“Palm Springs” con Andy Samberg è la rom-com su Hulu che dovete vedere

Andy Samberg and Cristin Milioti appear in Palm Springs by Max Barbakow, an official selection of the U.S. Dramatic Competition at the 2020 Sundance Film Festival. Courtesy of Sundance Institute | photo by Chris Willard. All photos are copyrighted and may be used by press only for the purpose of news or editorial coverage of Sundance Institute programs. Photos must be accompanied by a credit to the photographer and/or 'Courtesy of Sundance Institute.' Unauthorized use, alteration, reproduction or sale of logos and/or photos is strictly prohibited.

Il mon­do del­lo spet­ta­co­lo si sta già chie­den­do come sarà rac­con­ta­to nel­le ope­re del futu­ro pros­si­mo il perio­do che abbia­mo vis­su­to: in que­sta sor­ta di ricer­ca, ci si imbat­te in ope­re che la qua­ran­te­na l’hanno già trat­ta­ta, o meglio, che pos­so­no esse­re let­te retro­spet­ti­va­men­te come meta­fo­re di que­sti mesi stra­ni e com­ples­si. È curio­so che una di que­ste sia un film recen­tis­si­mo, usci­to il 10 luglio sul­la piat­ta­for­ma strea­ming Hulu: Palm Springs.

Che Palm Springs, pri­ma ope­ra di Max Bar­ba­kow, sareb­be diven­ta­to uno dei film più rac­co­man­da­ti dell’estate 2020 lo si sape­va già da quan­do è sta­to pre­sen­ta­to al Sun­dan­ce Film Festi­val, dove è sta­to acqui­sta­to da Neon e Hulu per la cifra record di $17,500,000.69. Esat­to, 69 cen­te­si­mi: ride­te pure di tut­ti i dop­pi sen­si che vi ven­go­no in men­te, per­ché sono tut­ti espres­sa­men­te volu­ti da Andy Sam­berg, pro­ta­go­ni­sta e pro­dut­to­re del­la pel­li­co­la, che ha richie­sto i 69 cen­te­si­mi in accor­do con Aki­va Schaf­fer e Jor­ma Tac­co­ne (anch’essi pro­dut­to­ri) per bat­te­re il record in “The Lone­ly Island sty­le”– il nome del grup­po che i tre for­ma­no insie­me da anni e con cui sono sta­ti cono­sciu­ti al Satur­day Night Live. 

Cono­scen­do que­sto back­ground, è ine­vi­ta­bi­le quin­di aspet­tar­si una com­me­dia: e Palm Springs non delu­de, lascian­do un sor­ri­so sul viso di ogni spet­ta­to­re. Per esse­re pre­ci­si, poi, Palm Springs è una com­me­dia roman­ti­ca, quin­di il tema cen­tra­le è una rela­zio­ne amo­ro­sa, in que­sto caso tra Nyles (Sam­berg) e Sarah (Cri­stin Milio­ti).

Cosa c’entra la qua­ran­te­na, allo­ra? C’entra. Il twi­st che por­ta l’intera sto­ria su un livel­lo (semi)metaforico è fan­ta­scien­ti­fi­co: infat­ti, Nyles e Sarah sono bloc­ca­ti in un loop tem­po­ra­le che li obbli­ga a rivi­ve­re in eter­no il gior­no del matri­mo­nio del­la sorel­la del­la pro­ta­go­ni­sta a Palm Springs. 

Le giornate si ripetono identiche a loro stesse, ieri è come domani che è come oggi che è come l’altroieri che è come dopodomani, senza via d’uscita. Suona familiare?


Cre­di­ti: Cin­dy Ord/Getty Ima­ges – da sini­stra: regi­sta Max Bar­ba­kow, Cri­stin Milio­ti, Andy Sam­berg, Cami­la Men­des, e sce­neg­gia­to­re Andy Sia­ra al Sun­dan­ce Film Festi­val 2020

Palm Springs non vole­va esse­re un film meta­fo­ri­co: i lavo­ri di pro­du­zio­ne sono ini­zia­ti due anni fa e le ripre­se in apri­le del 2019, era anche pro­gram­ma­ta (come di nor­ma) l’uscita al cine­ma. Que­sta è ovvia­men­te sal­ta­ta, ma nono­stan­te ciò il film (che regi­stra anche un 92% di “fre­sh­ness” su Rot­ten­To­ma­toes) sta aven­do una straor­di­na­ria rispo­sta di pub­bli­co: IndieWi­re infor­ma che ha bat­tu­to il record per film più stream­ma­to sul­la piat­ta­for­ma nel wee­kend di aper­tu­ra e che è sta­to il più discus­so film ori­gi­na­le Hulu su Twit­ter nei tre gior­ni dall’uscita, gene­ran­do il più alto inte­res­se sui social rispet­to a qual­sia­si altro ori­gi­na­le Hulu. 

Negli Sta­ti Uni­ti sarà anche distri­bui­to in dri­ve-in sele­zio­na­ti (inve­ce non si sa anco­ra nul­la riguar­do la distri­bu­zio­ne inter­na­zio­na­le off-streaming).

Tuttavia, è stuzzicante pensarlo come una metafora, perché d’altra parte è così che viene percepito da tutti noi che lo vediamo. 

Quan­do Nyles dice a Sarah «Que­sto è oggi. Oggi è ieri, e doma­ni è anche oggi», chiun­que sia sta­to chiu­so in casa anche solo per una set­ti­ma­na fa un pic­co­lo sor­ri­so qua­si auto­com­mi­se­ra­ti­vo. «Come lo fer­mo? Non voglio che doma­ni sia oggi, voglio che doma­ni sia doma­ni» «Giu­sto, è natu­ra­le. Pur­trop­po, non suc­ce­de­rà mai».


