble­ma non si opti per ulte­rio­ri rin­ca­ri sui costi dei bigliet­ti. Tut­ta­via alcu­ne agen­zie live indi­pen­den­ti, come la già cita­ta Color Sound, sono pron­te ad attrez­zar­si per ripren­de­re i con­cer­ti già nel­la sta­gio­ne esti­va (vi face­va­mo rife­ri­men­to nell’articolo dedi­ca­to alle major che tro­va­te qui.

Potrebbe essere un’occasione di rivalsa per il mondo indipendente: che il grande pubblico si accorga della sua esistenza in un anno in cui gli artisti della macro industria musicale hanno deciso di annullare tutte le loro date?

Per ora una buo­na noti­zia riguar­da il più impor­tan­te festi­val del­la musi­ca indi­pen­den­te in Ita­lia: il MEI (Mee­ting del­le Eti­chet­te Indi­pen­den­ti) di Faen­za ha con­fer­ma­to l’edizione 2020 che si svol­ge­rà il 2–3‑4 otto­bre. Ma il gros­so del­l’of­fer­ta per gli ascol­ta­to­ri è costi­tui­to al momen­to da alcu­ni even­ti (gra­tui­ti) in diret­ta web, tra­mi­te i qua­li si stan­no spe­ri­men­tan­do anche nuo­ve stra­de. È il caso del­la col­la­bo­ra­zio­ne tra arti­sti e video­ga­mer che vedrà il suo avvio con il Mache­te Aid 2020. L’e­ven­to è pro­mos­so dal­la Mache­te Pro­duc­tions (atti­va con l’e­ti­chet­ta omo­ni­ma nel mon­do rap/hip hop e dive­nu­ta famo­sa per le pub­bli­ca­zio­ni di alcu­ni vol­ti ormai noti come Sal­mo) che lavo­ra su un tar­get gio­va­ni­le ben rag­giun­gi­bi­le attra­ver­so una piat­ta­for­ma di video­gio­chi come twitch.tv, che il 5 giu­gno ospi­te­rà più di 12 ore di diretta. 

Tra le pri­me ini­zia­ti­ve che han­no aggre­ga­to mol­te voci del pano­ra­ma indi­pen­den­te men­zio­nia­mo poi #LAMUSICANONSIFERMA, pro­mos­sa da MIE, il net­work di Musi­ca Ita­lia­na Emer­gen­te, che ha ospi­ta­to una serie appun­ta­men­ti per tut­to il mese di mar­zo. A tal pro­po­si­to abbia­mo par­la­to con il capo­re­dat­to­re MEI Sal­va­to­re Impe­rio, che afferma:«Lanciata la cam­pa­gna, abbia­mo rice­vu­to cen­ti­na­ia di ade­sio­ni in pochi gior­ni tra tut­ti gli addet­ti ai lavo­ri. Pen­sa­va­mo di aver final­men­te dato vita a una vera e pro­pria comu­ni­tà del­la musi­ca indi­pen­den­te. Pur­trop­po, a distan­za di due mesi, abbia­mo dovu­to con­sta­ta­re quan­to sia dif­fi­ci­le riu­sci­re ad aggre­ga­re il mon­do indi­pen­den­te. Eppu­re que­sto momen­to dif­fi­ci­le ci ha dimo­stra­to quan­to i lavo­ra­to­ri del nostro set­to­re abbia­no biso­gno di riven­di­ca­re a gran voce più dirit­ti e tutele».

A que­sto pro­po­si­to si mol­ti­pli­ca­no le ini­zia­ti­ve dedi­ca­te alla pro­mo­zio­ne del­la musi­ca indi­pen­den­te. Dopo l’adozione di un pia­no euro­peo anti-cri­si in 10 pun­ti, la Task For­ce Covid-19 di IMPALA (Indi­pen­dent Music Com­pa­ny Asso­cia­tion) ha lan­cia­to una pagi­na web per la map­pa­tu­ra del­le ini­zia­ti­ve adot­ta­te nei diver­si ter­ri­to­ri e dei risul­ta­ti otte­nu­ti per il set­to­re musi­ca­le euro­peo. L’o­biet­ti­vo di que­sta, come di mol­te altre ini­zia­ti­ve (come La musi­ca che gira) è quel­lo di chie­de­re alle isti­tu­zio­ni il rico­no­sci­men­to del ruo­lo inso­sti­tui­bi­le svol­to dal mer­ca­to indi­pen­den­te in ambi­to cul­tu­ra­le e per­tan­to ade­gua­te misu­re di soste­gno. Come pos­sia­mo pre­ten­de­re che la musi­ca non si fer­mi quan­do chi ne è il prin­ci­pa­le atto­re rima­ne nel­la penom­bra, oscu­ra­to dal­lo stra­po­te­re dei gigan­ti del­l’in­du­stria musicale?

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Laura Colombi
Mi pon­go doman­de e dif­fon­do le mie idee attra­ver­so la scrit­tu­ra e la musi­ca, che sono le mie passioni.

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