Pillole di economia. Tasse, imposte e contributi

Pillole di economia: tasse, imposte e contributi

Le tematiche di carattere economico rientrano senza dubbio in quel ventaglio di argomenti spesso difficili da comprendere a fondo per chi non ne ha mai approfondito lo studio. Abbiamo deciso di dare vita a questa rubrica nella quale cercheremo di sviscerare, con il linguaggio più semplice e accessibile possibile, vari temi economici legati all’attualità. A questo link trovate la scorsa puntata.


Tas­se, impo­ste, con­tri­bu­ti, spes­so la dif­fe­ren­za non è così chia­ra, e soprat­tut­to non è faci­le da capi­re. Tut­ti si sono scon­tra­ti alme­no una vol­ta nel­la vita con que­sti ter­mi­ni, anche solo nel momen­to in cui biso­gna fare l’i­scri­zio­ne all’Università, dove la paro­la “tas­se” si fa sen­ti­re tan­to spes­so quan­to la paro­la “esa­me”.

Ma cosa sono quindi? Come funzionano e qual è la differenza?

Pri­ma di tut­to occor­re fare un richia­mo nor­ma­ti­vo. Il siste­ma tri­bu­ta­rio ita­lia­no trae legit­ti­mi­tà dall’arti­co­lo 53 del­la Costi­tu­zio­ne ita­lia­na che ne deter­mi­na due dei prin­ci­pi fon­da­men­ta­li per il suo fun­zio­na­men­to: quel­lo di soli­da­rie­tà e quel­lo di capa­ci­tà contributiva. 

L’enunciato del­la leg­ge è infat­ti: «Tut­ti sono tenu­ti a con­cor­re­re alle spe­se pub­bli­che in ragio­ne del­la loro capa­ci­tà con­tri­bu­ti­va. Il siste­ma tri­bu­ta­rio è infor­ma­to a cri­te­ri di progressività». 

Il signi­fi­ca­to intrin­se­co del­la nor­ma è dun­que che è neces­sa­rio con­tri­bui­re alle spe­se soste­nu­te dal­lo sta­to per la garan­zia dei ser­vi­zi, e que­sto con­tri­bu­to vie­ne dato dal cit­ta­di­no in base a quan­to si può per­met­te­re di dare. Con la spie­ga­zio­ne di que­sti due prin­ci­pi si è anche chia­ri­to per­ché è tan­to neces­sa­rio il paga­men­to dei tributi. 

Biso­gna ulte­rior­men­te defi­ni­re la paro­la “tri­bu­ti” soli­ta­men­te usa­ta come qual­co­sa di diver­so e sepa­ra­to da impo­ste, tas­se, ecc., sba­glian­do. Il tri­bu­to infat­ti è il ter­mi­ne gene­ra­le all’interno del qua­le si situa­no non solo i con­tri­bu­ti, ma  anche le tas­se e le impo­ste. Più in gene­ra­le si inten­de come tri­bu­to «una qual­sia­si pre­sta­zio­ne obbli­ga­to­ria, richie­sta dal­lo Sta­to, eser­ci­zio del­la pote­stà di un ente sovra­no». In paro­le pove­re, la quan­ti­tà di dena­ro dovu­ta al Fisco dal cittadino. 

Tra le tipo­lo­gie di tri­bu­ti inter­cor­ro­no però del­le sostan­zia­li dif­fe­ren­ze, qua­li?

TASSE

Par­ten­do dall’esperienza uni­ver­si­ta­ria, capi­re cosa sono le tas­se risul­te­rà senz’altro più sem­pli­ce. La tas­sa con­si­ste nel soste­ne­re il costo del­le spe­se divi­si­bi­li, vale a dire di quel­le spe­se per le qua­li la pre­sta­zio­ne ero­ga­ta al cit­ta­di­no  è chia­ra­men­te defi­ni­bi­le, come ad esem­pio per la tas­sa sui rifiu­ti, o la tas­sa per l’occupazione del suo­lo pub­bli­co. La tas­sa quin­di si paga per quei ser­vi­zi del qua­le è pale­se il bene­fi­cio al sin­go­lo, e, in linea di mas­si­ma, solo chi ne bene­fi­cia è tenu­to a soste­ne­re la spe­sa. Si paga la tas­sa uni­ver­si­ta­ria sola­men­te se si inten­de con­se­gui­re un tito­lo di lau­rea, non vie­ne paga­ta da tut­ti i cittadini.


