Sulla riapertura dei cinema

Sulla riapertura dei cinema

Dopo tre mesi di chiu­su­ra final­men­te la ria­per­tu­ra è arri­va­ta per tut­ti. Anche i cine­ma, dopo una lun­ghis­si­ma e igno­ra­ta qua­ran­te­na, sono pron­ti a rispol­ve­ra­re le pol­tro­ne e i proiettori. 

Lo spet­ta­co­lo si è ritro­va­to in una situa­zio­ne più nera di quan­to pos­sa sem­bra­re: se alme­no per cer­ti set­to­ri, come turi­smo e risto­ra­zio­ne, è basta­to “sem­pli­ce­men­te” che si ria­pris­se­ro por­te e por­to­ni, per altri, come appun­to il nostro mal­me­na­to cine­ma, il Covid ha lascia­to in ere­di­tà una ripre­sa dif­fi­ci­le se non impos­si­bi­le per cer­ti aspet­ti; com­pli­ce sicu­ra­men­te il perio­do esti­vo che è già di per sé il suo perio­do di magra, sia dal pun­to di vista del­le distri­bu­zio­ni sia dal pun­to di vista di affluen­za del pubblico. 

A tirarne le cuoia sono principalmente i multisala e i grandi cinema, i quali si vedono costretti a chiudere una buona parte dei propri centri. 

Al con­tra­rio di quan­to può sem­bra­re, inve­ce, le pic­co­le real­tà loca­li non sono fin trop­po minac­cia­te, spe­cie se si con­si­de­ra che la mag­gior par­te di esse sono in real­tà cine­ma par­roc­chia­li i qua­li, di nor­ma, ese­guo­no la chiu­su­ra estiva.

In uno sce­na­rio che non lascia mol­te alter­na­ti­ve, e sul qua­le pesa­no ulte­rior­men­te le pon­de­ro­se (giu­ste) restri­zio­ni lega­te all’ancora minac­cio­sa pre­sen­za del virus, lo spi­ri­to di ripro­muo­ve­re il cine­ma da par­te di mol­ti è giun­to alla con­clu­sio­ne più sem­pli­ce: cine­ma all’aperto e, novi­tà 2020, dri­ve-in. 

Sen­ti­men­ta­li o meno, i dri­ve-in sono le for­me più con­ge­nia­li ed ele­gan­ti che si adat­ta­no alla fase 2: per­met­to­no il natu­ra­le distan­zia­men­to socia­le, sono all’aperto e la scher­ma­tu­ra del­le mac­chi­ne è tren­ta vol­te più bloc­can­te di un qual­sia­si tipo di ple­xi­glass o sepa­ra­to­re; un meto­do effi­ca­ce che si fa, però, pri­ma a dir­si che a farsi. 

Oltre alle pra­ti­che lega­li e gli osta­co­li vari a cui pos­so­no facil­men­te incor­re­re deter­mi­na­ti tipi di spet­ta­co­lo, il pro­ble­ma giun­ge già dall’audience.

Infatti, se per i cinema all’aperto l’accoglienza da parte del pubblico è entusiasta, il drive-in classico ha ottenuto una risposta fredda e abbastanza insoddisfacente. 

Trat­tan­do­si di un con­cet­to che già ai suoi tem­pi d’oro – in Ita­lia ci si rife­ri­sce agli anni ’80 – era fal­li­men­ta­re e con poco segui­to, si fa fati­ca a cre­de­re che pos­sa esse­re appli­ca­to al gior­no d’oggi con successo. 

Inol­tre, la cri­si attua­le indu­ce i gran­di distri­bu­to­ri a un pre­va­len­te scet­ti­ci­smo, tra­scen­do­no la neces­si­tà di ripro­por­re il cine­ma e si impun­ta­no su una dire­zio­ne eco­no­mi­ca net­ta­men­te pro­te­zio­ni­sti­ca, crean­do ulte­rio­ri dub­bi da par­te dei cine­ma e dal­le orga­niz­za­zio­ni cine­fi­le, che si chiu­do­no a ric­cio favo­ren­do piut­to­sto la pau­sa ai clas­si­ci palin­se­sti estivi. 

Il risul­ta­to è un cir­co­lo vizio­so sta­gnan­te che si con­clu­de con un nul­la di fat­to, sicu­ra­men­te com­pli­ce anche un futu­ro pre­ca­rio che vede le pro­du­zio­ni bloc­ca­te da feb­bra­io e che solo in que­sto perio­do han­no rico­min­cia­to parzialmente. 

In real­tà la situa­zio­ne è più nera, anche in que­sto caso, di quel­lo che sem­bra: se infat­ti la pan­de­mia in Euro­pa sem­bra aver allen­ta­to note­vol­men­te la mor­sa, per­met­ten­do un’ondata di otti­mi­smo tra le case di pro­du­zio­ne del con­ti­nen­te, il pro­ble­ma gros­so deri­va pro­prio dal­la cul­la del cine­ma mon­dia­le da cui – inu­ti­le igno­rar­lo – dipen­do­no le mag­gio­ri distri­bu­zio­ni cinematografiche. 

Negli USA, infatti, i contagi da Covid non esitano a fermarsi, e la pandemia non fa altro che continuare a infierire su quello che pare un anno in cui il cinema importa sempre meno. 