Cre­di­ti: leosigh.com – Andy Sam­berg Cri­stin Milio­ti in una sce­na del film

I loop tem­po­ra­li sono dei topoi usa­tis­si­mi nel cine­ma, che a vol­te pre­sen­ta­no pic­co­le varia­zio­ni per adat­tar­si al nuo­vo con­te­sto nar­ra­ti­vo: Palm Springs usa il con­cet­to clas­si­co e basi­la­re, per crea­re il pre­te­sto del­la sto­ria, che in real­tà poco ha a che fare con la solu­zio­ne del cir­co­lo infinito. 

Ed è per que­sto moti­vo che scat­ta il gio­co meta­fo­ri­co, per­ché ci si spo­sta sul pia­no dei sen­ti­men­ti e del­le rela­zio­ni: cono­scia­mo Nyles quan­do lui ha già vis­su­to mesi, anni, for­se seco­li nel time loop, quan­do ha già accet­ta­to che la sua vita sarà desti­na­ta a pro­ce­de­re sen­za sen­so e sen­za direzione. 

L’incontro con Sarah gli por­ta una scos­sa, ma non per­ché improv­vi­sa­men­te deci­da di voler usci­re da que­sta situa­zio­ne assur­da in cui si tro­va; piut­to­sto, per­ché attra­ver­sa­re que­sto uni­co gior­no che si ripe­te con qual­cu­no a fian­co che può capi­re dav­ve­ro che cosa sta pas­san­do, lo fa sen­ti­re meno solo. Di fat­to, è meno solo.

Palm Springs si but­ta a capo­fit­to nell’introspezione rela­zio­na­le, costrui­sce il rap­por­to di Nyles e Sarah mostran­do­ci il pas­sag­gio dal disin­te­res­se puro per la vita in gene­ra­le, all’interesse reci­pro­co pri­ma e per l’esistenza poi. 

Ora, que­ste rifles­sio­ni non sono venu­te in men­te ad Andy Sia­ra, auto­re del­la sce­neg­gia­tu­ra, per­ché ha anti­ci­pa­to di due anni i sen­ti­men­ti che ci sia­mo por­ta­ti den­tro in qua­ran­te­na: a esse­re one­sti, infat­ti, que­ste sen­sa­zio­ni di disa­gio esi­sten­zia­le e di tra­scu­ra­tez­za era­no già comu­ni nel­la vita di tut­ti i giorni. 

Joshua Rive­ra scri­ve su The Ver­ge che sia­mo in un momen­to in cui:

Ci sfug­ge la sta­bi­li­tà, gra­zie a un crol­lo a ral­len­ta­to­re del­le isti­tu­zio­ni e disa­stri che acca­do­no nel giro in una not­te e che diven­ta­no incu­bi infi­ni­ti, come la pan­de­mia da coro­na­vi­rus. La som­ma di tut­to que­sto è tra­vol­gen­te […]. In un mon­do come que­sto, è faci­le non dare impor­tan­za alle cose. C’è poco a cui guar­da­re e non mol­to da gua­da­gna­re a guar­dar­si indietro. 

In questo clima condiviso di nichilismo sempre più crescente, si tende a vivere in un eterno presente in modo da ridurre al minimo lo stress e il peso psicologico che queste considerazioni portano con sé. 

Ma nel momen­to in cui un’altra per­so­na entra nel­la nostra vita, que­sto deli­ca­to equi­li­brio pro­tet­ti­vo si rom­pe, per­ché sia­mo chia­ma­ti a con­fron­tar­ci con qual­cu­no che ci chie­de del nostro pas­sa­to e che ci obbli­ga a pen­sa­re a chi voglia­mo esse­re nel futu­ro. Sia­mo costret­ti a rom­pe­re il guscio e ad ammet­te­re di esse­re co-dipen­den­ti: è sem­pre la soli­ta vec­chia sto­ria d’altra par­te, che cicli­ca­men­te (toh, guar­da) torna.


Cre­di­ti: Twit­ter – Andy Sam­berg Cri­stin Milio­ti in una sce­na del film

«Le per­so­ne sono tut­to ciò che abbia­mo» si dice in Flea­bag; in un momen­to in cui il mon­do inte­ro sem­bra sfug­gir­ci come sab­bia tra le dita, in cui sem­bra­no man­ca­re i pun­ti fis­si, in cui le fon­da­men­ta del pas­sa­to vacil­la­no e il futu­ro è anneb­bia­to, pren­de­re con­sa­pe­vo­lez­za che c’è biso­gno degli altri per soprav­vi­ve­re è qua­si un atto di corag­gio, che espo­ne com­ple­ta­men­te la nostra vul­ne­ra­bi­li­tà alle incer­tez­ze che abbia­mo intorno. 

Nyles e Sarah ce lo inse­gna­no in un modo che è dol­ce, diver­ten­te e deli­ca­to allo stes­so tem­po, in una sto­ria che met­te insie­me l’angoscia esi­sten­zia­le e la gio­ia asso­lu­ta del tro­va­re la nostra per­so­na pre­fe­ri­ta nel mon­do, che ci spin­ge a tro­va­re il sen­so dell’esistenza in noi stes­si e nei rap­por­ti che costruia­mo intor­no a noi.

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Valentina Testa
Guar­do serie tv, a vol­te anche qual­che bel film, leg­go libri, scri­vo. Da gran­de voglio diven­ta­re Vin­cen­zo Mollica.
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