On Dem Road. Gli afroamericani si fideranno di Biden?

Former U.S. Vice President Joe Biden, a 2020 Democratic presidential candidate, center, takes a selfie photograph with attendees after speaking during the Second Step Presidential Justice Forum at Benedict College in Columbia, South Carolina, U.S., on Saturday, Oct. 26, 2019. The forum asked Democratic presidential candidates to present their criminal justice reform platforms now that the First Step Act has been passed. Photographer: Logan Cyrus

Questa rubrica accompagna i lettori di Vulcano lungo il cammino delle primarie dei Democratici per la scelta del candidato da opporre a Trump il prossimo novembre. Dalla prossima puntata la rubrica esce ogni mese, mentre ritornerà nel suo formato quindicinale a settembre in vista delle elezioni.


L’organizzazione Black Lives Mat­ter a ini­zio gen­na­io ha deci­so di tene­re in alcu­ni swing sta­te, ovve­ro gli sta­ti ame­ri­ca­ni in cui il risul­ta­to poli­ti­co è più incer­to che in altri, diver­si focus group in modo da affron­ta­re uno dei prin­ci­pa­li pro­ble­mi che afflig­ge i gio­va­ni afroa­me­ri­ca­ni resi­den­ti in que­gli sta­ti: l’astensione

Il non sen­tir­si rap­pre­sen­ta­ti negli Sta­ti Uni­ti è un pro­ble­ma comu­ne. In un siste­ma elet­to­ra­le basa­to sul bipar­ti­ti­smo, nel caso in cui il can­di­da­to da te sup­por­ta­to non doves­se vin­ce­re le pri­ma­rie del par­ti­to di cui fa par­te, non avre­sti alter­na­ti­ve se non vota­re per il can­di­da­to che ha otte­nu­to la nomi­na­tion. E se un pro­ble­ma come que­sto risul­ta esser più faci­le da accet­ta­re per i repub­bli­ca­ni, la cui base tut­to­ra con­ti­nua ad esse­re mol­to fede­le al par­ti­to piut­to­sto che al can­di­da­to, que­sto non vale per i demo­cra­ti­ci, che già nel 2016 han­no sof­fer­to l’astensione di mol­ti cit­ta­di­ni, anche gio­va­ni neri, che dopo aver fat­to vin­ce­re Oba­ma nel 2012, non han­no pre­mia­to la Clin­ton, con­se­gnan­do lo stu­dio ova­le a Donald Trump.

La pan­de­mia, la cri­si eco­no­mi­ca, e le pro­te­ste in segui­to all’uccisione di Geor­ge Floyd han­no ripor­ta­to l’attenzione sul­le pro­ble­ma­ti­che che vivo­no gli afroa­me­ri­ca­ni nel pae­se, essen­do i prin­ci­pa­li pro­ta­go­ni­sti, in nega­ti­vo, di ogni even­to che ha scon­vol­to il pae­se negli ulti­mi mesi. In un anno come il 2020, in cui i cit­ta­di­ni sono chia­ma­ti alle urne per deci­de­re le sor­ti del­la nazio­ne, è quin­di fon­da­men­ta­le una rifles­sio­ne rispet­to a quan­to que­sti even­ti influen­ze­ran­no il voto di novembre. 

Sono evidenti i problemi che Trump sta affrontando, tra la pandemia e le proteste il Presidente ha fatto molti errori. 

Tut­ta­via, i demo­cra­ti­ci non sem­bra­no esser riu­sci­ti a otte­ne­re un van­tag­gio con­cre­to dagli erro­ri del Pre­si­den­te uscen­te. Tra gli show di Nan­cy Pelo­si alla Came­ra dei Rap­pre­sen­tan­ti, copia­ti poi dal­la depu­ta­ta Bol­dri­ni al Par­la­men­to ita­lia­no, e le dichia­ra­zio­ni raz­zi­ste di Biden, secon­do cui se un gio­va­ne afroa­me­ri­ca­no non votas­se per lui non sareb­be nero, la sini­stra ame­ri­ca­na sta sem­pre di più rap­pre­sen­tan­do quell’establishment che Ber­nie San­ders ha ten­ta­to in tut­ti i modi di scal­za­re. Biso­gna quin­di esse­re cau­ti a col­le­ga­re le pro­te­ste che stan­no riem­pien­do le stra­de ame­ri­ca­ne con l’endorsement dei gio­va­ni afroa­me­ri­ca­ni a Biden.

Soprattutto Biden dovrebbe tenere bene in considerazione le rivendicazioni di questo movimento. 

Le gri­da che chie­do­no un defi­nan­zia­men­to isti­tu­zio­na­le del­le for­ze dell’ordine su tut­to il ter­ri­to­rio sta­tu­ni­ten­se devo­no esse­re ascol­ta­te o quan­to­me­no biso­gna ini­zia­re un dia­lo­go che evi­den­zi il pro­ble­ma. Non è infat­ti scon­ta­to, soprat­tut­to a cau­sa del soste­gno che in pas­sa­to il can­di­da­to demo­cra­ti­co ha espres­so nei con­fron­ti di leg­gi total­men­te con­tra­rie a que­sta pro­po­sta. Basti pen­sa­re al dise­gno di leg­ge del 1994, redat­to da Biden stes­so, che garan­ti­va enor­mi fon­di e nuo­vo per­so­na­le al cor­po di poli­zia. Il pro­ble­ma su que­sti temi del par­ti­to demo­cra­ti­co è tut­to­ra mol­to aperto. 

Uno dei can­di­da­ti che fino alla fine ha otte­nu­to mol­ta coper­tu­ra media­ti­ca duran­te le pri­ma­rie è sta­to l’ex sin­da­co di New York, Bloom­berg, che sin dal­la sua ele­zio­ne come pri­mo cit­ta­di­no del­la Gran­de Mela ha por­ta­to avan­ti una serie di poli­ti­che discri­mi­na­to­rie poi espor­ta­te in altre cit­tà. La stop and fri­sk è infat­ti l’esempio lam­pan­te di come, indi­pen­den­te­men­te dal colo­re poli­ti­co, gli Sta­ti Uni­ti abbia­no un serio pro­ble­ma di raz­zi­smo isti­tu­zio­na­le

Dopo che la mag­gior par­te dei demo­cra­ti­ci mode­ra­ti, tra cui il can­di­da­to alla pre­si­den­za Biden, si sono oppo­sti alla pri­ma richie­sta avan­za­ta dal­le pro­te­ste rela­ti­va a una pro­fon­da rifor­ma del finan­zia­men­to alla poli­zia, è pro­ba­bi­le che la mag­gio­ran­za dei mani­fe­stan­ti sarà quan­to­me­no inter­det­ta sul­la scel­ta che sarà chia­ma­ta a fare a novembre.

«I gio­va­ni afroa­me­ri­ca­ni non voglio­no che Trump vin­ca, ma la doman­da è: puoi con­vin­cer­li che voglio­no che vin­ca Biden? Quel­la dif­fe­ren­za, tra il non vole­re Trump e il vole­re Biden, è la dif­fe­ren­za che stia­mo cer­can­do di otte­ne­re in sta­ti come la Penn­syl­va­nia, il Michi­gan e il Wiscon­sin», ha dichia­ra­to Josh Uli­bar­ri, un son­dag­gi­sta democratico.

La stra­da per la Casa Bian­ca rima­ne, comun­que, aperta.

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Luca Pagani
Ten­to di espri­mer­mi su un po’ di cose e spes­so fallisco. 
Però sono simpatico.

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