Anche qui, dun­que, pro­du­zio­ni bloc­ca­te e cine­ma chiu­si ritar­da­no oltre­mo­do le mag­gio­ri usci­te dell’anno: esem­pio lam­pan­te è sicu­ra­men­te Tenet di Chri­sto­pher Nolan, film ini­zial­men­te pro­gram­ma­to per luglio, ora inve­ce spo­sta­to con­ti­nua­men­te di set­ti­ma­na in settimana.

Il vero pro­ble­ma però arri­ve­rà poi: infat­ti, se ora le case di distri­bu­zio­ne non san­no quan­do far usci­re le loro più gran­di pro­mes­se, in un pros­si­mo futu­ro non così lon­ta­no dovran­no fare i con­ti con un enor­me buco nero di pro­du­zio­ni man­can­ti, cau­sa­te dal bloc­co del­le attua­li riprese.

È dif­fi­ci­le, dun­que, imma­gi­nar­si una fol­ta pro­gram­ma­zio­ne esti­va in que­sto perio­do; tut­ta­via un dri­ve-in fun­zio­nan­te, nei din­tor­ni di Mila­no, esi­ste ed è un’esperienza uni­ca: l’Auto­dro­mo di Mon­za met­te a dispo­si­zio­ne il suo gran­de spa­zio per instal­la­re uno scher­mo da cui sarà pos­si­bi­le vede­re ogni sor­ta di gene­re di film, da Grea­se di Ran­dal Klei­ser con John Tra­vol­ta a 007 Spec­tre a ope­ra di Sam Men­des, per tut­ta la dura­ta del mese di luglio. 

Del resto i cine­ma all’aperto fan­no incet­ta dei film che dove­va­no imme­dia­ta­men­te usci­re pri­ma del­la pan­de­mia, e le orga­niz­za­zio­ni che se lo pos­so­no per­met­te­re por­ta­no avan­ti, infat­ti, i soli­ti palin­se­sti di ogni esta­te: tor­na lo “Sdrai­vin”, per esem­pio, il cine­ma all’aperto su sdra­io da spiag­gia orga­niz­za­to dal Bloom, il cir­co­lo mul­ti­cul­tu­ra­le con sede a Mez­za­go in pro­vin­cia di Mon­za-Brian­za; la loro ras­se­gna esti­va vede la ripre­sa in atto di film pre-Covid, come Memo­rie di un assas­si­no di Bong Joon Ho o I mise­ra­bi­li di Ladj Ly. Ma anche Anteo, con la pro­gram­ma­zio­ne di AriAn­teo, il suo cine­ma in tre sedi diver­se per la cit­tà di Mila­no (Trien­na­le, Palaz­zo Rea­le e Chio­stro dell’Incoronata) in cui spic­ca­no, anche qui, film con­dan­na­ti dal Covid come Honey Boy di Alma Har’el. 

Un turbinio e un successo, se vogliamo, sulla sponda cinema all’aperto; il problema delle sale però persiste: aprire conviene? E se la risposta è sì, cosa proiettiamo? 

Net­flix, Raku­ten e l’avvento di Mio­Ci­ne­ma assor­bo­no qual­sia­si pro­du­zio­ne che non ha il corag­gio di appog­giar­si a una, anco­ra, fra­gi­le e inde­ci­sa infra­strut­tu­ra cine­ma­to­gra­fi­ca. Nasce un desi­de­rio di aper­tu­ra che non vie­ne asso­lu­ta­men­te col­ma­to e anzi rima­ne iner­me, impau­ri­to, come un ani­ma­le che si fin­ge mor­to davan­ti alla preda. 

Quin­di è chia­ro che la solu­zio­ne è una secon­da qua­ran­te­na, un secon­do #iore­stoa­ca­sa per il mon­do del cine­ma, che si affi­da al più sicu­ro mon­do del­lo strea­ming digi­ta­le; MyMo­vies, il famo­so sito dedi­ca­to al mon­do dell’intrattenimento, non a caso con­ti­nua la sua ini­zia­ti­va inco­min­cia­ta duran­te il loc­k­do­wn del­la sala vir­tua­le, dove è pos­si­bi­le pre­no­ta­re un posto “in sala” dal sito e guar­da­re film, gene­ral­men­te cult o docu­men­ta­ri­sti­ci, sul pro­prio diva­no in con­tem­po­ra­nea con altri utenti.

Davan­ti a uno stra­vol­gi­men­to del gene­re c’è chi ha par­la­to addi­rit­tu­ra di rivo­lu­zio­ne. La real­tà è che la cri­si gene­ra­ta dal­la pan­de­mia ha inve­sti­to e tra­mor­ti­to il mon­do del cine­ma, il qua­le si ritro­va tut­to­ra a terra. 

Una basto­na­ta che non fa altro che aumen­ta­re il gap tra cine­ma tra­di­zio­na­le e cine­ma da piat­ta­for­ma strea­ming, un pro­ces­so ini­zia­to già da mol­to tem­po pri­ma dell’emergenza sani­ta­ria, ma che ha allun­ga­to il pas­so pro­prio con que­sta situa­zio­ne di crisi. 

Con­di­vi­di:
Andrea Marcianò
Clas­se ’99, nato sul Lago di Como, stu­den­te in scien­ze del­la comu­ni­ca­zio­ne, aman­te di cine­ma e tele­vi­sio­ne. Mi pia­ce osser­va­re il mon­do dal­l’e­ster­no come uno spettatore.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.