IMPOSTE

Le impo­ste costi­tui­sco­no una pre­sta­zio­ne obbli­ga­to­ria dovu­ta dal con­tri­buen­te, in fun­zio­ne del­la capa­ci­tà con­tri­bu­ti­va già cita­ta in pre­ce­den­za. Non cor­ri­spon­do­no per­ciò a una sin­go­la pre­sta­zio­ne che reca bene­fi­cio a un cit­ta­di­no, ben­sì sosten­go­no in gene­ra­le la spe­sa pub­bli­ca che lo sta­to deve soste­ne­re per garan­ti­re il benes­se­re di tut­ti i cit­ta­di­ni. Con le impo­ste si copro­no quin­di le spe­se per l’istruzione, per la sani­tà, per la sicu­rez­za. Que­sti pre­lie­vi di dena­ro sono inol­tre coat­ti­vi, ossia obbli­ga­to­ri. Alcu­ni esem­pi di impo­ste sono i fami­ge­ra­ti IRPEF, IRAP, ecc., ossia le “impo­ste sul reddito”.


CONTRIBUTI

Infi­ne ecco i con­tri­bu­ti: essi sono qua­si una via di mez­zo tra tas­se e impo­ste. Una defi­ni­zio­ne isti­tu­zio­na­le del ter­mi­ne può esse­re «pre­lie­vo coat­ti­vo di ric­chez­za aven­te come pre­sup­po­sto l’accrescimento red­di­tua­le e patri­mo­nia­le di cui un cit­ta­di­no ha bene­fi­cia­to per effet­to di un’opera pub­bli­ca». Più sem­pli­ce­men­te, lo sta­to ero­ga un ser­vi­zio in manie­ra gene­ra­le, e non al sin­go­lo cit­ta­di­no, il qua­le però ne bene­fi­cia singolarmente. 

Con un esem­pio dovreb­be esse­re più chia­ro: lo sta­to deci­de di boni­fi­ca­re un ter­ri­to­rio (un ser­vi­zio pub­bli­co quin­di) a chi vive nel­la zona che vie­ne boni­fi­ca­ta, suben­do così in par­ti­co­la­re un net­to miglio­ra­men­to del­la qua­li­tà del­la vita. Vie­ne richie­sto per que­sto un contributo. 

Sareb­be ridut­ti­vo defi­ni­re i con­tri­bu­ti solo in que­sta manie­ra, però, essi costi­tui­sco­no una cate­go­ria mol­to vasta di tipo­lo­gie di paga­men­to, per esem­pio sono con­tri­bu­ti quel­li che ven­go­no ver­sa­ti agli enti di pre­vi­den­za socia­le (i famo­si con­tri­bu­ti per anda­re in pen­sio­ne, i cosid­det­ti con­tri­bu­ti socia­li),  ma anche quel­le quo­te di dena­ro paga­te da alcu­ne cate­go­rie di lavo­ra­to­ri all’ordine di appartenenza.

Que­ste defi­ni­zio­ni dovreb­be­ro ren­de­re più sem­pli­ce muo­ver­si nel com­ples­so mon­do dei tri­bu­ti, o quan­to­me­no ren­de­re più chia­ro cosa vie­ne richie­sto di paga­re in una deter­mi­na­ta situa­zio­ne, evi­den­zian­do­ne la moti­va­zio­ne e quin­di il per­ché sia così fon­da­men­ta­le il fat­to che ogni cit­ta­di­no “fac­cia la sua parte”.

Con­di­vi­di:
Martina Di Paolantonio
Dal 1999 fac­cio con­cor­ren­za all’a­gen­zia di pro­mo­zio­ne turi­sti­ca abruz­ze­se, nel tem­po libe­ro mi lamen­to per qual­sia­si cosa.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.